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Reportage Live

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Tutto esaurito ai Magazzini Generali di Milano per la garage band svedese, in tour con un nuovo album che si è fatto attendere troppo a lungo. Ma che valeva decisamente la pena di aspettare.

Articolo di Silvia Cravotta | Foto di Andrea Ripamonti

È ottobre ma sembra di essere a luglio. E i The Hives sono tornati a Milano, a neppure tre mesi dalla loro ultima esibizione in città, in occasione degli I-Days. Per un’ottima ragione: la presentazione di The Death of Randy Fitzsimmons, loro sesto album in studio, uscito nell’agosto scorso dopo undici lunghi anni di attesa, resi sopportabili solo da qualche singolo e da concerti in giro per il mondo. E le divinità svedesi del punk rock nordeuropeo non potevano ricevere un’accoglienza migliore.

Unica data italiana, quella ai Magazzini Generali, del tour europeo partito da Colonia il 16 settembre scorso e fatto tutto di date singole. Un live ovviamente sold out che inizia con la marcia funebre di Chopin – d’altronde siamo qui per celebrare la (presunta) morte di Fitzsimmons, leggendario fondatore della band, nella cui sepoltura al posto del corpo sarebbero stati trovati i materiali che avrebbero ispirato le canzoni dell’album – ma che si trasforma rapidamente in un gioioso e frenetico sabba di corpi danzanti e sudati. Un’esperienza indimenticabile, da fare almeno una volta nella vita. Anzi no, da ripetere più volte quasi come un esercizio spirituale.

L’atmosfera è calda in generale ai Magazzini, dove nel corso della serata si toccheranno tassi di umidità degni della Guinea Equatoriale. Sotto il palco, ben prima delle otto, un nutrito gruppo di fedelissimi è già in posizione, e palesemente non ha alcuna intenzione di lasciarla. Tutto intorno uomini e donne di età variegata, armati di bicchieri di birra per cercare di stemperare la calura irragionevole di questi giorni. Sono stati loro ad accogliere con entusiasmo l’ingresso delle Bratakus, due meravigliose sorelle punk arrivate direttamente dal Nord della Scozia. Armate solo di un basso e di una chitarra, Breagha e Onnagh Cuinn si sono prese il palco con la loro energia dirompente, una bella dose di rabbia e due voci graffianti da vere riot grrrl. Un opener perfetto per lanciare la volata ai cinque dietro le quinte.

Bratakus in concerto ai Magazzini Generali a Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Non c’è da aspettare molto per vederli salire sul palco. Prima però non potevano mancare i “ninjia”, i loro tecnici bardati di nero nello stile dei guerrieri giapponesi esperti nell’arte della mimetizzazione, con il compito di preparare gli strumenti ed entrare in scena a più riprese durante il concerto per sistemare eventuali problemi tecnici. Il tutto senza farsi notare troppo ma da veri protagonisti, tanto che alla fine saliranno anche loro sul palco con il gruppo per i saluti finali.

Non sono ancora le nove quando la gente comincia a rumoreggiare. Il parterre e il palchetto sopraelevato sono al completo e l’attesa si fa sentire, ma appena dieci minuti dopo l’orario ufficiale di inizio le luci si spengono e la lugubre intro lascia il posto alla devastante energia delle chitarre di Bogus Operandi, prima canzone e primo singolo del nuovo album, perfetta per scuotere gli animi e iniziare a far saltare tutti con il suo “like I say” da gridare tutti insieme.

The Hives in concerto ai Magazzini Generali a Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

L’ingresso in scena di Howlin’ Pelle Almqvist è come sempre quello di un grande mattatore: non si sa cosa prenda quest’uomo ma ne avremmo bisogno un po’ tutti. Il frontman arriva sorridente e carico come una molla. Per tutto il concerto (durato appena un’oretta, ma faremo una petizione per live più lunghi) canta, salta da qualsiasi posizione possibile, fa riverenze, fa roteare le braccia e il filo del microfono, si butta senza remore tra quelli delle prime file, sale e scende, si infila tra la gente sui palchi in alto e da lì fa calare il microfono verso il parterre. Parla in italiano o almeno ci prova, scherza continuamente, prende in giro se stesso, gli Hives e carica il pubblico (come se ce ne fosse bisogno!) con le sue impareggiabili doti istrioniche che arricchiscono ancora di più una band che è riuscita a distinguersi grazie al suo stile unico e a un ricco repertorio da cui hanno pescato anche videogiochi, cinema e televisione. È tutto questo insieme che ne ha fatto i beniamini di tante generazioni in questi quasi trent’anni trascorsi dalla loro fondazione.

The Hives in concerto ai Magazzini Generali a Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Il chitarrista Nicholaus Arson, fratello maggiore di Pelle, è una spalla favolosa. Re delle espressioni buffe e delle pose plastiche è un accompagnatore perfetto delle follie del cantante. Ogni tanto lancia plettri sulla folla e trova sempre un modo diverso per farlo. Dalle parte opposta il barbuto Vigilante Carlstroem con la sua chitarra è una certezza assoluta. Stabile come una colonna dorica, con alle spalle il bassista Johan and Only, il “neoacquisto” al suo primo album, dopo l’abbandono forzato di Dr. Matt per motivi di salute nel 2013. A lui va il premio – insieme a Nicholas – per essere riuscito a tenere perfettamente allacciato l’outfit di scena (lo stesso degli I-Days) nonostante il caldo e l’agitazione sul palco. Non ce la fa invece Chris Dangerous, che poco dopo essersi seduto alla batteria, rimane letteralmente in maniche di camicia.

Sei i pezzi scelti dal nuovo album per la setlist di questo tour, proprio i primi sei delle 12 canzoni che lo compongono, presentati però in ordine sparso. Dopo Bogus Operandi tocca a Rigor Mortis Radio, praticamente già una hit con i suoi coretti, Stick Up che viene lanciata da Pelle costringendo scherzosamente il pubblico ad ammettere che è la più bella dell’album, la punkeggiante Trapdoor Solution, Smoke & Mirrors con il suo orecchiabile pop rock e Countdown to Shutdown, una canzone in perfetto stile hivesiano.

Il resto viene pescato dai lavori precedenti e rende praticamente impossibile tenere piedi e mani fermi. I riff di Main Offender e il ritmo incalzante di Walk Idiot Walk, che viene cantato a una sola voce da tutti i presenti, sono seguiti dai tuffi nei ritornelli della bellissima The Good Samaritan. Durante la canzone arrivano anche le bolle di sapone e il momento goliardico in cui la band tutta nello stesso momento si freeza nelle posizioni più assurde, rimanendo così per una serie infinita di minuti e con il pubblico muto in fremente attesa. Fino a quando questi ultraquarantenni così invidiabilmente pieni di energia non ricominciano a pestare di brutto sui loro strumenti.  

The Hives in concerto ai Magazzini Generali a Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Su Hate To Say I Told You So c’è poco da dire. Nonostante i suoi ormai oltre venti anni di vita, il pezzo resta una hit stranota e orecchiabile che è impossibile a non cantare con tutta la voce disponibile. Gola a rischio anche con I’m Alive, uno dei singoli che ha interrotto il lungo periodo di pausa dal 2012 ad oggi, una canzone che con il suo sound angosciante e il ritornello roco e strascicato cerca di rappresentare – parola dello stesso Pelle – la sensazione di strisciare da sotto una roccia. Two-Timing Touch and Broken Bones e Countdown chiudono la scaletta.

L’uscita di scena è ironica come si deve, tanto sappiamo tutti che rientreranno. Ma, come da copione, le luci si spengono, i presenti rumoreggiano fino a quando i cinque non rientrano e alcune delle giacche non ci sono più. Una veloce versione di Come on! apre le danze per Tik Tik Boom, bestia nera per chiudere visto che è una canzone che fa decisamente l’effetto contrario. E così, come se non bastasse, a metà canzone il pubblico viene fatto abbassare, le luci dal palco si spostano verso gli spettatori, che esplodono con un salto quando la canzone riparte. La band è in un bagno di sudore, il pubblico pure ma i saluti finali sono calorosi con inchini, baci e lanci di bacchette.

Come si scrive nelle recensioni sui siti e-commerce: “da consigliare”.

Clicca qui per vedere le foto del concerto dei The Hives a Milano (o scorri la gallery qui sotto)

The Hives

THE HIVES – La scaletta del concerto di Milano

Bogus Operandi
Main Offender
Walk Idiot Walk
Rigor Mortis Radio
Good Samaritan
Go Right Ahead
Stick Up
Hate to Say I Told You So
Trapdoor Solution
I’m Alive
Smoke & Mirrors
Two-Timing Touch and Broken Bones
Countdown to Shutdown

Encore:
Come On!
Tick Tick Boom

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