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MAURO PAGANI: la musica come unica scelta

Un nuovo giorno è iniziato, sorseggi il tuo caffè e vuoi già leggere qualcosa che parli di musica, come se fosse cosa facile e immediata trovare davanti a te esattamente ciò che cerchi. È Ottobre ma sembra giugno, tra le mani il FQ MillenniuM, il mensile del Fatto Quotidiano, forse è il caldo, o forse davvero inciampo su un intervista che ripercorre la carriera di Mauro Pagani, storico membro della PFM. Conduce il gioco Roberto Casalini il quale subito chiede all’artista: “Cosa è successo alla tua memoria?”.

Quello di cui avevi bisogno nella solita routine della colazione è arrivato, Mauro Pagani racconta del suo blackout avuto a Gennaio 2020 e spiega anche come ha dovuto lavorare per recuperare la sua memoria. Rivivere e raccontare, questa è stata la sua terapia, ed è così che è nato il libro “Nove vite e dieci blues. Un’autobiografia” (Bompiani).

Nove vite con il battito del cuore a ritmo di Blues, ecco qual’è stato il mondo di un artista mai stanco. Pagani suonerà in 16 band prima di incontrare la PFM e fu con loro che per la prima volta la musica divenne il suo vero lavoro, un lavoro duro che si impara con la pratica e che non ammette troppe pause.
Vogliamo a tutti i costi dare un nome alle cose. Ha senso, abbiamo trovato un nome per tutto. Solitamente diciamo di provare “amore” per una persona, ma una cosa è certa: ad un certo punto della sua esistenza il musicista sarà onesto con se stesso, capendo che l’unica cosa che davvero gli viene bene fare è Musica, quella passione per cui prova il sentimento più puro ed è la parola amore, seppur tanto sdoganata, abusata e fraintesa, la parola più giusta.

La chiaccherata continua e si parla di come alla musica lo avvicinò il padre ma anche del fatto che di certo non aveva lo scopo di far intraprendere al figlio una carriera da musicista. Ora Mauro Pagani vanta una lunga storia, un intensa attività artistica, collaborazioni e produzioni eccezionali.

Arriva poi l’argomento che forse hai avuto un mente fin dall’inizio: Fabrizio De André.
Per 14 anni Pagani ha lavorato con De Andrè, il cantautore che egli ha da poco definito il più bravo di tutti. Leggo e sono colpita da queste semplici parole : “Mi manca Faber”. Immaginate allora quante parole su questa lunga amicizia artistica scorrano sulla sua autobiografia recentemente pubblicata.

L’intervista sul MillenniuM si conclude con una domanda sul futuro: “Quali sono i tuoi progetti ora?”

Ottobre è quasi finito, c’è così caldo che sembra Giugno, però ora sai che la giornata può iniziare con il suono giusto e sai anche che l’ autobiografia di Mauro Pagani è lì, dietro l’angolo.

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