HOZIER: Reportage, foto e scaletta del concerto di Milano

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Articolo di Stefania Clerici | Foto di Oriana Spadaro

Fin dal mattino di una soleggiata giornata di metà novembre decine di fan si sono radunate fuori dall’Alcatraz di Milano per assistere al concerto dell’irlandese Andrew Hozier-Byrne, in arte Hozier.

Dopo 3 lunghi anni di assenza dall’Italia, il cantautore della famosa hit Take Me to Church torna sul palco per presentare oltre ai pezzi del suo album d’esordio uscito nel 2014 anche i brani dell’ultimo EP Nina Cried Power pubblicato a inizio settembre.

Inizio alle 21:30 in punto per il suo live: accompagnato da una band di 8 elementi, tra cui 2 coriste, la violinista e chitarrista Suzanne Santo a cui è stata affidata l’apertura della serata, e anche un organista. Canzoni impegnate e viscerali, tra lo starting con Real People Do e il singolo tratto dal nuovo lavoro Nina Cried Power, sui suoni accesi del rock d’oltremanica. Apprezzatissimi dalla platea Jackie & Wilson, From Eden e Angel Of Small Death and The Codeine Scene. L’atmosfera si scalda, così come la confidenza con il pubblico e l’artista, camicia bianca a righe, aria scanzonata e molto country, ringrazia tutti i presenti per essere arrivati ad ascoltarlo.

Il live continua e viene dato spazio a sonorità più intime, con una bellissima Cherry Wine in assolo acuistico e una corale To Be Alone, in cui Hozier invita tutti a seguirlo in risposta ai suoi vovalizzi. I seppur brevi momenti senza altre voci e band confermano le eccelse doti dell’artista, che in un’ora e mezza di live canta come se fosse in sala di registrazione, dimostrando di poter passare da bassi a falsetti senza problemi.

Tutti i musicisti rientrano poi sul palco per la seconda parte del concerto, dove tra Shrike, Arsonist’s Lullaby e Moment’s Silence il pubblico segue le coriste e canta a gran voce insieme agli artisti. Il palco inoltre viene più illuminato di prima, oltre ai drappeggi dei teli appaiono dei grandi rettangoli che proiettano sullo sfondo un gioco di luce piacevole e che scalda l’ambiente.

Sulle note di Movement, il nuovo singolo di Hozier pubblicato pochi giorni e che darà il titolo al nuovo lavoro prossimamente in uscita, tutti i telefonini si alzano e tra foto e video, nessuno vuole perdere il momento. È la volta poi del pezzo che che lo ha fatto conoscere al largo pubblico, Take Me To Church che chiude la setlist. Hozier poi prende una bandiera/striscione con il tricolore dalle prime file per sventolarla sul palco.

Sull’encore viene proposta la cover del brano pop delle Destiny’s Child, Say My Name, riarrangiata sulle corde soul di Hozier. La chiusura arriva con Work Song, in un mix di blues&folk che sono uno dei tratti distintivi della musica dell’artista. Tra applausi e cori, il live si chiude poco dopo le 23, confermando Hozier uno dei giovani artisti internazionali più interessanti passato dalla nostra città in questo periodo.

Hozier

HOZIER – La scaletta del concerto di Milano

Like Real People Do
Nina Cried Power
Jackie and Wilson
From Eden
Angel of Small Death and the Codeine Scene
To Be Alone
NFWMB
Cherry Wine
Shrike
Arsonist’s Lullabye
Moment’s Silence (Common Tongue)
Someone New
Movement
Take Me to Church

Encore:
Say My Name (Destiny’s Child cover)
Work Song

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