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Reportage Live

Lordi al Druso: Would you love a Monsterband?

Mr Lordi of Lordi band live al Druso di Bergamo

Foto di Andrea Ripamonti | Articolo di Giulio Taminelli

Io ci provo.
Seriamente, nel weekend di halloween ho l’ingrato compito di dover scrivere un pezzo esaustivo sulla band più horror anni ottanta della storia recente e voi vi aspettate un commento imparziale?

-risata malefica con tuono in lontananza-

Ok, l’avete voluta voi!
Preparate le pallottole d’argento e affilate i paletti in frassino.
Che la festa abbia inizio!

-Theremin di sottofondo-

Scherzi a parte.
Era da parecchio tempo che volevo vedere i Lordi. Diventati celebri grazie ad una vittoria all’Eurovision nel 2006 talmente inaspettata da oscurarne parte della carriera (o almeno così la pensa Mr Lordi, frontman e creatore della band), il gruppo finlandese ha sempre goduto di una pessima fama negli ambienti metal dei primi anni duemila.

Io stesso, durante la mia gavetta da “metallaro” adolescente in lotta con il sistema, i pasti precotti e il sapone, sono cresciuto con un forte pregiudizio nei confronti dei Lordi, complici un umorismo horror forse troppo prematuro per l’epoca e una pessima figura con un playback mal gestito in un concerto moscovita del 2006.
Ora però, da tabaccaio adulto dipendente dalla maionese fatta in casa e con la passione per lo shampoo ginseng e guaranà, ho deciso che è giunto il momento di dire la mia su cosa sia bello o meno da vedere.

Almanac in concerto al Druso di Bergamo foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Mosso da questo spirito, mi sono infilato all’interno del Druso, storico locale da concerti della bergamasca che, a suo tempo, fu cornice di tante serate stupende della mia vita e, mosso dalla malinconia, ho ordinato un ginlemon durante l’esibizione degli Almanac, gruppo spalla particolarmente interessante.
Non scherzo, se dovesse capitarvi, date una possibilità a questa band “casereccia” nell’aspetto ma che nasconde veri pezzi da novanta come Victor Smolski -ex chitarrista dei Rage. (Sulle note di Down -canzone dei Rage- ammetto di essermi messo a saltare come un bambino).

Ma non perdiamoci in chiacchiere e veniamo al sodo.
Gli Almanac lasciano il palco, io sono al secondo ginlemon e giungono alle orecchie le note di God of Thunder, canzone che strappa un sorriso ad un signore attempato con la felpa dei Kiss mentre l’ingorgo alla cassa non da tregua alla povera barista.

Improvvisamente, il buio.
Pian piano, i riflettori a occhio di bue si accendono accompagnando i singoli membri della band alle proprie postazioni.
Soffermandomi a guardare Kone, il nuovo chitarrista, mi chiedo se riuscirà mai a sostituire Amen, membro storico sin dagli anni ‘90 che proprio all’inizio del 2022 ha dato il suo addio alla formazione.

La risposta è “sì, decisamente sì”.

Non me ne vogliano i fan storici, non è certo mia intenzione dar contro alle convinzioni altrui, però, ragazzi, bisogna ammettere che Kone sa suonare, e anche bene. Poi va detto che, a me, il vestito da mummia di Amen non è mai piaciuto, per cui viva Kone e il suo outfit da steam-robot-bio-zombie! 

Lordi in concerto al Druso di Bergamo foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Ma torniamo al concerto, perchè è sulle note di Abusement Park che l’incubo prende forma con l’ingresso sul palco dell’Hulk dall’inferno, l’uomo biomeccanico, l’unico e solo Mister Lordi!
Bastano le prime note di “Would you love a Monsterman?”, storico pezzo dell’album “Get Heavy” per sciogliere il pubblico ma, da buon intrattenitore, Tomi Putaansuu (questo è il vero nome di mr.Lordi) decide di dedicare qualche minuto al pubblico, dimostrando che anche nel riprendere fiato (Tomi ha quasi cinquant’anni) si possono creare momenti interessanti.
Difatti è proprio in questi attimi di relax che il cantante darà vita a simpatici siparietti sulle parole italiane legate alla sessualità, sull’effetto fatto dal calore del Bel Paese ai suoi genitali e sullo strano significato di un “sì sì” tradotto in tedesco.

“Victim of the Romance” e “Demon Supreme” ci fanno capire cosa intendevano i Lordi nel 2021 quando decisero di pubblicare sette album in una volta sola reinterpretando i più svariati generi, con la prima canzone che dissacra Bon Jovi e la seconda che rende spooky anche le atmosfere Industrial.

Il concerto continua con il classico Blood Red Sandman e con la nuova Carnivore, ma è con Abracadaver che le cose si fanno sensazionali grazie ad un enorme getto di sangue finto sul pubblico (fotografo di RockOn compreso) scaturito da una sega circolare tenuta in mano proprio dallo stesso mr.Lordi che, nelle canzoni successive, giocherà con teschi spara fumo, comparse travestite da prete costrette al sesso orale e inquietanti bambole spara coriandoli.

Lordi in concerto al Druso di Bergamo foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Intrattenimento? Boiata?

No, semplicemente il buon caro, vecchio horror di serie B e, proprio parlando di Horror, vale la pena di soffermarsi sui vari elementi della band in cui, personalmente, ho sempre rivisto alcuni dei sottogeneri più celebri del mondo orrorifico.
Mana, il batterista, lo associo ad un demone orientale. Severo, impassibile e in grado di scandire il tempo con la sua batteria. Durante lo spettacolo ho adorato le sue casse collegate a meccanismi girevoli in grado di creare effetti speciali degni di nota.

Lordi in concerto al Druso di Bergamo foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

In Hiisi, il bassista, c’è dell’animalesco. Un essere semi senziente che vive come animale domestico di mr Lordi. Da un certo punto di vista mi ha ricordato un po’ l’atmosfera di Hellraiser.

Lordi in concerto al Druso di Bergamo foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Kone è l’horror fantascientifico. Uno zombie ricoperto di metallo con una volontà propria, in grado di ballare e far rumore pur rimanendo fedele alla causa.
Hella, infine, è il componente che più mi ha spaventato.

Lordi in concerto al Druso di Bergamo foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

La tastierista, truccata come una bambola, passa il tempo sul suo trespolo muovendo la testa in modo innaturale. Non me ne vogliate ma ho sempre avuto il terrore di Chucky la bambola assassina e imitatori vari, per cui per me lei rimane la più spaventosa.

Lordi in concerto al Druso di Bergamo foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Di canzone in canzone si arriva a Believe me, stupendo quanto inaspettato brano Disco che ammetto di aver scoperto qualche sera fa e che smuove il pubblico gettandolo nel delirio totale di Devil is a Loser, splendida canzone che trova il suo apice nel momento in cui il cantante si posiziona nella parte centrale del palco e dalle sue spalle si dispiegano delle enormi quanto pacchiane ali da pipistrello.

Lordi in concerto al Druso di Bergamo foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Buio, silenzio, un urlo ed eccoci al gran finale.
Di seguito una all’altra due Hit dall’album Arockalypse:  “Who’s Your Daddy” e la celebre Hard Rock Halleluja vincitrice dell’edizione più sconcertante della storia dell’Eurovision.
“Una canzone dei Kiss rifatta dai Pantera e remixata da Puff Daddy”, così Mr. Lordi definisce il suo stile.
Non so dire se la descrizione calzi, però devo ammettere che il risultato funziona alla grande a distanza di trent’anni, perché un delirio del genere non lo vedevo da parecchio tempo.
Tutto il Druso gridava (anche chi non conosceva l’inglese) e per un attimo siamo tornati tutti ad essere dei quindicenni esaltati per il buon metal ignorante dei primi duemila.
Sudati, sporchi di sangue finto, accecati dal fumo ma, tutto sommato, felici.

La luce torna ad illuminare la sala. I mostri sono scomparsi dal palco e io rimango fermo con il mio terzo ginlemon in mano a trarre una conclusione da ciò che ho visto nell’ultima ora.
Inutile negarlo, il concerto mi è piaciuto. A quel paese tecnica ed esecuzione! -seppur sopra le aspettative-. Ho appena assistito ad un’ora e mezzo di puro intrattenimento horror in cui è successo letteralmente di tutto. Lo stesso sentimento di repulsione che da giovane mi portava ad allontanarmi dai Lordi questa sera mi ha convinto ad apprezzarli per ciò che sono: enormi mostri di gomma piuma che fanno del grottesco il loro punto di forza.

Accettate un consiglio da parte mia: se amate l’horror amabilmente squallido, i film di serie B ben fatti e la musica orecchiabile, correte al primo concerto dei Lordi che vi capita a tiro. Non ve ne pentirete.

Clicca qui per vedere le foto del concerto dei Lordi + Almanac al Druso di Bergamo (o sfoglia la gallery qui sotto)

Lordi

LORDI – la scaletta del concerto al Druso di Bergamo

Intro

Abusement Park
Would You Love a Monsterman?
Victim of the Romance
Demon Supreme
Blood Red Sandman
Carnivore
Abracadaver
Borderline
It Snows in Hell
Down With the Devil
Believe me
Devil is a Loser
Who’s your Daddy
Hard Rock Halleluja

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