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Reportage Live

NICCOLÒ FABI. L’ oro si aspetta. Foto, reportage e scaletta del concerto di Milano

Articolo di Roberta Ghio | Foto di Eleonora Stevani

Dopo il debutto al Teatro Alighieri di Ravenna, arriva al Teatro degli Arcimboldi di Milano il nuovo tour di Niccolò Fabi, per presentare live i brani del suo ultimo album Tradizione e tradimento.

Mentre mi guardo attorno avvolta dal chiacchiericcio di una sala in attesa, si leva il sipario e, se pur lontana, ho modo di apprezzare la bellezza degli strumenti ordinati e racchiusi in una scenografia lineare ed elegante. Intravedo sei monitor, di cui tre a fondo palco, e diverse aste che mi fanno presagire che riusciremo anche a “vedere” tutta quella sperimentazione sonora di cui è ricco l’ultimo album. E così è. In una sala buia, sono come delle “sfere di fuoco fluo” sui toni del fucsia e del blu che vediamo comparire a intermittenza sugli schermi, mentre note synth accompagnano l’ingresso di Niccolò, che intravediamo prendere posto al piano. Su un suono che diventa, nota dopo nota, sempre più caldo, dà via al live A prescindere da me, tratto dall’ultimo album. Solo un cono di luce su di lui, il teatro avvolto dalla sua voce calda. Nel buio, veniamo nuovamente catturati da una sequenza synth che sembra sprigionarsi da un alternarsi ipnotico di pixel verde acceso di cui si animano monitor e aste, mentre viaggiamo ad altissima velocità lungo una strada di cui non vediamo la fine, proiettata su uno dei monitor di fronte a noi. In questo scenario ad alto impatto, la dolcezza della voce di Fabi che, imbracciata la chitarra acustica, ci fa ascoltare Amori con le ali. Sonorità nuove, arrangiamenti che non ci si aspetta da un artista come Niccolò, ma che tuttavia non prendono il posto della sua poetica musicale, anzi, coesistono con essa, rafforzando testi che, come tradizione, restano veri componimenti.

Niccolò Fabi

Come Io sono l’altro, primo singolo estratto dal nuovo disco, amatissimo dal primo ascolto, accolto dal pubblico che, trascinato dai cori, accompagna con le mani, per poi lasciarsi travolgere dal ricco finale strumentale. Parla poco Fabi, Nel blu, con la bianca schiuma di onde impetuose che si frangono, dà l’occasione per un primo saluto e una confidenza “ogni salto comporta un rischio, anche scrivere e pubblicare canzoni è un rischio. Suonarle davanti alle persone è una scelta che ti sottopone al giudizio degli altri, al tuo per primo. Sono contento dopo un po’ di preoccupazioni di essere riuscito a prendermi questo rischio, a saltare, a gettarmi. È meraviglioso sapere che ci siete.” E il salto ora è indietro nel tempo. Una somma di piccole cose, in cui le chitarre di Niccolò e Alberto Bianco, avvolti da luci calde, guidano il ritmo di un brano accolto da mormorio entusiasta di una sala che, si percepisce, ama Fabi e attende da tempo il suo ritorno. Dopo l’intima Facciamo finta in cui quasi il teatro intero anticipa la strofa “che chi ha successo se lo merita” È non è viene accolta e cantata da un pubblico che si abbandona in quelle parole. “Ci sei mancatooooo!” gli urla una ragazza e lui sorride, grato. Una buona idea, dall’arrangiamento morbido e cadenzato, con Niccolò che, lasciato il piano, si porta al centro della scena e dal controluce in cui distinguiamo lui e le sagome dei sui amici musicisti, dirige coro e battimani che si levano da un pubblico innamorato. Senza interruzioni si prosegue con la soffice Indipendente, mentre raggi di luce bianca diretti sulla platea si incrociano a quelli verdi sul palco. Da tre piccole fiamme di candele accese, si sprigionano luci calde e lanterne in cielo che avvolgono i musicisti mentre risuona Ecco, dal potete finale strumentale rock. “Mi piacerebbe che per questi pochi minuti, questa canzone rimanesse soltanto per le persone che sono qui in questo momento” è la richiesta che precede l’intima e toccante Vince chi molla, suonata da solo al piano. Scenografica Una mano sugli occhi, dal finale strumentale ricco e potente, con scintille che si sprigionano dal suono che riconduco a quello di un lap steel e potrebbe essere Angelini a suonarlo,  ma non riesco a vedere, perché come per la maggior parte dei brani ascoltati finora, il palco resta avvolto nel buio, una precisa scelta scenografica per far emergere solo la musica.

Niccolò Fabi

Ma arriva il momento in cui riusciamo finalmente a vedere bene in volto gli artisti sul palco, che si meritano tutti i nostri applausi e noi i loro sorrisi felici! Ci salutano e ringraziano prima di iniziare uno dei tanti brani amati e accolti con calore: Costruire, cadenzata e calda, come la luce di cui si animano le aste. Ed è abbandono. Scotta, con le sue atmosfere morbide tinteggiate da distorsioni e gocce che sembrano provenire da xilofono, mentre scintille come di una brace o di un vulcano si sprigionano sui video. Un arrangiamento che sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi, è un’esperienza. Termina così una prima parte del live, ma solo pochi istanti e riecco Fabi, accolto da un teatro che si alza, acclamandolo a piene mani, come un abbraccio istintivo e forte verso un amico che ti è mancato, sì, e solo ora capisci quanto. Chitarra e voce ascoltiamo la morbida e intima Tradizione e tradimento, una poesia che sembra leggermi dentro. Il finale è un viaggio nel tempo, di quelli che scaldano il cuore, quei brani che hanno fatto sempre parte della nostra colonna sonora, ancora prima che venissero composti. Raggiunto da Roberto Angelini e Pier Cortese entrambi alla chitarra, ascoltiamo la soffice Vento d’estate dal finale sussurrato, mentre al rientro degli altri componenti della band – Alberto Bianco al basso e chitarre, Daniele “Mr Coffee” Rossi al synth e piano e Filippo Cornaglia alla batteria – ci salutiamo con la cantatissima Il negozio di antiquariato e Lasciarsi un giorno a Roma, con parte della platea radunata sotto palco, tutti a saltare insieme. Passato e presente uniti in un live esperienziale, un artista che (perdonate il gioco di parole) non tradisce. Bentornato Niccolò. Ci sei mancato.

Clicca qui per vedere le foto di Niccolò Fabi in concerto a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)

Niccolo

NICCOLÒ FABI – La setlist del concerto di Milano

A prescindere da me
Amori con le ali
Io sono l’altro
I giorni dello smarrimento
Nel blu
Una somma di piccole cose
Facciamo finta
Filosofia agricola
È non è
La promessa
Solo un uomo
Una buona idea/Indipendente
Ecco
Vince chi molla
Una mano sugli occhi
Costruire
Scotta
Tradizione e tradimento

Vento d’estate
Il negozio di antiquariato
Lasciarsi un giorno a Roma

Roberta Ghio
Written By

Nata e vissuta sul mare, da qualche anno a Milano dopo una parentesi romana. Cresciuta a pane e Bruce Springsteen, da un lato gli studi scientifico matematici, un lavoro nell'IT che mi appassiona, dall'altro l'amore per la pittura, la scultura, la fotografia, il teatro e i film di Sergio Leone. Amo sia visitare città, sia la natura e lo stare all'aria aperta. La musica è una costante nella mia vita, ogni momento ha una colonna sonora; amo soprattutto la musica dal vivo, unico modo per conoscere veramente un artista. Amo scrivere e sono alla costante ricerca del modo migliore per tradurre su carta le emozioni. Sono profondamente convinta dell'importanza dell'amare e del mettere passione in tutto quello che si fa... con anche un pizzico di ironia!

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