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Reportage Live

La Prima Estate – Day 4: Alt-J, Chet Faker, Domi & JD Beck e Just Mustard

Primo giorno del week end con le sonorità eclettiche di Alt-J, Chet Faker, Domi e JD Back e Just Mustard

Foto Credits Stefano Dalle Luche

Articolo di Stefania Clerici

Dopo 5 giorni di “pausa” feriale, eccoci tornare a vivere la musica in prima linea, con la musica de La Prima Estate, il festival della Versilia inaugurato lo scorso week end e che vede graditi ritorni sulla scena musicale italiana in un’atmosfera chill e shalla dal sapore internazionale.

Che sia non solo un Festival ma una vacanza, come recita il sottotitolo dell’evento, mi è chiaro dalle mie prime ore al Lido di Camaiore: il Parco dell’Ex Bussola Domani si trova sul lungomare della ridente località della riviera. Di fronte a me i bagni dai nomi più creativi e altisonanti: Amore, Paradiso, Conte Rosso, Esmeralda e quello più familiare per una milanese come me… La Santeria belmare, dove ogni giorno si fa yoga, surf e conferenze e incontri con i protagonisti del festival animano il lido marittimo.

Foto Credits Stefano Dalle Luche

Just Mustard e Domi e JD Beck

L’apertura dell’assolatissimo secondo week end di musica viene affidata alla band irlandese dei Just Mustard: scelti come supporter band dai Fontaines D.C per il tour di “Skinty Fia”, hanno recentemente aperto il concerto dei Depeche Mode a Dublino, tornano in Italia dopo essersi esibiti una sola volta a Milano lo scorso anno. Il quintetto composto da Katie Ball (voce solista), David Noonan e Kalyoncuoglu (chitarre), Rob Clarke (basso) e Shane Maguire (batteria) ha due album all’attivo e una voglia di fare rumore e far ballare il loro pubblico. Presentando il loro ultimo album “Heart Under” confermano l’intento, con sonorità interessanti in una miscela perfetta e ipnotica di rock, shoegaze, trip-hop e musica elettronica che apre la serata dirigendoci verso il tramonto.

Foto Credits Stefano Dalle Luche

Quando il sole è ancora alto infatti, dopo il tempo di una birretta e un cambio palco, ecco arrivare on stage il singolare e creativissimo duo DOMi & JD Beck. La biondissima DOMi arriva sul palco con un paio di scarpe da ginnastica con luci e rotelle, lunghi codini, una mise sportiva bianca e verde, e si posiziona a tastiere e synt, JD Beck invece è più in sordina: tuta da lavoratore blu, capo chino, pronto al suo sound potente alla batteria. Attorno il palco ha un allestimento minimal: gli strumenti per suonare e due ciliegi rosa in fiore. Se non fossimo in Versilia e lo sfondo della pineta mediterranea non mi desse questa certezza, direi che ci siamo catapultati in un cartone animato giapponese. Il sound che parte è così disruptive e inaspettato che lo stupore è tutto un crescendo in cui guizzi e follia dominano la scena: un mix geniale di acid jazz che unisce il rap di Snoop Dogg a Herbie Hancock che mi fanno capire all’istante il perchè di un successo tanto inaspettato quanto meritato delle due candidatura ai Grammy e le performance di quest’anno al Coachella e al Primavera Sound di Barcellona e Madrid. L’augurio è che tornino in Italia per un live tutto loro, così da farvi ascoltare la loro meravigliosa e insolita creatività.

Foto Credits Stefano Dalle Luche

Tanti auguri Chet Faker

Sta calando il tramonto sul Parco ex Bussola domani e proprio sulla golden hour fa il suo ingresso l’australiano Chet Faker, al secolo Nick Murphy. 35 anni appena compiuti proprio nel giorno del live, ha all’attivo più di 20 anni di produzione musicale, in cui ha unito elettronica, soul e trip hop al cantautorato. Dagli esordi del 1998 con Feel Good e Oh me oh my, fa ballare il pubblico de La prima estate con la sua ultima hit Something like this, colorando il grande prato del parco che ospita il festival del suo sound eclettico e tipico del tutto fare. Un’ora di set che scorre veloce dove Faker è solo sul palco ma si fa in quattro: salta dalle pianole alla chitarra elettrica, per tornare in assolo a cantare sulle sue basi campionate, e muovendosi con agilità, divertendosi e soprattutto facendoci divertire. Pur dedicando buona parte del live al suo ultimo album prodotto durante il covid, ci regala un tuffo nel passato con la cover di No Diggity dei Blackstreet.

Lo show è potente, vivo e inaspettato: i visual sullo sfondo ci calano nell’atmosfera psichedelica e dark dell’universo sonoro di Nick Murphy, in uno spazio-tempo indefinito in cui l’immagine dell’artista appare su sfondi “altri”, ricreando una dimensione onirica e coinvolgente. Calati nel “funk’n’ da club, Faker ci conduce nei suoi suoni cupi dell’elettro-soul, in cui possiamo ondeggiare e ballare seguendo il ritmo della notte che ci porta verso gli headlinears della giornata, gli Alt-J.

Foto Credits Stefano Dalle Luche

La tempesta perfetta: Alt-J

Sono da poco passate le 22.30 quando le note dei Chemical Brothers e Hey boy, hey girl, annunciano l’ingreesso degli Alt-J. Si parte sulle note di Bane per poi scivolare su  Every Other Freckle, The actor e In cold blood. Al centro del live le tracce di The Dream, quarto e ultimo album pubblicato dalla band, che ben dialoga tra il presente degli Alt-j e il sound dark degli anni settanta loro ispiratore.

La voce e la chitarra di Joe Newman sono i protagonisti carismatici della serata, ad accompagnarlo  la pompata batteria di Thom Sonny Green e le tastiere a volte colorate e a volte distorte di Gus Unger-Hamilton. L’energia tangibile viene esaltata dai brani che seguono, in un ritorno al passato sui suoni di  Deadcrush, Ripe & Ruin e Tessellate.

Luci, visual geometrici e le tre grandi strip led dietro ad ognuno degli artisti sono di notevole impatto e contribuiscono a dare allo show una giusta dinamicità che sarebbe venuta a mancare con un set più scarno e minimal. Si ripercorre The dream sulle note di U&ME e Chicago, intervallate dalle datate e amate Matilda e Something Good, di An Awesome Wave.

Il live prosegue in un crescendo di ricercatezza di sonorità particolari, lasciando poco spazio all’improvvisazione, in cui il sound duro e cupo della discografia degli Alt-J ha trovato il loro successo: l’infilata di Nara, 3WW, Bloodflood e The Gospel of John Hurt sono un salto nel passato e scaldano il pubblico che canta accorto i pezzi della band. Dalla più recente Philadelphia, si torna in chiusura al fortunato album di esordio An Awesome Wave, con il trittico di Taro, Dissolve Me e Fitzpleasure. Quando sta arrivando la mezzanotte e si deve chiudere, gli Alt J ringraziano salutando il loro pubblico con un’infilata in crescendo: Hard Drive Gold, Left Hand Free e la cantatissima Breezeblocks.

Il week end è veramente iniziato alla grande sulla costa della Versilia e siamo pronti ad accogliere la nottata di riposo verso un nuovo giorno di bella musica che ci attende, con una line up tutta italiana e il grandissimo ritorno in Italia dei Jamiroquai.

Scopri la scaletta degli Alt-J a La Prima Estate Festival

Bane

Every Other Freckle

The Actor

In Cold Blood

Deadcrush

Ripe & Ruin

Tessellate

U&ME

Matilda

Chicago

Something Good

Nara

3WW

Bloodflood

The Gospel of John Hurt

Philadelphia

Taro

Dissolve Me

Fitzpleasure

Encore:

Hard Drive Gold

Left Hand Free

Breezeblocks

Written By

Milanese, classe 1983, sono appassionata di musica, cinema e cultura pop. Adoro viaggiare, mangiare, dormire, viaggiare, ballare, sorridere e fare l'amore. Oltre a scrivere di musica su Rockon sono digital producer per il tuo canale tv preferito. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti, fotografare il cibo che mangio (e lo faccio da anni, non per moda social) e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di vestiti, scarpe, borse e tutto ciò che può entrare in una grossa cabina armadio puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi (altro che Google e il libro delle risposte!), basta non domandarmi: “qual è il tuo artista preferito?”.

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