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Reportage Live

CAPAREZZA, la continua trasformazione di una lumaca uscita dal guscio

Articolo di Fabio Miceli | Foto di Sonia Santagostino

Trasformazione, la parola chiave del tour di Caparezza atteso 4 lunghissimi anni al via lo scorso 26 giugno, con in programma 20 date. Lunedì sera la tappa dell’Ippodromo Snai San Siro di Milano, per il Milano Summer Festival, in cui veniva celebrata, insieme alle storiche hit, l’ultima raccolta di tracce, il consueto e travolgente mosaico da centinaia di parole in rima incastrate minuziosamente dentro testi interpretati con una velocità da capogiro, che il pubblico prova a ripetere al passo di uno dei migliori esponenti del rap italiano, perdendo continuamente e inesorabilmente la sfida.

Non si riesce a star dietro a Caparezza, anche nel prevedere quel che succederà sul palco nel corso del concerto/ musical / commedia…come si definisce un qualcosa di unico?

Exuvia, il nome del tour, rappresenta il trionfo del concetto di metamorfosi, che ha ispirato sia l’artista sia altri passati intellettuali, anche lui lo è, per cultura, conoscenza, abilità linguistiche e influenza. Nel biglietto di entrata son comprese lezioni di letteratura, con citazioni di Dante, Shakespeare, Ariosto…

Il concetto di cambiamento accompagna con il solito coinvolgente storytelling tipico delle sue esibizioni le due ore di spettacolo, a partire da quello personale, che dal pettinato, sbarbato giovane introverso Miki Mix protagonista del “Campione dei novanta” ha creato un esemplare di inimitabile iperattività capace di incendiare festival, prati e palazzetti. 

Caparezza in realtà è in continua evoluzione, così è nato Exuvia, in un momento in cui “Mi sentivo una lumaca, più lento del mondo appesantito dal guscio e dal peso dei pensieri, età, ruolo sociale, patologie, così me lo sono scrollato di dosso, ed è nato l’album, che come punto cardine fa leva sul rito di passaggio da uno stato all’altro, sul concetto di accettazione dello stato attuale”. Poi il messaggio di incoraggiamento ai suoi fan, unito dall’auspicio dedicato a chi si trova in un momento di impasse “Spero che possa arrivare un rito di passaggio che state aspettando, abbiate fede in voi stessi nelle vostre possibilità, una fede immutabile incrollabile, rocciosa”. 

Clicca qui per vedere le foto di Caparezza in concerto a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)

Caparezza_Milano_IppodromoSanSiro_01

Metafora e filo conduttore del concerto è la foresta, dove si svolge lo show, luogo iconico in cui le comunità indigene attuano il rito di passaggio attraverso prove basate sul dolore del percorso di crescita, nel diventare adulti. 

Qui prede vita un varietà ricco di colpi di scena, in cui sul palco si alternano lumache, maschere, re, sudditi, cilindri, fiori, pennelli, antiche musicassette giganti, riti sacri e similitudini profane, salti, esplosioni di bit e coreografie di forte impatto grazie anche alla bravura del corpo di ballo capace di catturare l’attenzione del pubblico, distogliendola per un attimo dai ricci del protagonista. 

Spazio anche al sentimento, quando gli smartphone si accendono come torce contribuendo alla creazione dell’atmosfera magica portata da un duetto da brividi, sulle note di “El Sendero”, con la voce celestiale della cantante messicana Michel Domenssain riuscita nell’impresa di placare per un attimo le vibrazioni finite fuori dal controllo dell’Ippodromo.

Momento di forte introspezione quando arriva il momento di Larsen, l’ostacolo più difficile nel percorso artistico e personale di Caparezza, sui cui riesce anche qui a ironizzare strappando l’ennesimo sorriso al pubblico, che però ricambia questa volta a denti stretti. Quel fischio infernale che gli tormenta la quiete dal 2015, per empatia, durante l’interpretazione del brano sull’esperienza dell’acufene lo sentono un po’ tutti. Tra dichiarazioni distorte dalla stampa e mezze verità sul tema, nessuno sa quanto questo limite influenzerà nei prossimi mesi e anni la carriera dell’artista e la realizzazione di questi momenti unici ed esclusivi. Chi lo ama davvero come un fratello maggiore può accettare tutte le implicazioni del cambiamento, ma la mancata possibilità di evolvere guidati alla profondità e l’energia dei suoi brani sarebbe uno scenario davvero complicato da sopportare.

CAPAREZZA – la scaletta del concerto a Milano Summer Festival

Canthology
Fugadà
Larsen
Campione dei novanta
Contronatura
Mica Van Gogh
Eyes Wide Shut
Una chiave
Il mondo dopo
Lewis Carroll
Goodbye Malinconia
China Town
La certa
El sendero
Ghost memo (skit)
Come Pripyat
Vengo dalla Luna
Abiura di me
Zeit!
La scelta
Ti fa stare bene

Encore:
Exuvia (extended intro)
Vieni a ballare in Puglia
Fuori dal tunnel

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