di Stefania Clerici
Il percorso di Briga, dal palco alla pelle
Briga arriva ai Magazzini Generali con un passo che non è mai stato quello dell’esibizionismo. Anche oggi, anche dopo anni di palchi, dischi, pubblico largo, porta con sé quella tensione tipica di chi sente ancora il palco come un luogo da attraversare, non da occupare. Briga, nome d’arte di Mattia Bellegrandi, nasce a Roma nel 1989 e cresce artisticamente nella scena rap capitolina, dove il racconto autobiografico è sempre stato la sua cifra.
Il grande pubblico lo conosce nel 2015 con Amici, ma sarebbe riduttivo fermarsi lì. Quella visibilità diventa solo l’amplificatore di una scrittura che già c’era: diretta, imperfetta, emotiva. Never Again segna un punto di equilibrio tra pop e rap e gli consegna un pubblico trasversale. Sanremo nel 2019, accanto a Patty Pravo, è un altro passaggio di confine. Non una svolta, ma una conferma di una traiettoria personale, mai davvero addomesticata.
Oggi Briga arriva dal vivo con Sentimenti. E si capisce subito che non è solo il titolo di un album, ma il centro di gravità dell’intero progetto.

Sentimenti dal vivo: entrare senza difese
Il 4 maggio, ai Magazzini Generali, Briga porta sul palco Sentimenti nella sua dimensione più autentica: il live. È l’unica data annunciata del tour 2026 e questa unicità si avverte. Non c’è routine, non c’è replica. C’è piuttosto la sensazione di un appuntamento preciso, quasi necessario.
Il live è costruito come un percorso emotivo in tre momenti, distinti ma comunicanti. Si parte da una sezione più fisica, quasi rock. Le chitarre spingono, la batteria dà corpo alle parole, la voce di Briga è ruvida, a tratti spezzata. Poi arriva il segmento rap, più diretto, più frontale. Qui i testi tornano al centro, senza mediazioni. Infine, il set acustico finale: il momento in cui tutto si abbassa, si scarnifica, e resta soltanto ciò che conta davvero.
Non è uno show che cerca l’effetto. È un concerto che cerca il contatto.

La band come estensione emotiva
Sul palco Briga non è solo. Accanto a lui c’è una band che non riempie, ma accompagna. Fabrizio Dottori alle sequenze, tastiere e sassofono costruisce atmosfere mai decorative. Mario Romano, tra chitarra acustica ed elettrica, segna i cambi di umore del live. Alessandro De Angelis, tra batteria e percussioni, tiene insieme i tre atti dello spettacolo con una precisione che non diventa mai freddezza.
La sensazione è quella di un gruppo che sa quando suonare e quando fare un passo indietro. Perché il centro resta Briga. La voce, i testi, la relazione con il pubblico.
Una scaletta che racconta una vita
La scaletta del Sentimenti Club Tour non è una lista di brani: è una mappa emotiva. Si apre con Sognatori, che subito mette a fuoco il tono della serata. Poi Vieni con me, Se ti dovessi incontrare, L’amore è qua: canzoni che non chiedono partecipazione forzata, ma ottengono ascolto.
Con Il metodo migliore, Allegra, Che cosa ci siamo fatti e Prima di dormire, il concerto entra in una zona più intima. Qui Briga abbassa la voce e alza il livello di esposizione personale. Baciami e Le stesse molecole sono momenti di sospensione, mentre il Medley le solite canzoni riporta il pubblico dentro una memoria condivisa.
Il feat con Lowlow in Binario 3 aggiunge un cambio di ritmo, ma senza spezzare la narrazione. Poi Benvenuta, Lunga vita, Ricorderai: brani che suonano come capitoli di uno stesso discorso.
Quando arriva Ciao Papà, la sala cambia respiro. Non c’è enfasi. C’è un silenzio pieno, partecipato, quasi fragile. Subito dopo Buonanotte Roma riporta tutto a casa, letteralmente e simbolicamente.
Il finale con Nessuna è più bella di te e Sei di mattina chiude il cerchio senza urlare, senza retorica.

Un live che resta addosso
Il concerto di Briga ai Magazzini Generali non è una celebrazione del passato né un’anteprima patinata del futuro. È un presente che si offre senza protezioni. Sentimenti dal vivo funziona perché non ha paura della semplicità, dell’imperfezione, della vulnerabilità.
Si esce con la sensazione di aver assistito a qualcosa che non chiede di essere ricordato come evento, ma come esperienza. Un live che non cerca l’applauso facile, ma la connessione sincera. E in un panorama musicale spesso affollato di maschere, Briga continua a fare la cosa più rischiosa: mostrarsi per quello che è.
Scopri la scaletta del concerto di Briga @Magazzini Generali – Milano 4 Maggio 2026
Sognatori
Vieni con me
Se ti dovessi incontrare
L’amore è qua
Il metodo migliore
Allegra
Che cosa ci siamo fatti
Prima di dormire
Baciami
Le stesse molecole
Medley le solite canzoni
Binario 3 feat Lowlow
Benvenuta
Lunga vita
Ricorderai
Ciao Papà
Buonanotte roma
Nessuna è più bella si te
Sei di mattina




























