Articolo di Marzia Picciano
Nell’ideale Route 66 dei festival al fine di un’estate segnata da concertonissimi e i soliti grandi appuntamenti italiani e non, settembre è un mese strano: da matti e sabbiosi colpi di coda danzerecci a momenti di preparazione per la claustrofobia elettronica che ci attende nel prossimo inverno. È il motivo per cui amo particolarmente Roma in questo mese: esattamente nel mezzo, in una dimensione parallela di inverosimili possibilità. (spoiler: è l’incipit dell’ottobrata romana, altro momento spazio-temporale sconosciuto ai più)
Tra i video di Gualtieri che fa cose, l’arrivo iperatteso del tour italiano di Fred Again… con We Are Parisi in Italia (fra pochissimi giorni a Milano, a Roma l’8 settembre) e Pharrell co-direttore d’orchestra di Boccelli e John Legend per il Giubileo Romano, lo SPRING ATTITUDE – SA si posiziona perfettamente in questo frangente, incarnando bene lo spirito di terra di mezzo: elettronico si, ma anche eclettico, senza dimenticare il cantautorato, che poi è la tradizione di questa città.

Insomma una proposta complessa, irrinunciabile. Ogni anno è così e anche la line up 2025, attesa per il weekend del 12-13 settembre non fa eccezione. Da utente passato e contemporaneo del festival non posso che dire che si tratti di una delle più belle e interessanti tradizioni della città, dai tempi di prime edizioni nell’allora Ex Dogana, fino al trasferimento a Cinecittà, e quindi la prova (o traguardo) della Nuvola di Fuksas per cui l’organizzazione ha pensato ad alcune novità volte a sposarsi meglio con l’ambiente e il concetto che lo SA 2025 intende portare.
Del resto, lo SA si è fatto da sempre promotore di live e performance fuori dal coro in un contesto semantico che cerca di non scontentare ma che con con grande coraggio (è doveroso ammetterlo) ha sempre voluto dare una propria impronta al tipo di musica e sound di cui si è fatto bandiera.
Nei vari anni ad esempio, con la dj palestinese Samà Abdulhadi, Iosonouncane, Acid Arab e Apparat, in ritorno dopo 10 anni allo SA. Così si è potuto permettere di portare nel 2022 Peggy Gou all’apice del suo successo da na-na-na-na-na e tenere nella stessa line up Tutti Fenomeni, Moderat e Chloe Caillet (e noi c’eravamo). E che dire delle collaborazioni con la Festa della Musica dell’Ambasciata Francese (ho ancora vivido il ricordo di quella del 2024)?
Mettendo da parte lo sfortunato (e giustificatissimo) forfait di fine mese dei Dov’è Liana, abilmente recuperato da Marco Castello che in termini di party-maker non ha decisamente nulla da invidiare, la proposta del 2025 offre delle ottime motivazioni per accorrere. Abbiamo provato ad elencarle.
Uno. Quando ci ricapita di ballare nella Nuvola di Fuksas?

Ma anche nel cortile di Palazzo Farnese con vista affreschi rubata dalle finestre aperte, o nel set di Spartaco a Cinecittà. Se c’è una certezza nello Spring Attitude è la location. La Nuvola progettata da Massimiliano Fuksas (nome in codice per gli addetti ai lavori: Nuovo Centro Congressi), 55:000 m² di estensione e vetratura tra la Colombo e Viale Europa (più di un centro logistico, per dire), è da sempre sede di eventi istituzionali o fiere, e questo è il primo evento musicale che ospita con il supporto della municipale EUR Spa. Il concetto è affascinante, se non sfidante: la struttura interna, spaziale e futuristica, ha una resa visiva di un certo impatto, che dovrebbe sposarsi decisamente bene con i visual di BICEP e di Apparat. Insomma, ne vale la pena.
Due. C’è un’unica data italiana
Venerdi 12 è l’unica data nazionale del duo di Belfast (e formatosi a Londra) composto da Andy Ferguson e Matt McBriar, in arte BICEP, o meglio quello che rimane di “Feel My Bicep“, sito o playlist di grandi pezzi storici di musica house con cui i due si sono fatti strada, fino a sfondare come dj loro stessi. CHROMA è il loro nuovo progetto di clubbing più underground (e dark, dicono loro), uno show musicale e visivo completo che è stato ospitato ad oggi in Italia l’anno scorso solo dal Club2Club di Torino. Tornando al punto 1, anche se non si conoscono, diremmo che è un motivo validissimo per essere presenti.

Tre. L’eclettismo internazionale che ci meritiamo
Rimanendo sempre nell’ambito di uniche date italiane dell’anno e band che meritano almeno una visione una volta nella vita, impossibile non citare L’Imperatrice e Altın Gün. I primi, eredi più o meno dichiarati dei Daft Punk, la quota francofila del festival (ovviamente con l’ormai naturalizzato Giorgio Poi), non hanno perso assolutamente il loro appeal pure nu-disco dopo la dipartita di Flore Benguigui (Maud Ferron ha decisamente convinto nel live di Milano del 2024). I secondi (che suoneranno anche al Poplar di Trento), sono i turco olandesi che spiazzano con il loro psych-folk anatolico e rappresentano certamente la quota sopresa del festival. C’è da dire: non è per tutte le orecchie, ma per chi sa ascoltare (e ballarli). Ma magari è arrivato il momento di fare un salto di qualità. Ah, e certo: torna anche il Maestro dell’emotività in bit, dello Sturm Und Drang se il Romanticismo fosse stato un movimento al tempo dell’esplosione dell’mp3: Apparat è sempre una garanzia.
Quattro. L’eclettismo italiano che cerchiamo
Apprezzo sempre la ricerca di contraste e continuità che lo SA cerca di realizzare in tutte le edizioni ed eventi che promuove. È una connessione più fondata di quello che l’immagine di nomi su un cartellone puo’ far pensare. Quindi la quota italiana non è da meno. Partendo con l’improvvisazione synth e non solo di Coca Puma e Post Nebbia (due nomi di Dischi Sotterranei, etichetta padovana da sempre attenta a non cadere nei tranelli del mainstream), per arrivare a Marco Castello (ormai superstar del mondo musicale alternativo nazionale), La Niña fresca di targa Tenco per miglior album in dialetto, La Rappresentante Di Lista con il suo album di discontinuità (ne abbiamo parlato con loro, quindi vale la pena davvero), Giorgio Poi che con il suo ultimo disco ha sforato i confini nazionali. Non dimentichiamo Golden Years che potrebbe aggiungere ospiti alla line up, considerando che il suo ultimo disco è di fatto, un unico, infinito, feat.

Cinque. Beh, per ballare un sacco, no?
Che lo SA abbia l’intento di farci ballare it’s no mistery ma nemmeno rocket science. Lo fa sia nella line up degli stage principali con Ellen Allien e le nuove meteore Planet Opal, ma anche nell’innovazione del SA/BLOCK PARTY, la grande festa sulla terrazza de La Nuvola, dove un sound system speciale accompagnerà showcase e live-set a partire dalle 17:30 di venerdi con la curatela di Rough Radio. Su questa serata da saluto all’estate (ma mica tanto) si alterneranno i set di DE:MA, Lorenzo BITW, Portamento, Strada e Velia, Safffo con MANTIS, e poi ancora i live di Arssalendo, Emma e Fenoaltea, Turbolenta; sabato sarà il turno del collettivo MANIA con i set di Jaden Thompson e DJ Tennis. Insomma, per una pausa di leggerezza tra un live e l’altro. O per vivere lo SA in un modo differente, lasciando davvero scelta.
Detto cio’ qualora due giorni non bastassero (o se non riuscite a goderveli) SA ha chiaramente anche l’appuntamento di decompressione (mica tanto) domenica 14 al The Hoxton Rome con lo Spring Attitude After Brunch, un ultimo appuntamento alla luce del giorno fino all’imbrunire. La lineup vedrà alternarsi i dj-set di BLCKEBY, Sofia Ara, S/A Soundsystem, Elasi e European Vampire.
E se proprio non ci riuscite, stay tuned che ve lo raccontiamo noi come sarà questo Spring Attitude 2025.





























