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TRANSUMARE alla METAMORFOSI, alcune dritte per la magia

Accanto nomi più conosciuti come Giorgio Poi, MACE e Tutti Fenomeni, TRANSUMARE FEST riesce a mettere chi non t’aspettavi, e probabilmente cercherai di nuovo. Piccola guida di una fan a pochi giorni dal festival

Articolo di Marzia Picciano

Essere fan di un festival vuol dire cercare di capire la ratio dietro certe scelte artistiche di line up – and it’s not all about budget. Per quello che è il festival che parte dal basso e per il basso (nel senso di fare una festa per tutti, integrando il meglio della scena alternativa pop nazionale a incursioni elettroniche da serata con picchi di virtuosismo internazionale, e scusate se è poco) è un tema importante, essere compresi, anche nelle scelte degli artisti, che siano headliner o opening act.

Se spiegare all’altro, qualunque cosa, basta che ci teniamo, è un incredibile atto di amore, allora presentargli la propria proposta musicale è un pò come dire: hey, sono io, eccomi qui, innamorati di me.

Proprio per questo abbiamo pensato di aiutare il pubblico a leggere meglio fra le righe e magari, chissà, innamorarsi un pò dell’act che non ti aspetti. Alla sottoscritta è già successo con Cellini (e infatti, il 1 agosto ce lo siamo ritrovati, in puro amore).

Leggere per credere.

Il funk non è morto, è solo cinematico – ATABASCA

Non so quanto di funk sappia l’omonima città canadese, ma il trio composto da Luca Mongia, Paolo Mazziotti e Valerio Pompei, tutti abruzzesi, è quanto di più vicino potete immaginare a un film di Tarantino sotto droga diretta di Leone. Calibro 35, direte. Si, ma non solo, anche un pò Khruangbin. Hanno definito la loro musica “cinematic funk“: un mix di jazz-funk, afrobeat, psichedelia, world music e suggestioni da colonne sonore italiane anni ’60 e ’70 (ci tengono molto alla nota italiana). Il loro debutto omonimo è uscito nel 2026, ed è stato presentato a inizio anno anche al Biko a Milano. Suonano nella data zero, il 19, sunset hour praticamente, dopo i cugini dello stesso pianeta LACA COLLECTIVE. Niente di meglio.

Nostalgia da Prodigy? – DEKI ALEM

Per i nostri del Transumare questa band è la vera scommessa del festival come quota internazionale assolutamente non scontata. Qualche settimana fa erano al festival post-punk più figo d’Italia (e sud Europa, diciamolo: dove lo trovate un altro format come l’Ypsigrock io non lo so). Prima di tutto, parliamo di un duo svedese, formato dai fratelli gemelli Sammy e Johnny Bennett, che hanno costruito una proposta molto originale che mescola drum’n’bass, rap, post-punk, elettronica e attitudine da rave underground. Sono conosciuti soprattutto per l’energia devastante dei live. Se vi mancava un concerto da Prodigy, beh, here you served. Soprattutto dopo gli archi di Giorgio Poi al terzo giorno.

Dal Giappone con amore – SOICHI TERADA

Questo è un virtuosismo da dancefloor del Transumare, come lo sono stati DVS1 e  ALEXANDER ROBOTNICK nelle precedenti edizioni. Terada è una vera leggenda della house giapponese. Nato a Tokyo nel 1965, è stato tra i pionieri della scena house in terra natia tra fine anni ’80 e ’90. Negli ultimi anni è stato riscoperto a livello internazionale grazie alla ristampa delle sue produzioni storiche. Ma soprattutto è anche il compositore delle amatissime colonne sonore del videogioco Ape Escape. Chicchissima. A conclusione del giorno 1, insieme ai PARANOID LONDON. Per prepararsi, mettere su Sounds from the Far East.

L’elettronica da classe operaia – SPAMMERHEADS

Si definiscono “Working Class Electronic Music project based in Valencia”  e sono il progetto elettronico di Ana Escudero e David Garrido. Non c’è molto online su di loro se non bandcamp e Spotify. Producono un’elettronica scura e cinematica che assorbe influenze EBM, industrial, darkwave e synth-punk. Siamo al giorno 2 e chiudono in spaccata, appena dopo l’electro hip hop raffinatissimo dell’internazionalissimo The Egyptian Lover.

Your next Italian cantautorato crush – MARCELLO NEWMANN e IROSSA

In ascesa, ma neanche sconosciuti. Innanzitutto emisferi diversi: uno di casa a Roma, dal passato ben settato in quell’ammasso inconsistente e poi commercializzato male chiamato indie pop (Marcello e il mio amico Tommaso, I Cani), scrittura raffinata e colta, con influenze che spaziano dal pop d’autore agli arrangiamenti anni ’70. Quest’anno esce con un disco da solo che è davvero molto bello. Gli altri, torinesi. Attivi dal 2022, fanno indie-rock, post-rock, elettronica, temi liberi più canzone d’autore. Insomma se il cantautorato è sempre un pò legato a Roma, a nord si sperimenta, sempre con una buona base di amore. Potreste innamorarvi.

Napoli, nuova: SANO

Di Sano abbiamo già parlato su queste pagine virtuali, facilitiamo la lettura qui. Forse ricorderete il fenomeno Thru Collected, perché il nostro è uno dei membri centrali del collettivo napoletano, realtà nata intorno al 2020 e diventata uno dei progetti più interessanti dell’underground italiano contemporaneo. Spogliatevi dell’idea, anche minimale, di un contesto partenope, e ricordatevi che oggi Napoli è molto più cosmopolita di quello che vogliono farci credere: allora apprezzerete moltissimo l’artista. Ah, e suona con TUTTI FENOMENI al giorno 1 quindi io spero facciano FASCISTISSIME.

Consigli non richiesti: quei live da non perdere

Perché alla fine li abbiamo visti e li rivedremmo altre cento volte. A parte MACE, Giorgio Poi, TUTTI FENOMENI, i piantini dance da FACCIANUOVOLA e Dutch Nazari, raccomandiamo i SI!BOOM!VOILÀ! perché è l’esplosione che non ti aspetti (qui, per chiarirvi il concetto) e SELTON (sarà un caso che la batterista è la stessa?).

Written By

Dall’Adriatico centrale (quello forte e gentile), trapiantata a Milano passando per anni di casa spirituale, a Roma. Di giorno mi occupo di relazioni e istituzioni, la sera dormo poco, nel frattempo ascolto un sacco di musica. Da fan scatenata della trasparenza a tutti i costi, ho accettato da tempo il fatto di essere prolissa, chiacchierona e soprattutto una pessima interprete della sintassi italiana. Se potessi sposerei Bill Murray.

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