Foto di Elia Coletto | Articolo di Veronica Drago
Domenica 02 agosto Salmo è tornato a far saltare il Friuli Venezia Giulia, questa volta a Palmanova dove ha fatto tappa con il suo “Live Summer 2026” nell’ambito della rassegna “Estate di Stelle” nella suggestiva e centralissima Piazza Grande, una delle cornici esteticamente più incredibili del Nord-Est.
Rispetto alle monumentali produzioni dei tour precedenti, caratterizzate da imponenti schermi, strutture mobili, giochi di fiamme e grafiche distopiche in grado di saziare anche la più esigente fame visiva, il live di Palmanova ha segnato un’inversione di tendenza che gli ascoltatori di vecchia data hanno certamente apprezzato. Pochi fronzoli, un palco quasi spoglio, un design luci geometrico e crudo.

Una scelta che appare quasi come un ritorno agli esordi, ma che in realtà era perfettamente commisurata al luogo permettendo di esaltare la geometrica architettura UNESCO della città stellata integrandola perfettamente con lo show e, soprattutto, ha riportato al centro dell’esperienza la pura performance di Salmo, proprio come ai bei vecchi tempi della carovana Machete Crew.
D’altronde lo sappiamo bene, Salmo non teme la mancanza di “distrazioni” visive. È in grado di passare da progetti mastodontici come il suo “Lebonski Park” a set dove non ha bisogno di nient’altro che di un microfono e della sua gente per mettere in piedi oltre due ore di performance di qualità. Sempre fisico, graffiante, rompe i confini tra generi diversi e amalgama sapientemente rap hardcore, elettronica e attitudine metal in un unicum che funziona dai Millennial alle generazioni Z e Alpha.
Anche a Palmanova è andata in scena la consueta festa-concerto che il rapper è in grado di centrare ad ogni tour: variano le setlist, che in questo caso accanto a pietre miliari come “Russell Crowe”, “La prima volta” e “90 min” ha visto entrare a rotazione gli estratti dalle ultime fatiche tra “Cult”, “Ranch” e la riedizione di “Hellvisback”, ma ciò che resta sempre costante e garantita è l’onda d’urto che scaturisce dalle sue esibizioni. Salmo divora il palco e lo fa con una naturalezza e un divertimento tali da farlo sembrare il gioco più facile del mondo.

Complici le temperature assassine di queste settimane, Piazza Grande domenica sera si è dunque trasformata in un catino ribollente di energia. Nessun meccanismo teatrale e un focus interamente incentrato sull’anima più viscerale, intima e sudata che ha fatto innamorare i fan di Salmo ai suoi esordi.
Nota decisamente da sottolineare, la resa sonora della location: la particolare conformazione esagonale della piazza si è rivelata davvero ottimale per l’acustica, superando la sfida dei medi e dei bassi che i live di questo genere spingono spesso all’estremo.













![PETER GABRIEL [Credits: Nadav Kander]](https://www.rockon.it/wp-content/uploads/2026/10/peter-gabriel-600x337.jpg)
















Elena
06/08/2026 at 11:31
Grazie, una descrizione ben fatta, precisa e partecipata. Siamo 2 persone con molti anni&live alle spalle… completamente d’accordo con quello che hai scritto 😉