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Reportage Live

ALT-J in concerto a Città del Messico

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Foto di Yunuén Velázquez / OCESA

Molte cose sono cambiate dallo scorso settembre quando dei poco conosciuti (ma in rapida ascesa) Alt-J si esibirono a Verona di supporto ai lor signori Sigur Rós. Pochi mesi bastarono infatti a fare degli una delle band più riconosciute e apprezzate a livello internazionale, grazie soprattutto ad un disco d’esordio (“An Awesome Wave”, Infectious) che invase le classifiche dei migliori dischi del 2012.

Il lungo tour mondiale che si appresta a concludersi li ha portati a strappare sold-out e consensi un po’ ovunque e il loro debutto in terra messicana non sembra voler fare eccezione. I quasi 2000 posti messi a disposizione dal Plaza Condesa (uno dei locali storici della capitale messicana, che recentemente ha ospitato le esibizioni di Blur, Underworld e Nick Cave) erano già terminati a giugno e non ci volle molto perché si esaurissero i biglietti anche della data aggiuntiva. In Messico c’è una notevole attenzione per la musica “gringa” (e poco importa se la band in questione è inglese e non statunitense), che talvolta può diventare un vero e proprio status-symbol. Basta scorrere la line-up del Corona Capital (il più grande festival messicano di musica rock) per rendersene conto: tra le oltre 50 band che si esibiranno ad ottobre, non ce n’è nemmeno una proveniente da un paese latinoamericano.

Foto di Yunuén Velázquez / OCESA

Il locale, situato in una delle zone più ricche e cosmopolite del Distrito Federal, è quasi del tutto pieno quando i freschi vincitori del Mercury Prize fanno la loro comparsa sul palco. Con una scenografia semplice ma d’effetto, ispirata all’immagine di copertina del loro album, l’attacco è lo stesso del disco con Intro, Ripe&Ruin e Tessellate poste una dietro l’altra. Bastano questi tre pezzi a confermarmi un’impressione che si è via via consolidata per tutta la durata del concerto: i quattro suonano esattamente come da disco. Una caratteristica che può piacere o meno, ma è un dato di fatto che se non fosse stato per l’alto vociare dei numerosi hipsters in salsa messicana (evidentemente convinti di trovarsi in un antro, una discoteca), si sarebbe potuto pensare di assistere ad una sessione di registrazione in studio. Il lavoro svolto da Gus Unger-Hamilton alle tastiere e Thomas Green alla batteria è pregevole per qualità e quantità e pone un’infrastruttura ideale per i dialoghi di chitarra/seconde voci di Gwil Sainsbury e Joe Newman (che conferma una vocalità ben sopra la norma). Tutte le qualità già apprezzate su disco, nessuna esclusa, si materializzano così sul palco del Plaza Condesa. Ma, va detto, anche senza troppe sorprese.

Dopo Something Good e Buffalo (quest’ultima tratta dalla colonna sonora del film “Silver Linings Playbook”), è il singolo Fitzerpleasure a scatenare l’entusiasmo del pubblico e a chiudere idealmente la prima parte di un concerto in crescita. SlowDre, un mash-up sconosciuto ai più che combina la musica di “Still Dre” di Dr.Dre con il testo di “Slow” di Kylie Minogue e, soprattutto, Matilda arrivano a pitturano forse il miglior momento della serata, l’unico in cui si è creata una bella connessione fra la band ed il pubblico (incaricato di cantarne il ritornello). Bloodflood e Ms. fanno da preludio al soul-hop di Breezelblocks che riesce nel difficile tentativo di far muovere un po’ i piedi ad un pubblico tendenzialmente distratto.

Foto di Yunuén Velázquez / OCESA

I tre encore finali sono Hand-Made, a Real Hero (cover dei College tratta dal film “Drive”) in un’intensa versione a cappella e Taro, che segna un altro momento clou della serata e conclude al meglio un concerto gradevole e scorrevole, praticamente privo di momenti morti e che ha risentito forse solo di una scarsa partecipazione/interazione del pubblico e (per il mio gusto personale) di un’eccessiva meticolosità nel voler riprodurre esattamente lo stesso sound del disco. Molti dei presenti sono rimasti con l’amaro in bocca a causa della durata del concerto (un’ora scarsa), anche se l’album “An Awesome Wave” è stato suonato pressoché per intero e i tre brani aggiuntivi reggono benissimo il confronto.

Aspettiamo con ansia di ascoltare la colonna sonora di “Leave To Remain” (di prossima uscita) e, soprattutto, il nuovo disco previsto per fine anno o inizio 2014. Con qualche bella canzone in più in scaletta e qualche concerto in più sulle spalle non c’è dubbio gli ∆ potrebbero diventare i principali headliners dei festival della prossima estate.

SETLIST:

Intro
Ripe&Ruin
Tessellate
Something Good
Buffalo
Fitzerpleasure
SlowDre
Matilda
Bloodflood
Ms
Breezeblocks

Hand-Made
Real Hero
Taro

Foto Credits: Foto di Yunuén Velázquez / OCESA, per tutte le foto clicca qui

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