Reportage Live – A Perfect Day Festival giorno 3: SIGUR ROS

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Articolo Stefania Clerici | Foto Roberto Finizio

Terzo giorno: “A Perfect Day Festival” con Sigur Ros, The Mark Lanegan Band, dEUS e Alt-J

E siamo giunti purtroppo al termine di questa adrenalinica tre giorni di puro rock di “A Perfect Day Festival”… La giornata di ieri, iniziata prima rispetto alle altre, è stata graziata dalla pioggia che ha invece fatto capolino nei primi due giorni, lasciando in eredità una fresca aria di inizio autunno ed un prato che più infangato non si può! Ma non è certo stato un problema: siamo stati a Villafranca per vivere insieme a voi il rock e se per farlo ci si deve sporcare le scarpe, possiamo pure sopportare qualche temporale di fine estate!

Ad aprire lo show alle 17 sono gli ALT-J (o Δ), creativa ed originale band di Cambridge alla loro seconda esibizione estiva in Italia. Il gruppo è senza dubbio tra le più interessanti novità dell’odierno panorama inglese, poiché riesce a far convivere da un lato la sperimentazione rock, dall’altro il gusto più pop-mainstream. Ieri pomeriggio, dopo una convincente “Intro”, ci hanno regalato qualche brano della loro recente pubblicazione “An Awasome Wave”, prodotto dall’etichetta di Infectus Records (la stessa che ha tenuto a battesimo Garbage e Muse), tra i quali “Tessellate”, “Fitzpleasure”, “Matilda” e “Breezeblocks”. La band presenta un mix particolari di stili, in grado di intrecciare generi musicali differenti, dal folk, al pop, passando per l’hip-hop beats e il trip-hop, miscelando atmosfere indie ed elettroniche che rimandando ai Radiohead sperimentali di Kid A. Altalene sonore, ritmi spezzati ed incostanti, uniti ad un particolarissimo modo di utilizzare la voce ed una massiccia dose di synth, li hanno portati a farsi notare al vasto pubblico, partecipando anche alla realizzazione di colonne sonore dei film Il Professionista, di Luc Besson e Nel Paese delle creature selvagge di Spike Jonze.

Dopo poco meno di un’ora di break ecco salire sul palco lo storico gruppo belga dei dEUS. Fa un certo effetto ammetterlo, ma sono passati quasi vent’anni dal loro debutto, avvenuto nel lontano 1994 con l’album “Worst Case Sceneario”, caratterizzato da uno stile che passa dall’alternative rock al pop, dall’art rock al jazz sperimentale. Con altre due pubblicazioni nello scorso decennio, “In A Bar, Under The Sea” (1996) e “The Ideal Crash” (1999), i dEUS hanno così raggiunto il successo europeo, fondendo l’anima psichedelica e alla continua ricerca di nuove sonorità a quella più intima e pacata. Se negli anni Duemila gli album prodotti dalla band si sono piuttosto discostati dal loro stile degli esordi, è con il loro ultimo lavoro “Following Sea”, uscito lo scorso giugno, che segnano un netto ritorno alle origini, all’art rock dinamico, creativo e dai toni epici.
Sul palco di Villafranca i dEUS prendono il via proprio con pezzi tratti dall’ultima pubblicazione con l’intro “The Give Up Gene”, seguita da “The Architect” e “Girls Keep Drinking”, proponendo poi altre importanti tappe della loro carriera, con i brani “Constant Now”, “Fell Off The Floor, Man” e “Roses”. Dopo circa un’ora e dieci di spettacolo i dEUS concludono la loro performance confermandosi uno dei gruppi più coinvolgenti ed attrattivi della tre giorni veneta.

Una breve pausa ed è la volta di MARK LANEGAN e la sua Band, che tornano in Italia a distanza di pochi mesi dall’ultima visita dello scorso marzo. Fra magie schizofreniche e tumultuose ambientazioni rock, al calar della sera su Villafranca, Lanegan ci regala uno spettacolo ricco di suggestioni, proponendo qualche pezzo tratto dal recente “Blues Funeral” come “The Gravedigger’s Song”, “Gray Goes Black” e “Ode To Sad Disco”. L’album è stato riconosciuto a livello planetario come un vero e proprio capolavoro della musica cantautorale americana, dai sapori ispirati ai grandi nomi di Bob Dylan, Tom Waits e Leonard Cohen.
E c’è da affermare che con il suo aspetto tenebroso vissuto, insieme alla sua voce limpida e potente, capace di diventare anche cupa e roca, il paragone con i grandi cantastorie statunitensi regge! Lanegan ha proposto poi anche brani più datati come “Wedding Dress”, “One Way Street” e “Creeping Coastline Of Lights”, appartenti alla sua carriera da solista, temporalmente a metà strada tra le esperienze con i Screaming Trees e i Queens Of The Stone Age e i due album con Isobel Campbell dei Belle&Sebastian.
L’enigmatico timbro vocale di Lanegan, rende lo stesso un personaggio piuttosto controverso ma anche affascinante, capace di trascinare il pubblico, conducendolo in un turbolento viaggio dell’anima, dove emozioni e suoni giostrano senza respiro. Per goderselo al meglio abbiamo socchiuso gli occhi e abbandonandoci dalla sua voce (che a tratti risulta spesso essere troppo bassa rispetto agli strumenti musicali). Per chi se li fosse persi, ricordiamo che Mark e la sua Band saranno in tour in tutta Europa nel mese di novembre (ultima data a Londra il 4 dicembre prossimo, maggiori info sul sito web personale).


Una pausa fin troppo lunga alimenta la trepidante attesa per gli headliners della serata: i SIGUR ROS! Quel che rimane del prato del Castello Scaligero è letteralmente assediato da una folla senza pari: pubblico in ogni dove, chi tra le alte rive delle mura, chi agli stand della birra e della piadina, chi anche tra il fango che si è andato a creare in due giorni di pioggia… Il concerto è sold out e si vede!
Dopo quattro anni di assenza, la band guidata dall’uomo che suona la chitarra con l’arco da violoncello, l’inconfondibile Jonsi, torna in Italia per presentare l’ultimo lavoro “Valtari” (rullo compressore), uscito lo scorso maggio, nel quale sono tornate protagoniste le atmosfere rarefatte e le tonalità sognanti degli esordi. I Sigur Ros, partiti lo scorso 29 luglio da Philadelphia, dopo aver toccato anche Canada e Giappone, sono ora in dirittura d’arrivo nella prima parte del loro tour europeo, che si concluderà il prossimo 17 settembre in Polonia. Pausa di più di un mese per ripartire poi da casa a Reykjavik il 4 novembre alla volta di Australia, Singapore e Malesia (ultima data 25 novembre).
Sono le 22.20 quando Jonsi e i suoi salgono sul palco del “A Perfect Day Festival”: urla e risate si acquietano immediatamente per lasciare spazio alla poesia dei Sigur Ros. Il pubblico sottopalco si è ben organizzato per creare un’atmosfera magica: numerose candele accese fanno da cornice al primo brano “Langio ì gaer”, accompagnando l’ingresso nel mondo onirico della band.
Riprendendo il discorso interrotto con “Agaetis Byrjun” e “()”, i Sigur Ros tornano così a tratteggiare paesaggi onirici, in cui l’elettronica viene utilizzata in modo più assiduo rispetto al passato. L’ultima pubblicazione è accompagnata anche dal progetto “Valtari Mistery Film Experiment”, in cui diversi filmakers emergenti hanno realizzato videoclip ispirati ai brani dell’album e che proprio durante il Festival sono stati proiettati su una dei tre pannelli ai lati del palco.

E’ da poco passata la mezzanotte (alle 00.04 per la precisione) quando, con la conclusione dell’encore dei Sigur Ros, il Festival giunge al termine. Dopo 72 ore di vita qui a Villafranca, possiamo affermare che sono stati giorni intensi, ricchi di emozioni ed elettricità, giorni non perfetti (ammesso che la perfezione esista), ma sicuramente tendenti ad un’ideale che ci piace, che condividiamo, ispirato alle formule di numerosi festival europei che purtroppo in Italia non sono non ancora all’ordine del giorno. Nella speranza che questa prima edizione di “A Perfect Day Festival” sia la prima tappa di una lunga serie di eventi di questo tipo, ringraziamo per l’ospitalità e la professionalità offerta dall’organizzazione di Vivo Concerti e dall’ufficio stampa Ja.La.

Appuntamento, speriamo, al prossimo anno, per una conclusione d’estate col botto!

Clicca qui per vedere tutte le foto del terzo giorno di A PERFECT DAY FESTIVAL o guarda lo slideshow qui sotto.

Reportage Live – A Perfect Day Festival: giorno 1: The KILLERSgiorno 1: FRANZ FERDINANDgiorno 3: SIGUR ROS

[one_half last=”no”]A PERFECT DAY FESTIVAL
2 SETTEMBRE 2012
LE SCALETTE

ALT-J
INTRO
INTERLUDE 1
TESSELLATE
SOMETHING GOOD
DISSOLVE ME
BLOODFLOOD
FITZPLEASURE
MATILDA
INTERLUDE 2
BREEZEBLOCKS
TARO

DEUS
INTRO GIVE UP GENE
THE ARCHITECT
CONSTANT NOW
OH YOUR GOD
INSTANT STREET
GIRLS KEEP DRINKING
QUATRE MAINS
GHOST
KEEP YOU CLOSE
SIRENS
LITTLE ARITHMETICS
FELL OFF THE FLOOR, MAN
ROSES
SUN RA
SUDS AND SODA

[/one_half]MARK LANEGAN
THE GRAVEDIGGER’S SONG
SLEEP WITH ME
HIT THE CITY
WEDDING DRESS
ONE WAY STREET
GRAY GOES BLACK
CRAWSPLACE
QUIVER SYNDROME
DEVIL IN MY MIND
BLACK ROSE WAY
CREEPING COASTLINE OF LIGHTS
RIOT IN MY HOUSE
ODE TO SAY DISCO
HARBOVIEW HOSPITAL
TINY GRAIN OF TRUTH
METHAMPHETAMINE BLUES

SIGUR ROS
I Gær
Vaka
Ný Batterí
Svefn-g-englar
Sæglópur
Viðrar Vel Til Loftárása
Hoppípolla
Með Blóðnasir
Olsen Olsen
Festival
Varúð
Hafsól
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Ekki Múkk
Popplagið

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