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“La vita che volevo è tutta qui” – CONTATTO dei Negramaro

Di Stefania Clerici

Dopo tre anni dal successo di  Amore che torni (Doppio Disco di Platino), i Negramaro tornano sulla scena musical con Contatto, un nuovo concept album composto da 12 canzoni che, partendo dal racconto di quotidianità e piccoli gesti, descricono come un futuro diverso e di cambiamento sia possibile, se parte da ciascuno di noi.

Il tema dell’innovazione è già presente sulla copertina, un progetto 3d nato dalla collaborazione con Amin Farah di Theblacklab, in cui sono raffigurati quattro umanoidi che con le loro ombre riproducono insieme una farfalla, il vero simbolo di cambiamento.

Un album coraggioso e pieno di speranza, presentato nella serata di giovedì sulla piattaforma A-Live, in cui Sangiorgi e compagni, hanno regalato un concerto in diretta streaming: in una realtà espansa e virtuale, chiusa all’interno di un cubo di luci led e di musica pulsante, la band ha aperto la serata con Contatto, il singolo title track che gira già da qualche settimana in radio, seguito da alcuni nuovi brani inediti.

Ecco La cura del tempo, in cui si racconta come possiamo sconfiggere il buio di questo tempo, trovando la luce, e Non è vero niente, cantato insieme alla giovane Madame.

Dopo un visual che ci catapulta da una foresta virtuale al cubo virtuale con i connessi in piattaforma sul web, dentro a cui i Negramaro suonano, arriva la ballad Non è mai per sempre, in cui ci ritroviamo descritti né da santi né da eroi: “Ho bisogno di peccare / per capire ancora che si può sbagliare / e sbagliare fino in fondo, fino in fondo / per sentire dentro un atto di dolore…”.

Il finale è tutto dance sull’orecchiabilissima Devi solo ballare, canzone dedicata a Stella, la figlia di Giuliano, a cui si chiede di essere felice.. e di ballare, vivendo spensierata: “Devi solo ballare / fino a perdere la pelle / devi solo cantare / per raggiungere le stelle / per rubarne solo una che / faccia stare bene almeno te / e non ti faccia più pensare”.

La speranza è un sentimento che attraversa tutto l’album, prendendo mille forme e sfumature, dalla rabbia, alla resistenza, al perdono, all’amore, alla libertà. Ma Contatto non è solo questo. È capire anche che spetta a noi  salvare questo mondo: tra l’augurio di Noi resteremo in piedi a quello di Mandiamo via l’inverno, si arriva alla conclusione con i due brani più intensi del disco.

Dalle mie parti è una preghiera ad un mondo senza barriere e razzismi dove salvare anche una sola persona dal aperto possa è simbolo di salvezza di tutte le anime. Particolari le orchestrazioni del pezzo, arrangiate dal Maestro Stefano Nanni, storico collaboratore di Pavarotti, che ha diretto l’Orchestra Roma Sinfonietta del Maestro Ennio Morricone. Proprio a lui è dedicata la lunga e suggestiva coda orchestrale del brano, ispirata alle atmosfere dei film di Sergio Leone.

La speranza irrompe caparbia anche su Terra di nessuno, un invito al ri-creare questo nostro mondo, da ripopolare e restituire agli esseri viventi, tanto all’uomo quanto alla natura. Anche in questo pezzo una citazione esplicita a Lucio Dalla, nel un riferimento alla canzone “Anna e Marco” e omaggiato con uno dei suoi tipici vocalizzi scat: “Incontriamoci laddove nasce quel vento / e riempiamolo di Dalla ed del suo canto”.

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Tracklist:
01 Noi resteremo in piedi
02 Mandiamo via l’inverno
03 Non è vero niente feat. Madame
04 Devi solo ballare
05 Come non fosse successo mai niente
06 E se domani ti portassi al mare
07 Scegli me
08 Contatto
09 Non è mai per sempre
10 La cura del tempo
11 La terra di nessuno
12 Dalle mie parti

Written By

Milanese, classe 1983, sono appassionata di musica, cinema e cultura pop. Adoro viaggiare, mangiare, dormire, viaggiare, ballare, sorridere e fare l'amore. Oltre a scrivere di musica su Rockon sono digital producer per il tuo canale tv preferito. Amo il rock in tutte le sue forme, i gatti, fotografare il cibo che mangio (e lo faccio da anni, non per moda social) e perdermi per le vie delle città che non conosco. Bulimica di serie tv, collezionatrice di vestiti, scarpe, borse e tutto ciò che può entrare in una grossa cabina armadio puoi chiedermi di tutto e ti darò la risposta che cerchi (altro che Google e il libro delle risposte!), basta non domandarmi: “qual è il tuo artista preferito?”.

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