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Musica

RECAP 2020 by Futura1993: Album, Singoli, Copertine ed Emergenti

È stato un 2020 strano, ricco di avvenimenti che ci hanno radicalmente cambiato le giornate e la vita quotidiana, lo sappiamo tutti. Per fortuna però, a rendere meno amari questi mesi di assenza di musica dal vivo e di inedite difficoltà per l’intero settore ci hanno pensato uscite discografiche dirompenti e innovative, vitali e pop, sperimentali e potenti, capaci di farci dimenticare per alcuni istanti tutto il resto. 

Album estremamente attesi, esordi sorprendenti e conferme meritate: questo è stato l’anno passato per il mercato italiano. Noi di Futura 1993 come sempre abbiamo seguito con attenzione artisti esordienti e successi nazionalpopolari, per raccontarli, descriverli, esplorarli e condividerli con chi ci segue. È con questo spirito che abbiamo così fatto un recap di ciò che ci è piaciuto di più e di ciò che ha indubbiamente lasciato un segno sulla discografia del nostro paese, tra album, singoli, emergenti da tenere d’occhio e migliori copertine. Ecco cosa abbiamo selezionato per voi.

ALBUM

MECNA – Mentre nessuno guarda
Allo scoccare del decimo compleanno della carriera di Mecna, il rapper tira fuori lennesimo lavoro degno di nota, prodotto dai fedelissimi Iamseife, Lvnar e Alessandro Cianci. Dalla grafica al sound, dai testi ai feat, Mecna si riconferma uno dei volti più interessanti della scena hip hop nostrana. Un prodotto, questalbum, che fa dellestetica la pietra angolare, e riesce a imprimersi nelle menti di chi ascolta. (Mariarita Colicchio)

FRAH QUINTALE – Banzai (Lato Blu)
Banzai, il secondo progetto solista di Frah Quintale, è stato concepito come un album doppio. Il first side, Lato Blu, è un lavoro di grande ambizione e solidità, la conferma che Frah non è più solo un rapper e cantante pop, ma un artista a 360 gradi, con una visione innovativa della musica. In primo piano spicca l’utilizzo frequente del falsetto e le melodie dal carattere RnB, un genere che finalmente ha trovato terreno fertile anche in Italia. Banzai è un disco da ballare di notte, da ascoltare in macchina a palla mentre la mente lascia spazio ad attimi di gioia e sentimenti blu. Non ci resta che aspettare la seconda metà del disco, con la convinzione che l’artista bresciano possa sorprenderci ancora. (Stefano Rizzetto)

FRANCESCA MICHIELIN – Feat (Stato Di Natura)
Un album camaleontico perfettamente in linea con quest’anno particolare: Francesca Michielin con il suo album FEAT (Stato di natura) ha saputo affermarsi definitivamente nel mercato discografico italiano, sperimentando generi e featuring diversi. Francesca è stata in grado cambiare abito rimanendo credibile, creando un album eterogeneo ma comunque con una linearità di fondo. Manifesto delle contaminazioni sonore attuali, la cantautrice veneta fa convivere stili e riferimenti distanti tra loro in un album playlist simbolo di questi tempi: dal rap alla chanson francese, dal reggae all’elettronica, dal synth pop al rock’n’roll vecchia scuola. (Eleonora Bruno)

POST NEBBIA – Canale Paesaggi
La band padovana guidata da Carlo Corbellini torna con un concept album immersivo, in grado di costruire una dimensione parallela in cui entrare e perdersi, fra programmi televisivi di provincia, televendite di quadri, telegiornali locali, bolle sociali e flashback del Vietnam e molto molto altro. Permeato da suggestioni letterarie e cinematografiche – Wallce e Cronenberg su tutti – il disco mette in luce racconti surreali e vividi, intervallati da estratti campionati direttamente dalle trasmissioni, non dimenticando così un velato sottotesto ironico, che parte da Adult Swim, passa per Bob Ross e arriva a Telecittà. Il tutto condito da una produzione intelligente e curata, con batterie incalzanti e bassi pulsanti che richiamano un certo rock psichedelico alla Tame Impala. (Filippo Duò)

BRESH – Che io mi aiuti
Artista rivelazione dell’anno, Bresh lo scorso febbraio ha pubblicato il suo album d’esordio dal titolo Che Io Mi Aiuti, un vero successo in grado di far risaltare al meglio le sue doti. Ma non è finita qui: a luglio è uscito un repack dell’album con l’aggiunta dei brani inediti, dal titolo Che Io Ci Aiuti, nato dopo l’inizio della pandemia. Tante le collaborazioni, tra cui Rkomi, Tedua, Izi e Vaz Tè, mentre nel repack non mancano featuring del calibro di Ketama126, Giaime e Disme. Bresh ha partecipato senza dubbio all’ascesa della nuova scuola del rap italiano, raccontando storie di emozioni e di fuga dal brutto del mondo, mani tese agli amici e pacche sulla spalla a sé stessi. Un album ben strutturato che ripaga gli anni di attesa. (Veronica Piri)

COLAPESCE & DIMARTINO – I mortali
Colapesce e Dimartino, dopo collaborazioni autoriali e live, uniscono le forze per un disco collaborativo raffinato ed intrigante, capace di mescolare i mondi sonori di entrambi per un risultato ammaliante. Il cantautorato classico si mescola a sperimentazioni elettroniche, minimalismi pianistici e pop di grande classe grazie alle produzioni di Federico Nardelli, Giordano Colombo, MACE, Mario Conte e Frenetik&Orang3. La tracklist si snoda senza fatica fra ritmiche serrate, chitarre arpeggiate e synth onirici, per un affresco nostalgico di momenti di vita, dall’adolescenza nella loro Sicilia alla carriera da musicisti a Milano, fino all’esplorazione più profonda del romanticismo. (Filippo Duò)

SINGOLI

DIODATO – Fai rumore
Arriva a Sanremo in sordina e ne esce da vincitore con quello che è, sicuramente, uno dei brani iconici di questo 2020. Fai rumore di Diodato è la canzone damore che arriva direttamente al cuore e lo spezza in due. Leleganza e la raffinatezza che emergono colpiscono in pieno viso. Evviva il cantautorato! (Mariarita Colicchio)

MAHMOOD – Rapide
Mahmood ha aperto questo 2020 in un modo speciale: Rapide è uno di quei pezzi che in Italia non è scontato sentire, una ballata soul-rap passionale e romantica. Un brano che deriva totalmente dagli schemi trap, ma nettamente in contrasto con i salti armonici e timbro dellartista: il singolo si afferma definitivamente come unevoluzione della tradizione melodica italiana. Questo pezzo certifica il vincitore dello scorso Sanremo come una grandissima popstar italiana, che ha saputo affermarsi non solo nel nostro territorio ma anche allestero. (Eleonora Bruno)

ERNIA – Superclassico
Potremmo definirla la canzone pop che stavamo aspettando, potremmo definirla una canzone da falò in spiaggia con gli amici che non abbiamo potuto fare. Ma è anche la canzone che ti strappa quel poco di malinconia che serve sempre dopo una sofferenza. Dal disco Gemelli, Ernia, ci ha deliziato con il singolo Superclassico. Un chiaro riferimento al famoso derby tra Rivier e Boca, ma che si riversa nelle nostre storie e nelle nostre sofferenze. È il singolo per un cuore infranto a qualsiasi età. (Elvira Cerri)

BLANCO – Notti in Bianco
Blanco, la nuova scoperta di Island Records, è la dimostrazione che per aver successo nel mondo urban bisogna essere originali, far musica che renda unico lartista sia sotto il piano melodico che sonoro contraddistinguendosi tra le migliaia di copie presenti. Notti in Bianco è la storia di un ragazzo del 2003 che ripercorre notti passate a scrivere, avventure e amori non convenzionali della propria vita. Un brano di rottura che emana forza e capace di dare una spinta. Quella spinta di cui il brano stesso è intrinseco e che gli ha permesso di imporsi e farsi strada prepotentemente nel panorama italiano. (Alessandro Pirrone)

GAZZELLE – Destri
Ritorno in grande stile per Flavio Pardini, in arte Gazzelle, che con il suo brano Destri ci racconta il dolore di una separazione senza scelta. I «destri» sono i pugni contro il muro per sfogare la rabbia e la delusione, forse anche quella che è causata dalla ragazza che all’improvviso vola via. Una storia d’amore finita male, un rapporto irrecuperabile e una melodia malinconica sono la struttura principale del brano, singolo che ha lasciato una profonda traccia in questo 2020. (Veronica Piri)

ISIDE – Nessuno
Uscita in concomitanza con gli inizi del primo lockdown, il brano è figlio di un immaginario precoce che si riscopre appropriato tutt’ora. Da ascoltare a ripetizione, Nessuno è la perdita del proprio safe space che sia una persona, un posto fisico, un’abitudine. Parole intrecciate ad una produzione musicale opposta dai a toni leggeri sul synth pop/R’n’B/lo-fi, gli ISIDE hanno lasciato lontano l’ombra di gruppo emergente. (Ines Chadri)

COPERTINE 2020

MAHMOOD – Moonlight Popolare
Una luna vista dalle grate della finestra di una casa popolare, o forse il penitenziario, e un raggio che attraversa la mano in primo piano. Allegoria, quella della mano, tradotte come talismano portafortuna. Esoterismo e simbologia sono alla base dell’artwork a cura di Stole Stojmenov aka Moab, vero peso massimo tra i grafici italiani. Minimalista al punto giusto, riesce ad espandere il concept ben oltre la copertina e il brano, senza gentrificare l’esperienza di Mahmood e Massimo Pericolo. (Ines Chadri)

GINEVRA – Metropoli
Intima, alternativa, essenziale ed eclettica: la copertina dell’Ep di Ginevra è come la sua musica. Dai disegni dei pianeti, ispirati a Marte, a quello dei due ragazzini che corrono tenendosi la mano, rimando a Rajasthan, nata come tenera lettera per il fratello, l’artwork è la perfetta trascrizione grafica di chi è Ginevra e del viaggio tra lontani universi e grandi città in cui ci trasporta. Valentina De Zanche, illustratrice e direttrice creativa, gioca con il contrasto bianco su nero, disegna sinteticamente le canzoni e poi mette al centro la cantautrice: la foto di Ginevra, opera di Susanna Castelli, ruotata di 90°, rapisce l’occhio che in poco tempo mette poi a fuoco i disegni. Allo stesso modo, Ginevra è al centro dell’album e l’ascoltatore non deve fare nessuno sforzo per percepire la bellezza e la chiarezza delle sue canzoni. (Marika Falcone)

FEDEZ – Bella Storia
Una sfera composta da sezioni rosa, blu, verdi, rosse gialle, dalla superficie lucida: la copertina di Bella Storia, l’ultimo singolo di Fedez, è un tributo al lavoro di Eugenio Carmi, tra i maggiori esponenti dell’astrattismo italiano. Una copertina che, come la canzone, vuole parlare d’amore, di pace, di gentilezza: è sicuramente un artwork innovativo che ha segnato questo 2020. (Eleonora Bruno)

EMERGENTI 2020

LAILA AL HABASH
La capacità di modellare situazioni e atmosfere sognanti, una voce di velluto, unanima araba che fluttua sui ponti romani. Salita alla ribalta con lessenziale Come Quella Volta nel 2019, Laila Al-Habash ha impreziosito i suoi orizzonti con altri due onirici bijoux musicali – Zattera e Bluetooth – e con un approccio melodico e simbolico 70s ha glitterizzato il 2020 con la stilosissima Rosè, pronta così a portare i pantaloni” (rigorosamente a zampa) nel nuovo pop-italico. (Alessandro Tarasco)

CHIELLO
Chiello è la mina vagante che non ti aspetti: partito dal collettivo trap degli FSK Satellite, di cui tutt’ora fa parte, ha intrapreso delle direzioni soliste sorprendenti e decisamete lontane dall’estetica del gruppo. Se in quest’ultimo si muove tra liriche lisergiche e piene zeppe di riferimenti a soldi, armi e droga, in brani come Acqua Salata e Crema di Buccia fa uscire la sua anima romantica e melodica, malinconica e dolce allo stesso tempo. Seguito dal fidato Greg Willen, l’artista lucano prosegue quanto iniziato lo scorso anno con Quando tu mi baci, raggiungendo nuovi territori sonori, fra cantautorato emo e immagini cinematografiche. (Filippo Duò)

TESTACODA
Testacoda è lartista emergente di cui lindie italiano ha bisogno: il suo cantato pop melodico si trova perfetta sintonia con un rap tinto di sfumature indie, dove il risultato è qualcosa di nuovo e fortemente personale. Testacoda si afferma come un artista che ha il coraggio di cambiare, di osare, di fare quello che gli piace e di fuggire dal branco”. (Eleonora Bruno)

BEATRICE DELLACASA
Beatrice Dellacasa è l’emozione del momento, la ferita, la cura ma soprattutto è sincera. Nel 2020 entra ufficialmente nel mercato discografico in punta di piedi con i suoi primi due singoli Giro Strano e Pianeta Rosso, due canzoni che in qualche modo sono affini ed entrambe collegano il presente con il passato dandogli un senso di chiusura. Con un sound estremamente delicato e una voce incredibilmente elegante, Beatrice ci chiede di prenderla per mano e accompagnarla per un po’ in questo giro strano anche il prossimo anno e noi non possiamo che dirle assolutamente sì. (Sofia Lussana)

DERIANSKY
Esploso con Team Crociati, singolo contenuto nella raccolta Hanami curata da Asian Fake, in pochissimo tempo è entrato nel roster ufficiale dell’etichetta milanese. Da lì l’escalation del rapper parmense è stata subito rapida: singolo potentissimo e d’impatto grazie anche ad un video dalle tinte surreali, elogi pubblici da parte di Salmo e un album d’esordio tra territori sonori graffianti e a tratti disturbanti, noise e glitch, figlio di inquietudini, voglia di fuga dalla provincia e tanta sperimentazione. Non possiamo che aspettarci grandissime cose in futuro. (Filippo Duò)

DODICIANNI
Quando la musica sembrava essersi appiattita su sé stessa, nel panorama del cantautorato italiano è apparso Dodicianni. Ad una indubbia capacità lirica abbina un modo di concepire la musica che fa trasparire eleganza e semplicità. Il musicista veneto è anacronistico nel modo più puro che si possa trovare: porta dove ci si sente protetti. Un modo, il suo, di concepire l’arte come totalità dell’animo umano e “arte” è l’unica cosa che si pensa ascoltando la sua musica. (Mariarita Colicchio)

di Redazione Futura 1993

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Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro. Seguici su Instagram e Facebook!

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