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Interviste

Una nuova squadra per un nuovo disco: Intervista allo Studio Murena

Se è vero che in Italia il jazz rap non è ancora diffuso come dovrebbe, è anche vero che qui esistono tantissimi artisti che continuano a cimentarsi nell’impresa di dare al genere lo spazio che merita, non tanto nelle classifiche, quanto nel cuore e nelle orecchie di chi riesce ad apprezzarlo totalmente. Tra questi, gli Studio Murena sono sicuramente i più giovani, interessanti e preparati per questa sfida. Nato a Milano nel 2018, il progetto era inizialmente composto da tre musicisti del conservatorio: Maurizio Gazzola al basso elettrico, Matteo Castiglioni con tastiere e synth, e Giovanni Ferrazzi al sampler. Poi, come ci hanno raccontato anche i ragazzi, sono entrati a far parte del gruppo Amedeo Nan alla chitarra elettrica e Marco Falcon alla batteria. Il tassello finale che completa il puzzle, Lorenzo Carminati, in arte Carma, è l’MC, la voce della band, che ha modificato decisamente la direzione del progetto.

La voglia di sperimentare, la costante ricerca di armonia tra elettronica, hip hop e jazz funk, una valida formazione alle spalle e il desiderio di mettersi in gioco, sono gli elementi che hanno permesso al gruppo di ottenere il primo posto al Pending LipsFestival e alla JamForTheFuture organizzata da JazzMi. Dopo questi traguardi, anche il loro sogno di condividere palchi importanti con musicisti famosi si è realizzato: tra i tanti, possiamo solo immaginare la loro emozione nell’aprire, lo scorso anno, il concerto di Funk Shui Project & Davide Shorty al Circolo Ohibò di Milano.

Dal 7 luglio è fuori il nuovo singolo targato Studio Murena, Marmo, e dal 14 è online anche il videoclip ufficiale, realizzato senza aiuti esterni: lo firmano infatti Matteo e Maurizio.

A noi hanno raccontato qualcosa in più sul singolo e più in generale sul progetto, ecco la nostra chiacchierata.

Ciao ragazzi! Sei componenti non è una cosa da poco per una band… raccontateci un po’ come vi siete incontrati tutti e qual è la vostra storia nel panorama musicale.
Il nostro progetto nasce circa due anni fa, inizialmente il gruppo era composto da un trio formato da Giovanni, Maurizio e Matteo. Dopo aver prodotto il beat-tape di 26 tracce “Crunchy bites” (focalizzato sulla sperimentazione di campioni sonori trovati, interviste radio modificate, non-music e noise, puro “hip-hop” strumentale tra jazz e elettronica), in occasione del live a Musicalzoo di Brescia abbiamo integrato Amedeo Nan alla chitarra elettrica (con cui già suonavamo in un altro progetto). Per la data successiva a JazzMi 2018 abbiamo definitivamente consolidato l’ensemble con l’arrivo di Marco alla batteria e Carma alla voce. Da quel momento abbiamo iniziato a sostituire interamente i vecchi brani con nuove composizioni e produzioni. In generale ci siamo tutti conosciuti in conservatorio a Milano, mentre abbiamo incontrato Carma durante un live dei Deaf Kaki Chumpy, anche se lo avevamo già sentito performare durante una jam a Lume. La nostra storia nel panorama musicale quindi è abbastanza contorta ma interessante, cambiando la formazione siamo passati da un mercato più di nicchia a un pubblico leggermente più ampio, la scelta di sviluppare il genere non è legato all’inseguire il pubblico, al contrario cerchiamo continuamente di trovare nuove soluzioni per aprire diverse strade musicali nei nostri brani, la nostra volontà è arrivare a un pubblico più ampio che magari prima non seguiva questo genere (sia il rap che il jazz) ma a cui crediamo possa interessare un connubio tra questi due mondi.

A proposito del pubblico, hip hop e jazz sono due generi che in Italia si fatica ancora ad accostare: è l’America, infatti, la protagonista in questo senso. Dopo la pubblicazione di Password e Arpa e Tamburo, come hanno reagito le persone? Pensate che, dopo varie band e tentativi, un gruppo giovane e con un’ottima formazione alle spalle come voi possa finalmente dare lo spazio giusto a questo genere anche nel nostro paese?
Ovviamente speriamo di sì! Da parte nostra c’è tanta energia e voglia di portare questa musica a quante più persone possibili appunto. Sia per quanto riguarda le pubblicazioni che per la parte live, fino ad ora l’apporto del pubblico è stato superiore alle previsioni e questo non può che farci immensamente piacere! Siamo consapevoli che il nostro pubblico sia ancora di “nicchia” ma metteremo tutta la nostra forza nel portare la nostra musica il più lontano possibile.

Carma, il vostro MC, è stato quindi l’ultimo ad unirsi al gruppo. Cosa è cambiato dopo il suo arrivo?
Il progetto naturalmente si è trasformato radicalmente dopo il suo arrivo, in maniera assolutamente positiva. Eravamo alla ricerca di un MC da diverso tempo e finalmente con l’arrivo di Carma il progetto ha trovato la direzione definitiva. Col suo arrivo anche la parte live ha subito un cambiamento radicale, attraverso la presenza di una voce il rapporto col pubblico diventa molto più diretto e questo ha portato un’energia assolutamente esplosiva per il gruppo.

Immaginiamo però non sia facilissimo gestire le idee e le opinioni di tutti durante la creazione dei pezzi… come ve la cavate?
A dire la verità ci troviamo spesso in accordo nella costruzione dei pezzi, abbiamo idee e visioni simili per quanto riguarda la parte musicale del progetto e spesso è veramente bello vedere come l’aver lavorato tanto insieme permetta di creare nuovi brani in maniera così naturale. Capita di trovarsi in disaccordo per questioni globali ma grazie all’apporto del nostro giudice di pace di turno risolviamo anche questi screzi in fretta!

L’ improvvisazione è un’arte legata sia al jazz che all’hip hop… vi è mai capitato di improvvisare tutti insieme? Qualcosa come l’inserimento di un freestyle durante una jam session, per esempio.
Assolutamente sì! In sala prove e durante la composizione dei nostri brani spesso improvvisiamo e jammiamo. Durante i nostri live capita spesso che si creino delle situazioni di freestyle open-mic, solitamente sono le parti più energiche dei nostri concerti!

Quali sono stati i diversi artisti che più vi hanno influenzato e ispirato per intraprendere questa strada?
Senza dubbio siamo molto legati all’ambiente nu-jazz, jazz/rap oltreoceano, in particolare ci hanno influenzato moltissimo i BadbadNotGood, Derrick Hodge, J-Dilla, Kendrick Lamar, Robert Glasper e Mos Def. In territorio italiano ci hanno influenzato molto i maestri della “vecchia scuola” e i nuovi artisti della scena hip-hop, per fare 3 nomi: Ghemon, Colle Der Fomento e Funk Shui Project.

Marmo è uscita da pochissimi giorni: com’è nata e cosa volete raccontare con questo pezzo?
Marmo è nata e si è trasformata in tanti mesi, inizialmente il brano è stato scritto durante una sessione nelle campagne Cebane e Monregalesi (da dove vengono il nostro bassista e chitarrista). L’ispirazione musicale deriva concettualmente da un “Un amore che ha gli occhi di diamante…”: il brano nasce come una ballad e la melodia che si sente nel ritornello ne compone la struttura portante. Da quella idea melodica Giovanni attraverso l’elettronica ha costruito la base portante del brano, un beat strumentale legato a tanti riferimenti ambient e cinematici, tipici della sua produzione. L’arrangiamento è stato creato al di sopra della struttura del beat, ampliandolo a livello armonico-melodico e ritmico. La parte vocale si è trasformata parecchio, dopo averlo portato in live per un po’ di tempo Carma ha scritto un nuovo testo per il ritornello, rendendolo quello che potete sentire al momento.

Da un punto di vista concettuale il brano si pone come un “punto di incontro di una ricerca continua sul sottile equilibrio teso tra armonia e spaesamento”. Questo concetto vuole indicare come il pezzo da un punto di vista sonoro e strumentale-ambientale tende verso un paesaggio conosciuto, avvolgente, mentre dall’altro lato il testo delinea una perdita della concezione dello spazio-tempo che ci circonda: “se raggiungerò il nirvana o se collasserò, mi rifugerò nel cielo come un asteroide”. Rifugiarsi in questo caso corrisponde sì alla volontà di evadere, ma allo stesso tempo al ritrovarsi nel “vuoto”.

Cosa c’è nel prossimo futuro dello Studio Murena?
Siamo prontissimi a registrare il nostro nuovo LP a fine mese, queste tracce andranno ad aggiungersi a questi ultimi singoli che abbiamo rilasciato e formeranno la struttura definitiva del nostro primo lavoro con questa nuova formazione. Intanto sabato 18 luglio torniamo live a Milano, non vediamo davvero l’ora!

Marika Falcone

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