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Tour

Continua anche a Febbraio il tour di Omar BOMBINO (a Trieste, Bologna, Siena e Torino)

Dopo i sold out nelle principali città americane ed europee e le date di Gennaio in Italia a Milano il 16 gennaio, a Novoli (Le) il 17 gennaio, a Firenze il 18 gennaio, torna l’irresistibile groove di Omara Bombino il “Jimi Hendrix” del deserto, com’è stato ribattezzato a Trieste il 12 febbraio, a Bologna il 13 febbraio, a Siena (Colle val d’Elsa) il 14 febbraio e a Torino il 15 febbraio.

Nomad (Nonesuch) il suo ultimo album prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys è al 1°posto della classifica degli album world di iTunes ed è stato inserito da Rolling Stone America e dall’autorevole NPR radio nella classifica dei 50 migliori album del 2013.

Mercoledì 12 Febbraio 2014 – TRIESTE
Teatro Miela
Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, 3
Apertura porte ore: 20.30 – Inizio concerto ore: 21.30

Giovedì 13 Febbraio 2014 – BOLOGNA
Locomotiv Club
Via Sebastiano Serlio, 25/2
Apertura porte ore: 21.30 – Inizio concerto ore: 22.30
Ingresso riservato ai possessori della tessera AICS
Biglietti in vendita su www.ticketone.it

Venerdì 14 Febbraio 2014 – SIENA (Colle Val D’Elsa)
Sonar
Località Molinuzzo, 3 – Gracciano
Apertura porte ore: XX – Inizio concerto ore: XX

Sabato 15 Febbraio 2014 – TORINO
Stagione Musica90 – Hiroshima Mon Amour
Via Bossoli, 83
Apertura porte ore 20.30 – Inizio concerto ore 21.30

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Astro nascente del desert blues, Bombino, è nato e cresciuto in Niger, ad Agadez, nel nord dell’Africa, nella tribù dei Tuareg Ifoghas, che lotta da secoli contro il colonialismo e l’imposizione dell’Islam più severo. Costretto a fuggire più volte con la sua famiglia, durante una visita i parenti dimenticano una chitarra che il piccolo Bombino tiene per sé, iniziando ad esercitarsi. Sin da giovane diventa allievo del celebre chitarrista Tuareg Haia Bebe e poco dopo entra a far parte della sua band, acquisendo il soprannome di Bombino, una storpiatura dell’italiano “bambino”. Inizia ad appassionarsi a Jimi Hendrix e Mark Knofler, di cui studia le tecniche durante i pascoli tra Algeria e Libia. Tornato in Niger Bombino intraprende la carriera di musicista a tempo pieno ed il suo talento non passa inosservato. Nel 2009 un incontro casuale con il regista Ron Wyman cambia irrimediabilmente il suo destino. Ma è solo un anno dopo che Wyman riesce a rintracciare Bombino, nel frattempo costretto a fuggire in Burkina Faso in seguito all’assassinio di due membri della sua band, uccisi in una rivolta. Wyman dedica gran parte del suo documentario sulle tribù Tuareg a Bombino e diventa produttore di Agadez, l’esordio solista su disco (il primo album risale al 2009, Group Bombino – Guitars from Agadez, vol. 2).

Nel frattempo la fama del giovane talento cresce fino ad essere conosciuto in tutto il mondo e suonare nei più importanti festival musicali, con collaborazioni di tutto rispetto, tra cui quella con Keith Richards. Dan Auerbach (The Black Keys) incontra Bombino e ne rimane folgorato, decidendo così di produrre Nomad, il terzo disco uscito in tutto il mondo ad aprile 2013 su etichetta Nonesuch/Warner. Registrato nello studio di Auerbach a Nashville, Nomad è l’incontro del desert-rock con il blues, suonato dalle abili mani di Bombino ed arricchito dalla sua voce intensa e vigorosa.

Le sonorità di Bombino ricordano quelle dei Tinariwen, vicini suonatori del deserto, ma le sue melodie elettrizzanti, che racchiudono lo spirito della resistenza e della ribellione, trasudano un groove irresistibile. Una versione del blues densa e magmatica, a cui si aggiunge la particolarità di svincolarsi dalla classica metrica basata sul “call and response” tra cantante solista e coro (solitamente femminile) rimpiazzando quest’ultimo con le disgressioni melodiche della chitarra. Compositore e chitarrista desert-rock, Bombino si rifà alle sonorità tipiche degli anni 60-70, da Jimi Hendrix a Jimmy Page, inserendole in un contesto rock-blues di matrice americana arricchito da vocalismi in Tamasheq, la lingua Tuareg.

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