ROGER WATERS: reportage e scaletta del concerto al Rock in Roma 2018

A che cosa serve la musica? Quale importanza ha e come influisce sul nostro modo di vivere?
La risposta è racchiusa, ancora oggi, in un grande nome, ovvero quello di Roger Waters. Si, perché lo show di Roma, al Circo Massimo, non è stata semplicemente una performance di uno dei maggiori rappresentanti della musica internazionale. L’ex bassista dei Pink Floyd, da sempre impegnato, da sempre contro ogni forma di totalitarismo, seppur democraticamente portati ai governi dai votanti (vedi i vari Trump o anche a casa nostra) ha ribadito e sottolineato con forza e potenza, senza nessun timore, come si addice ad un vero artista libero, i propri ideali, le proprie convinzioni attraverso un maxischermo di 66 metri per 12.

L’immagine iniziale è una donna che attende seduta, di spalle, che non sappiamo se guardi verso il mare o abbia gli occhi chinati in segno di resa. Di certo è che li davanti c’è il mare, immenso come sempre, che ha visto negli anni più morti fra gli umani che sprazzi di vita. Non è agitato il mare però, sembra calmo, è vuoto . Quasi come la razza umana. Da qui in poi rimarrà impressa ogni cosa, o almeno questa è la speranza. Quando senti The Wall, lo si sa benissimo che i muri sono sempre destinati a cadere. Perché la speranza c’è, almeno chi va a vedere uno show di Roger sa benissimo che con decisione verrà catapultato in un immenso show con messaggi politicamente “corretti”. Perché il “restare umani” è la base per una forma corretta di politica. Si parte con One of these days, e i 45 mila spettatori ( anche di più) offrono un’esplosione di gioia e un colpo d’occhio straordinari per Roma, in una cornice che ormai è diventata, grazie al Rock in Roma, un tempio assoluto del Rock.

Time, Deja vu, Welcome to the machine, con Roger che cammina da una parte all’altra del palco. Tutto gigantesco, tutto estremo, come estremi sono i momenti di musica di grandissimo livello che vengono offerti al suo pubblico. Dal maxischermo impera in questo momento l’immagine di due mani che si avvicinano, ma che al momento dell’unione si disintegrano. Nel 2018, con tutto quello che abbiamo, con tutto quello che si è creato, con tutte le guerre e le devastazioni che l’uomo ha creato, la lezione non è mai servita. Siamo punto e a capo, sembra voler rappresentare Waters, siamo punto e a capo: siamo umani disintegrati. E che cosa ci resta? Parte “Time”, appunto, ci dovrebbe restare il tempo, lo scorrere del tempo, sprecato, dilaniato, atrofizzato e dato in mano, il nostro tempo, ai potenti della terra.

Il concerto è diviso in due parti, venti minuti di pausa e si attacca con il secondo gigantesco tempo di uno show che nel rock non ha eguali. Sullo schermo appare una delle immagini più famose della storia della musica, le ciminiere della centrale elettrica di Battersea Power Station di Londra con il maiale che le sorvola e le osserva.

I maiali che hanno ucciso il tempo, l’umanità e la speranza di un futuro migliore che se nel passato erano la Thatcher e i vari Callaghan, oggi invece il bersaglio è Donald Trump. Nessuno dimenticherà facilmente la scritta sul maxischermo “TRUMP E’ UN MAIALE”. Che del maiale come si dice non si butta mai niente, però deve essere mangiato! A questo punto dal cielo parte il maiale gigante, Algie, terrorizzante per certi versi e strappa sorrisi per un altro. Come la politica attuale, guardando buffoni al governo c’è la sensazione della risata e dell’inquietudine insieme, perché lo sappiamo benissimo che siamo stati noi a mandarli lì.

Foto di Roberto Finizio (concerto di Bologna – Aprile 2018)

I momenti più intensi sono offerti da Wish you where here , Money e Us and Them. Lo show si conclude con la bellissima “Mother” e l’insormontabile “Confortably Numb”. Parla poco Roger Waters, e alla fine ringrazia così Roma: “Grazie di cuore a tutti, vorrei che l’amore che sento qui uscisse dal Circo Massimo e si diffondesse in giro per il mondo: non possiamo permetterci il lusso di essere indifferenti e di non impegnarci in prima persona nella politica, altrimenti loro faranno quello che vogliono e distruggeranno il mondo”.

Eravamo noi riflessi su quel maxischermo, siamo noi che abbiamo monetizzato i sentimenti e siamo sempre noi ad aver dato importanza e potere al maiale. E’ stato uno show perfetto, sublime dal punto di vista musicale. A cosa è servito il concerto di Roger Waters? Abbiamo visto proiettato su un maxi schermo di 66 metri per 12 quello che Joseph Conrad, in Cuore di tenebra, aveva già descritto così: «Aveva tirato le somme e aveva giudicato. “L’orrore!”»

ROGER WATERS – scaletta del concerto di Roma

Set 1
Speak to Me (Pink Floyd song)
Breathe (Pink Floyd song)
One of These Days (Pink Floyd song)
Time (Pink Floyd song)
Breathe (Reprise) (Pink Floyd song)
The Great Gig in the Sky (Pink Floyd song)
Welcome to the Machine (Pink Floyd song)
Déjà Vu
The Last Refugee
Picture That
Wish You Were Here (Pink Floyd song)
The Happiest Days of Our Lives (Pink Floyd song)
Another Brick in the Wall Part 2 (Pink Floyd song)
Another Brick in the Wall Part 3 (Pink Floyd song)

Set 2
Dogs (Pink Floyd song)
Pigs (Three Different Ones) (Pink Floyd song)
Money (Pink Floyd song)
Us and Them (Pink Floyd song)
Smell the Roses
Brain Damage (Pink Floyd song)
Eclipse (Pink Floyd song)
– – –
Mother (Pink Floyd song)
Comfortably Numb (Pink Floyd song)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.