Foto di Andrea Ripamonti
Dopo due anni di stop forzato è stato bello per gli organizzatori del Rock en Seine rimettere in piedi i palchi nella zona del Domaine national de Saint-Cloud. Il programma definitivo del festival di 3 giorni che ha visto una line-up globale di tutto rispetto.
Il primo giorno è stato sicuramente quello con una line-up che diverrà leggenda per i posteri, con band emergenti dal nuovo panorama post-punk/new wave e rock. Tra i nomi presenti vi segnaliamo soprattutto i giovani Yard Act, l’irriverente Yungblud, i sempre più noti Inhaler, i potenti IDLES ed i poeti Fontaines D.C. e per finire gli headliner Arctic Monkeys ( freschi di nuovo singolo che anticipa il nuovo album del quale potete leggere la notizia qui ).
Il secondo giorno ha visto sui palchi altri gruppi con generi più vari, ponendosi come liaison tra la data iniziale e quelle successive. Abbiamo assistito ai live di Aldous Harding, il progetto dei DIIV, il grande James Blake, gli eterni innovatori Kraftwerk ( con il loro incredibile show a cui è necessario assistere con appositi occhiali 3D ) ed infine i protagonisti indiscussi della giornata : Nick Cave and the Bad Seeds.
Il terzo giorno è stato invece un cambio di rotta in termini di generi musicali, i cui i protagonisti sono stati gli alternativi Tame Impala ( a breve in concerto anche a Milano ), i quali sono stati preceduti sul main stage da Jamie XX.
Ultimo giorno della rassegna musicale francese è stato più pop con atmosfere di festa diffuse. Hanno avuto spazio per esibirsi direttamente da Napoli i Nu Genea ( ex Nu Guinea ), l’incantevole Aurora, il produttore/artista Fred Again, il polistrumentista FKJ ( French Kiwi Juice ) e per concludere lo spettacolare cantante belga Stromae.
Il festival in generale è stato davvero ben organizzato, facile da raggiungere tramite i mezzi, pagamenti ed ingressi ad aree privilegiate gestite tramite braccialetto NFC che viene fornite al momento dell’ingresso ( no token, solo cashless tramite qrCode e carte di credito ) ed il parco si presta bene come area festival con zone di relax all’ombra degli alberi. L’offerta musicale ha di certo accontentato tutti i gusti e sarebbe stata ancor più ampia se i Rage Against the Machine non avessero annullato il tour europeo.
































