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Reportage Live

MARK LANEGAN: guarda le foto, leggi il racconto e scopri la scaletta del concerto di Milano

Articolo di Roberta Ghio | Foto di Roberto Finizio

È il giardino della Triennale di Milano che ospita la seconda delle tre date estive italiane di Mark Lanegan, nell’ambito del “TRI.P Music Festival”.

È un pubblico molto variegato nelle età e negli stili quello che attende Lanegan: da ragazzi con TShirt dei tour passati, alla signora che legge un libro comodamente seduta sugli arredi presenti nel parco, qualcuno che direttamente dall’ufficio si libera sdraiandosi sul prato, qualche giovanissimo e persino un paio di passeggini. Tutti arrivati da mondi diversi, ma tutti uniti da un comune denominatore: la passione per Mark Lanegan, questo straordinario artista che dopo aver viaggiato attraverso le sue tempeste, ritorna di tanto in tanto dai suoi fan per far sapere di sé.

Dopo l’introduzione di Lyenn, alle 21.10, salgono sul palco Mark e la sua band.
C’è ancora luce quando inizia lo show sulle note di “Death’s Head Tattoo”. Un Mark Lanegan con abiti comodi, pantalone e camicia scura, con i suoi occhiali dalla montatura spessa inizia a cantare e non si fermerà fino ai bis. Ci ha già raccontato tanto di sé, durante lo show non parlerà, se non per ringraziare.

Clicca qui per vedere le foto di Mark Lanegan a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

Su “Nocturne” la luce lascia il posto al primo buio, ma il buio c’era già stato e ci sarà per tutta la durata dello show. Sotto qualche occhio acceso della Triennale, il palco; la band, sempre illuminata talvolta con colore rosso talvolta blu, ma nessuna luce su Mark. La voce si sprigiona dall’unico cono buio al centro della scena e come un fluido magico invade e travolge chiunque si trovi lì davanti.
Rapisce, scorre dentro, intimo e sofferto arrivando in fondo all’anima. Non è un live, è un’esperienza e il pubblico la vive in pieno: grandi assenti i telefoni, a cui siamo ormai a forza abituati.

Qualche ripresa timida qua e là per conservare il ricordo, ma è un pubblico che non si distrae, è un pubblico che si fa trasportare da quest’onda di sonorità profonde, vissuta da ognuno nel proprio intimo e qualcuno probabilmente anche coi propri demoni risvegliati da quelle note, sotto una bella luna tra le ombre degli alberi e delle sculture della Triennale.

Quando il live finisce, Mark Lanegan è disponibile a firmare autografi, con la sua compagna, che ha teneramente baciato alla fine di “Deepest Shade” e con la quale ha condiviso il palco per qualche brano. Mi presento lì davanti a loro. Lui: il “mostro sacro” dalle tante battaglie scritte in volto e nel corpo, lei: sguardo dolcissimo in un abito di tatuaggi, io: un abbigliamento alla Sarah Kay dei libricini di quando ero piccola, con in mano il bootleg del Live in Madrid del 2012 penso: “Ma potevo almeno vestirmi di nero!?”
Non so se lui coglie il mio timore, ma il buio è lontano, l’abisso lo intravedi forse in fondo agli occhi di Mark, ora c’è luce sul suo volto ed è un sorriso grato, affrancato, quello che mi rivolge quando mi ringrazia e mi stringe la mano.

Guardare negli occhi Mark Lanegan dopo averlo ascoltato cantare, è un’esperienza che ti consente di sentire l’abisso e salvezza allo stesso istante. Grazie Mark.

MARK LANEGAN – Scaletta del concerto di Milano

Death’s Head Tattoo
The Gravedigger’s Song
Hit the City
Sister
Nocturne
Emperor
Deepest Shade (The Twilight Singers cover)
Bleeding Muddy Water
Riot in My House
One Way Street
Goodbye to Beauty
Ode to Sad Disco
Harborview Hospital
No Bells on Sunday
Harvest Home
Floor of the Ocean
Come to Me
Death Trip to Tulsa
– – – – – –
One Hundred Days
Atmosphere (Joy Division cover)

MARK LANEGAN e Duke Garwood

Domenica 14 ottobre 2018 – Roncade (Treviso)
@ New Age Club

Biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/lanegangarwood
Posto Unico: 20,00 euro + diritti di prevendita

Written By

Il percorso di Roberto Finizio si sviluppa sotto una nuova luce a partire dal 2009, anno in cui passa dal praticare la fotografia come passione al farla diventare una professione. Dopo gli studi per affinare le proprie conoscenze tecniche, decide quindi di unire tra loro i suoi più grandi interessi: la musica ed il teatro. È così che inizialmente si dedica alla fotografia live, attività che gli permette di catturare con la sua Canon alcuni tra i più grandi artisti del panorama italiano ed internazionale. Col tempo sceglie tuttavia di ampliare i propri orizzonti, ed inizia così a lavorare anche nel settore sportivo ed in quello pubblicitario come fotografo di still life.

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