Ieri sera, venerdì 26 giugno 2026, la Visarno Arena di Firenze è stata il cuore pulsante del rock mondiale, ospitando l’unica, attesissima data italiana del “From Zero World Tour” dei Linkin Park.
Oltre 60.000 persone hanno risposto alla chiamata, polverizzando i biglietti in tempi record e confermando un legame viscerale tra il nostro Paese e la band, a distanza di due anni esatti dalla pubblicazione di “From Zero”, l’album che ha ridisegnato i confini del loro cammino.
Quattro atti di pura potenza e vulnerabilità
Lo show è stato strutturato come un vero e proprio viaggio cinematografico diviso in quattro atti distinti, capaci di far convivere il passato glorioso di Hybrid Theory e Meteora con il presente luminoso guidato dall’energia di Emily Armstrong.
L’Act I si è aperto con l’extended intro di “The Emptiness Machine”, un brano che nel 2024 ha ridefinito le classifiche rock mondiali e che dal vivo esplode con una cattiveria d’altri tempi. A ruota, classici come “Lying From You” e “Crawling” hanno messo subito a dura prova le corde vocali del pubblico.

L’Act II e l’Act III hanno mostrato le mille sfumature della band: dai campionamenti hip-hop e i mash-up guidati da Joe Hahn (con incursioni di Fort Minor e frammenti di “Remember the Name”), fino alla catarsi emotiva di una versione acustica e ridotta di “Lost”, che ha lasciato l’arena con il fiato sospeso, seguita dalla monumentale “What I’ve Done”.
Il gran finale: un urto sotterraneo
Il quarto atto ha spinto l’acceleratore al massimo. L’arena è letteralmente tremata sull’accoppiata “Numb” (introdotta dai richiami della celebre versione Numb/Encore) e sulla devastante “Heavy Is The Crown”, prima che “Bleed It Out” chiudesse il set principale con un tributo serrato a “A Place for My Head”.
Ma il vero colpo di grazia è arrivato con l’encore. Tre tracce che sono la spina dorsale di una generazione: “Papercut”, un’immensa “In the End” cantata da 60.000 voci all’unisono, e la furia cieca di “Faint”, che ha chiuso la serata lasciando Firenze avvolta in una nube di sudore, adrenalina e trionfo.
I Linkin Park sono tornati da zero, hanno resettato il contatore, ma l’impatto della loro musica sul pubblico italiano resta, oggi più che mai, un assoluto “per sempre sì”.
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LINKIN PARK – la scaletta del concerto di Firenze 2026
Act I
The Emptiness Machine (extended intro)
Lying From You
Crawling
Up From the Bottom
Somewhere I Belong
Act II
The Catalyst (shortened)
Burn It Down
Over Each Other
Where’d You Go (Fort Minor cover) (shortened)
Waiting for the End
Lies Greed Misery
Two Faced (Joe intro; extended bridge)
Joe Hahn Solo (with Colin)
When They Come for Me / Remember the Name (with Colin; ext. bridge w/ Step Up chorus and It’s Goin’ Down V1; Emily on drums during RTN)
IGYEIH
One Step Closer (extended intro and outro)
Act III
Lost (shortened acoustic version)
Breaking the Habit
Let You Fade
What I’ve Done (extended bridge)
Act IV
Overflow (extended intro w/ Metallica’s “One” synth melody)
Lost in the Echo
Numb (with Numb/Encore intro)
Everybody Wants to Rule the World (Tears for Fears cover) (partial)
Heavy Is the Crown
Bleed It Out (extended intro; extended bridge w/ A Place for My Head V1; extended outro)
Encore:
Papercut
In the End
Faint (extended outro)























