Esistono concerti che sono semplici esecuzioni musicali e poi esistono performance che ridefiniscono completamente i confini tra arte visiva, matematica e rock alternativo.
A questa seconda, rarissima categoria appartiene lo show che gli Angine de Poitrine hanno regalato al pubblico italiano nella splendida e futuristica cornice del MART di Rovereto, ospiti dell’edizione speciale Utopia del Poplar Festival.
Il duo canadese originario di Saguenay, diventato un vero e proprio fenomeno virale planetario grazie a una memorabile e ipnotica sessione live su KEXP, è sbarcato in Italia per la sua prima e unica data nel nostro Paese, trasformando la piazza sotto la celebre cupola del museo in un laboratorio di sperimentazione sonora dadaista.

Un labirinto di geometrie e tempi dispari
Nessuno sa di preciso chi si nasconda dietro quelle tute intere a pois e le maschere grottesche che coprono i volti dei musicisti, ma ciò che Khn e Klek buttano giù dal palco è un’architettura sonora di una precisione chirurgica. Gli Angine de Poitrine fondono la schizofrenia controllata del math rock con loop stratificati in tempo reale.
Il risultato è un’esperienza live alienante e magnetica, capace di passare dalle atmosfere sognanti e ipnotiche di tracce come Sherpa alle esplosioni elettriche e imprevedibili di Fabienk.
Il pubblico di Rovereto è rimasto immobile, quasi ipnotizzato, a guardare quattro mani muoversi sul manico dello strumento come se stessero decifrando un codice alieno, prima di lasciarsi andare a un pogo liberatorio.
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ANGINE DE POITRINE – La scaletta del concerto di Rovereto (Trento)
Les jours de la semaine (Les Charbonniers de l’enfer song)
Angor
Yor Zarad
Tamebsz
Mata Zyklek
Ababa Hotel
Sarniezz
Fabienk
Sherpa































