Quasi due anni di tour, tra il 2014 e il 2015 i Mötley Crüe salutano i loro fan di tutto il mondo con degli show mozzafiato. Nel 2013 Nikki Sixx aveva annunciato lo scioglimento della band, i quattro firmarono un contratto dal valore legale che impedirà loro di inciampare in future liti: nessun membro della band potrà mai esibirsi singolarmente usando il nome “Mötley Crüe”. In stile tutt’altro che sobrio i 4 ragazzi, se pur cresciuti, danno l’annuncio del loro tour d’addio circondati da lapidi, fermi e fieri della posizione da loro raggiunta.
2019: viene pubblicato il film “The Dirt” tratto dall’ omonimo libro, la biografia della band più oltraggiosa di sempre: i Mötley Crüe. I quattro sono di nuovo insieme e la fiamma che li ha sempre uniti si riaccende, per l’occasione incidono anche un brano con Machine Gun Kelly che nel film aveva interpretato Tommy Lee.
Il loro contratto esplode: se pur con due anni di ritardo causa Covid-19 sta per partire il loro Stadium Tour. E il loro contratto d’addio? Non era davvero il Final Tour quello di 7 anni fa? Cosa è cambiato? Le risposte ce le dà il fondatore della band Nikki Sixx nel suo nuovo libro “The First 21 – Come sono sono diventato Nikki Sixx”.
Tra le principali caratteristiche del bassista dei Mötley Crüe possiamo citarne due: sincerità e imprevedibilità. Nikki è la mente dietro tutti i maggiori successi dei Crüe e ciò che l’ha reso leggendario è proprio la sua attitudine a non nascondersi mai, sempre pronto a spiazzare il prossimo, senza mezzi termini. Nato con il nome Franklin Carlton Serafino Feranna, il musicista conduce fin da subito una folle vita.
Per chi ha letto “The Heroin Diares” è noto che l’assenza del padre e lo strano rapporto con la madre hanno generato in Nikki un solco difficile da gestire. Con “The First 21“, pubblicato in Italia dal Castello editore & Chinaski, Nikki ci porta con sincerità e coraggio nella sua storia, mostrandoci anche quanto sia importante scavare per trovare la verità. Molto spesso Nikki Sixx si è sentito perso perché non era circondato da sincerità, dovendo scoprire anche da adulto tutta una serie di retroscena familiari anche non poco inquietanti. Dunque tutte le confidenze che Nikki ci regala, come era già successo per The Heroin Diares, servono a lui per liberarsi di una fetta di vita complessa ma aiutano anche il lettore, perché la storia di come Frankie è diventato Nikki è una storia di rivalsa e di speranza.
Non c’è da stupirsi, la vita di questo artista è talmente ricca di aneddoti che proprio quando pensavamo di saper tutto ecco che arriva un nuovo libro e finalmente scopriamo l’origine dei segni che vediamo sulle guance di Sixx. Una scrittura diretta, senza fronzoli, schietta. Forse neanche Nikki lo sa, ma il suo modo di comunicare è talmente sincero che alcuni suoi pensieri restano impressi nella mente di chi legge, quasi a martellare le coscienze.
…”Guardi dall’alto in basso tutti quelli che sono nati privilegiati.” E aveva ragione. È proprio l’atteggiamento con cui tratto le persone del genere. Guardo dall’alto in basso le loro superficialità. La loro incapacità di cogliere la sofferenza. Per loro è come se il dolore altrui non esistesse…
Complice anche una traduzione in italiano straordinaria a cura di Manuel Guerrieri, per gli appassionati può esser semplice estrapolare tutta una serie di concetti che Nikki esprime fino a farne una vera e propria raccolta di aforismi. Questo è Nikki Sixx. Graffiante ed empatico, forse con una sensibilità troppo forte, come lui stesso analizza. Una capacità di “sentire” che gli è costata cara per tanti anni ma che ora è senza dubbio la sua forza, quella forza che gli ha fatto mettere in piedi un nuovo tour quando tutto sembrava finito, quella forza introspettiva che gli ha permesso di scrivere “The First 21“, un libro in grado di regalarci Frankie Feranna, quel giovane e tormentato ragazzo che poi è diventato Nikki Sixx, fondatore dei memorabili Mötley Crüe.
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