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OZZY OSBOURNE – Mille vite in una

Don’t know why I’m still alive” è tra le affermazioni più oneste apparse nella scena musicale dell’ultimo periodo.
Chi conosce qualche aneddoto sui trascorsi di Ozzy Osbourne percepisce l’importanza della considerazione “Non so perché sono ancora vivo”, ma chi ha letto il libro “OZZY – La Storia” di Ken Paisli, comprende a pieno il significato di una simile confessione.
Si dice che i gatti abbiano 7 vite, si narra che la fenice rinasca dalla sue ceneri, ma chi ha mai visto questi fenomeni? Ozzy Osbourne esiste davvero e ne abbiamo ogni sorta di dimostrazione.
Ken Paisli nel suo libro racconta in maniera scrupolosa le mille sfaccettature di un uomo divenuto leggenda. L’autore ha descritto l’intera linea della vita del Principe delle Tenebre, senza sconti, dalla sua nascita fino all’alba della Pandemia, quando Ozzy annunciò in un intervista di avere la malattia di Parkinson.
“OZZY – La storia” è un libro dal ritmo frenetico, esattamente come frenetico è il protagonista, e anche l’autore non scherza: Ken Paisli è uno scrittore altrettanto scalmanato che tramite suoi personali racconti (non sempre casti) ci lieta con le sue intense recensioni di tutti gli album che hanno scandito la vita del Nostro artista.
E’ complicato, impossibile catalogare Ozzy Osbourne, In lui ci sono sempre stati più mondi. Da quanto emerge in quest’opera Biografica, esistono ad ogni modo alcuni pilastri costanti e viene spontaneo affermare che il Contrasto è presente in tutta la vita dell’artista.

Tanto per iniziare il suo approccio alla musica è condizionato dal luogo in cui vive, Birmingham, città inglese grigia e inquinata, tempestata di fabbriche e di morti causate dalle polveri sottili. Questo scenario è totalmente opposto al movimento Hippy che si espandeva sempre più negli Stati Uniti. Ad Aston, nel sobborgo dove viveva Ozzy, il “Flower Power” non aveva proprio motivo di nascere. E’ dal sentimento di rifiuto nei confronti di una realtà che offriva poche vie d’uscita che sono nati I Black Sabbath, band ritenuta creatrice dell’Heavy Metal.
Se a San Francisco i giovani si mettevano corone di fiori in testa, ai giovani di Birmingham i fiori servivano per ornare le tombe dei loro parenti uccisi dal lavoro in fabbrica.
Per Ozzy la vita non sarà mai facile, da ragazzino subisce abusi di diverso genere, cerca di studiare, di lavorare, ma lui è fuori posto qualunque cosa faccia. Con I Black Sabbath trova la giusta alternativa: la Musica, ma la sua stabilità è sempre precaria.
Un altro aspetto che Paisli descrive in maniera puntuale è il ruolo di Ozzy nei Sabbath, totalmente diverso dall’Ozzy nei suoi progetti da solista. Si, perché sempre di più Osbourne si sentirà svilito all’interno della band e racconta di non essere stato preso molto sul serio, e il resto della band, a sua volta si trovava spesso in difficoltà, provando a gestire un cantante che non si faceva gestire, che faceva un uso spropositato di alcool e stupefacenti, più di tutto il resto del gruppo.
Ozzy sprofonda nel mare più scuro in seguito alla rottura con I Sabbath, ma come la fenice rinasce e intraprende una carriera solista di successo e trova l’amore della sua vita, Sharon. Eppure I problemi non finiscono: ancora droghe, alcool, mix di farmaci e poi l’assurda morte del suo amico chitarrista Randy Rhoads, il primo con cui il Nostro Madman era riuscito a scrivere musica in maniera naturale e serena, con pazienza e scambi reciproci, atmosfera che con I Black Sabbath non aveva provato, perché si sentiva “ultimo”.

Se si vogliono scoprire le mille vite di Ozzy basterà leggere questa biografia completa, ricca di colpi di scena, mistero, risate e assurdità. Il Nostro non sa, dopo una vita intera di eccessi, perché sia ancora vivo e non è l’unico, al punto che il suo genoma è stato analizzato da alcuni scienziati.
Al di la del suo corredo genetico che pare non abbia fornito risposte, la verità è che Ozzy è diverso da chiunque, ha una forza di reazione che lo ha reso quasi indistruttibile, si è spinto così tanto all’eccesso da poter tollerare quantità estremamente elevate di alcool e droghe, resuscitando più volte. In questi ultimi anni ha lottato per la ripresa in seguito ad alcuni interventi chirurgici subiti e il Madman lotta da sempre con insistenza e tenacia, per la sua famiglia e i suoi fans ai quali più volte ha chiesto sostegno e aiuto.

C’è un’altra qualità di Ozzy che più emerge dalle pagine questo libro: la sua genuinità. Il Madman è infatti amato da tutti perché è vero, tutto ciò che ha fatto lo ha sempre fatto con onestà, senza porsi questioni sulle opinioni altrui. Molte delle sue gesta famose sono state frutto di un’invidiabile spontaneità, particolarità che lo ha sempre contraddistinto.
Il libro “OZZY – La Storia” dimostra la capacità del Principe delle Tenebre di mettersi a nudo, con le sue manie, fobie, intraprendenza, follie e guai di ogni genere.
Leggete questo libro e tranquilli, Ozzy Osbourne non ha ancora intenzione di andare in pensione.

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Articolo di Stefania Courson
https://www.instagram.com/stefania_tempesta_elettrica/

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