Articolo di Serena Lotti I Foto Credit Paul Grace
2026: in un’epoca dominata dall’incorporeità dello streaming e dalla standardizzazione data dall’AI, sembra anacronistico sentir dire che qualcuno sta masterizzando un CD vergine (sebbene a noi ragazzi cresciuti musicalmente negli anni 90 la cosa procura un’immediata nostalgia). Eppure è andata proprio così alle ĠENN (i cui membri sono di varie provenienze, la band è infatti italo-anglo-maltese-portoghese-jamaicana), che ha promosso con forza l’atto di vendere “bootleg” fatti in casa durante i propri live tanto da diventare il simbolo di una critica costruttiva e feroce a un’industria musicale che rischia di soffocare il talento emergente.
Perchè questo atto che sembra più politico che artistico? Prima di tutto secondo la band l’industria discografica odierna sta affrontando una contrazione illogica: da un lato l’accesso alla musica è totalmente universale, dall’altro la sostenibilità per chi la crea è ai minimi storici.
Perchè il mondo dell’arte sta diventando un’ecostistema sempre più inaccessibile per gli artisti della working-class e delle minoranze. I piccoli club chiudono continuamente rendendo i tour un enorme rischio finanziario ed è proprio all’interno di queste logiche complesse che l’auto-pirateria delle ĠENN, che si traduce nell’atto di vendere il proprio materiale tramite CD masterizzati e copertine disegnate a mano una per una, non ha solo il sapore di quella nostalgia di cui accennavo prima. È resistenza. Significa riprendersi con consapevolezza dei mezzi di produzione in un sistema che tende a marginalizzare l’identità umana a favore dell’algoritmo.
Il manifesto delle ĠENN è chiaro: mentre l’uso non etico dell’IA corre forsennatamente, minacciando di sostituire il mondo creativo invece di supportarlo, il collettivo sceglie la via del “painstakingly handmade”. Ovvero…
“Disegnare meticolosamente la propria custodia del CD, una alla volta, è una forma di resistenza.”
Questo approccio artigianale, vintage si riflette nella musica della band, anche. Il nuovo singolo “Reverberations”, prodotto da Johnny Hostile (Savages, Jehnny Beth), è la prova di un suono idiosincratico che fonde tecnologia e tradizione, passatismo e futuro. La performance operistica di Leona Farrugia si struttura in un flow strumentale che mescola post-punk, folk mediterraneo e rock sperimentale, portando alla luce le radici post-coloniali e multiculturali della band, che si è detto prima arriva dalle più diverse latitudine geografiche.
Il messaggio delle ĠENN prova ad essere un monito per l’industria musicale ovvero: se una arriva a fare il “bootleg di se stessa” per creare una connessione fisica con il pubblico, significa che il legame tra artista e fruitore è stato eccessivamente mediato da logiche di profitto digitale e mercato del business, che non devono e non possono essere l’elemento più forte d
Le ĠENN dimostrano che esiste una via alternativa: un’unione che è una reclamazione potente delle proprie radici. Che si tratti di cantare in maltese o in inglese o di vendere un CD masterizzato in un furgone, la loro è una lezione di sopravvivenza artistica. In un mondo che vuole tutto subito e tutto uguale, l’unicità di un oggetto fatto a mano è l’unico vero atto rivoluzionario rimasto.
Non vogliamo ridurre il percorso delle ĠENN a questo, alla sola distribuzione “rivoluzionaria”, al solo gesto “eversivo” seppur di auto tutela. Il 2026 segnerà un’evoluzione cruciale per la band basata a Brighton: l’operazione di auto-pirateria e il tour da headliner previsto per il 2026 (con tappe a Edimburgo, Newcastle, Londra e Brighton) non sono solo mosse promozionali, ma atti di rivendicazione politica e culturale.
Ecco qui le prossime date del tour da headliner nel Regno Unito di FEBBRAIO 2026.
- GIO 26 FEB / SHACKLEWELL ARMS / LONDRA
- VEN 27 FEB / ALPHABET / BRIGHTON
- SAB 28 FEB / THE LANES / BRISTOL
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