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Interviste

Un viaggio nel mondo vintage e colorato di Mille

Sta lavorando al suo disco d’esordio; eppure, ha già ricevuto premi, riconoscimenti e tantissime soddisfazioni… un esempio? Ha cantato sul palco del concerto del Primo Maggio di Roma il suo ultimo singolo, ‘’Sì,Signorina’’, uscito solo poche ore prima, e tutta la piazza dopo l’esibizione la cantava già a memoria. Nel 2021 è tra le vincitrici di Musicultura, lo stesso anno riceve il “Premio della Critica Cesanelli” e l’anno dopo vince il contest 1MNext che la porta ad esibirsi davanti a più di 60 mila persone. 

Lunghi capelli rossi, stile inconfondibile, voce graffiante e presenza scenica da vendere: Mille ci ha conquistati. Sul palco è solare e vivace e la sintonia che riesce a creare con gli altri musicisti (che poi sono suoi cari amici) è evidente ed è bellissima, e questo rende il suo live piacevole, leggero e potente allo stesso tempo. 

La sua scrittura è ispirata ai grandi artisti italiani del passato e la sua voce e la sua musica rendono tutti i pezzi freschi e moderni: “uno sguardo al passato, in quanto sono fatta di quello che ho vissuto e ascoltato, ma con i piedi ancorati nel presente. Questa sono io e di questo sono fatte le canzoni che scrivo.” È così che Mille ci descrive chi è, e come crea la sua musica. Ha in programma un bel po’ di cose per quest’estate e il suo disco uscirà presto. Noi lo aspettiamo, e nell’attesa le abbiamo fatto qualche domanda!

Ciao Elisa! Prima di tutto complimenti per la vittoria del Contest 1MNext, meritatissima: Sì, signorina era stata pubblicata da poche ore e il pubblico del concertone dopo la tua esibizione la cantava già a squarciagola…

Ciao! E grazie per questa chiacchierata! Mi è scoppiato il cuore quando ho sentito il pubblico cantare la mia canzone. Guardare le persone divertirsi e cantare è stato uno spettacolo stupendo. Sono grata.

Com’è stata per te l’esperienza? E tu come stai?

Io sto al settimo cielo, ma con i piedi ben piantati a terra poiché ci sono tantissime cose da fare e che necessitano grande lucidità. L’esperienza al Concertone del Primo Maggio la porterò sempre nel cuore, e ha segnato la vita che riparte per me, per tutti.

Dopo questo primo step hai in programma un tour?

Ci saranno molti appuntamenti dal vivo, ci stiamo lavorando. Intanto martedì 20 maggio sono stata in piazza San Babila, proprio al centro della piazza, con la mia chitarra rosa e il 14 al Pierrot Le Fou di Roma. 

Tra te e i tuoi musicisti c’è intesa, supporto e sintonia, non è scontato ed è bellissimo che si riesca a notare anche senza conoscervi bene. Come vi siete ‘scelti’? Saranno loro ad accompagnarti in giro?

La musica è condivisione ed è un rapporto d’amore, se non scatta il colpo di fulmine non gira bene! Con me sul palco del concertone ha suonato la chitarra Zo Vivaldi e Moonet il basso, entrambi hanno un progetto artistico e sono super cantautori. Alla batteria Unbertoprimo, che è il mio migliore amico, il mio braccio destro nella scrittura e nella vita di tutti i giorni.

Le tue canzoni partono dalla scrittura del testo e poi arriva la musica o viceversa? Di solito hai bisogno di rimanere sola o chiedi pareri, consigli, modifiche anche a chi suona con te?

Generalmente mi risuona in testa un motivetto associato a delle parole. Parto da quello spunto e scavo dentro di me. Faccio fare le radici ai sentimenti che provo e quando sboccia il fiore lo colgo, e lo descrivo nella canzone. Il mio specchio è Davide aka Unbertoprimo, insieme a lui lavoro alla scrittura e alla produzione dei pezzi alla quale si aggiunge Alessandro Di Sciullo. Siamo una squadra e remiamo tutti nella stessa direzione.

Quando scrivi pensi anche già all’immaginario estetico e visivo del pezzo? Laurea in Scienze della Moda e del Costume a parte, è evidente che tu sia appassionata di moda, vintage, colori e ‘bellezza’!

L’immaginario estetico è una parte imprescindibile della canzone stessa, perché per me la musica è un contenitore: i miei sentimenti sono il soggetto e la melodia, i testi, l’immaginario estetico sono il mezzo per farli uscire fuori di me. Sono appassionata delle cose che amo, mi piace seguire quello che mi attrae indipendentemente se piace agli altri, deve piacere a me, prima di tutto, è uno dei modi che ho per farmi del bene.

Scrivere in italiano e scrivere in inglese: quali sono i punti di forza e di debolezza dell’uno e dell’altro per te? 

Scrivere in italiano non ha punti deboli, è meraviglioso e non ha rivali, nemmeno l’inglese che è considerata la lingua più musicale di tutte. La cosa più difficile non è la lingua secondo me, è stabilire quanto vuoi metterti a nudo. È più personale che artistica la questione.

Gino Paoli, Raffaella Carrà sono due nomi importantissimi della nostra storia, a cui pensavi durante la scrittura di Sì,Signorina. Io, però, sono curiosa di sapere se ci sono artisti di oggi che ti ispirano o che ti affascinano.

Mi affascina tantissimo Venerus, il suo magico mondo musicale è incantevole, inoltre sono rimasta piacevolmente colpita dal live di Rkomi, un treno. Amo poi Calcutta e i Baustelle.

Il lavoro al nuovo album come procede? La Radio e Sì, signorina ne faranno parte? Noi lo aspettiamo!

C’è il titolo dell’album, ci sono le canzoni, anche se ne sto scrivendo altre e la scaletta cambia. La Radio e Si, signorina ne faranno parte senz’altro! Non vedo l’ora.

Marika Falcone

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