Il ritorno dei My Chemical Romance in Italia ha finalmente una data! Mercoledì 15 luglio 2026, la Visarno Arena di Firenze ospiterà l’unico concerto italiano della band, attesa da anni dal pubblico.
MY CHEMICAL ROMANCE
The Black Parade 2026
15 luglio 2026 – Firenze, Visarno Arena
Biglietti > https://tidd.ly/3Ik8YaF
E su http://ticketmasteritalia.46uy.net/mcr2026
Biglietti in vendita da venerdì 26 settembre alle ore 12:00
L’ultima volta che i MCR avevano suonato nel nostro Paese, infatti, risale al 4 giugno 2022, quando l’Arena Parco Nord di Bologna li aveva accolti nell’ambito del reunion tour. Quella serata, che registrò il tutto esaurito, era stata la conclusione di un percorso accidentato: il concerto recuperava infatti le date inizialmente previste per il 2020 e il 2021, rinviate a causa della pandemia.
Con Firenze, i My Chemical Romance tornano a esibirsi in Italia dopo quattro anni, e a noi non resta che scoprire qualche dettaglio in più!
Nel pieno dell’estate fiorentina, quando le giornate sembrano non finire mai e la musica riempie l’aria della città, i My Chemical Romance torneranno in Italia per un unico, attesissimo concerto. L’appuntamento è per mercoledì 15 luglio 2026 alla Visarno Arena, all’interno del Parco delle Cascine, uno degli spazi più importanti per i grandi live e i festival nel nostro Paese.
Welcome to the Black Parade
Pubblicato il 9 ottobre 2006 come primo singolo estratto dall’album The Black Parade, Welcome to the Black Parade è diventato il brano più celebre dei My Chemical Romance e uno dei simboli assoluti della metà degli anni Duemila. Al momento dell’uscita raggiunse la prima posizione nella classifica britannica dei singoli, rimanendo per settimane in top 10 in numerosi Paesi, e con il tempo ha conquistato certificazioni che ne raccontano la portata globale: 7 volte disco di platino negli Stati Uniti, 3 volte in Regno Unito, oro in Giappone, Nuova Zelanda e Danimarca.
Il video ufficiale, firmato dalla costumista premio Oscar Coleen Atwood, è diventato un riferimento estetico per l’intera scena emo-rock, con l’iconica divisa nera che ancora oggi evoca un’epoca precisa nella memoria collettiva.
Gerard Way ha descritto la canzone come una riflessione sulla resilienza di fronte alla morte e alle avversità, un invito a trovare speranza anche nei momenti più oscuri. Nel testo, la fine della vita viene immaginata come una parata, metafora di un passaggio che non cancella il dolore ma lo sublima attraverso la memoria, la collettività e la condivisione.



























