EDITORS: reportage live e scaletta del concerto di Milano

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Se c’è una band che riesce ad entusiasmarmi come se fosse la prima volta, ecco quelli sono gli Editors. Mi sono finite le dita delle mani per contare quante volte li abbia ascoltati dal vivo, eppure questo gruppo, fresco di pubblicazione del nuovissimo album ‘Violence’ ha una milestone nel mio cuore rock che difficilmente può scalfirsi.

Ieri sul palco del Forum di Assago, unica data italiana per il tour in giro per l’Europa, la band composta da Tom Smith (lead vocals, guitar, piano), Russell Leetch (bass guitar, synthesizer, backing vocals), Ed Lay (drums, percussion, backing vocals), Justin Lockey (lead guitar) ed Elliot Williams (keys, synthesizer, guitars, backing vocals) ha suonato per un live di più di 2 ore, regalando un live adrenalinico ed intenso.

Apertura subito in levare, su di uno stage in cui luci strobo, forme geometiche fatte di led e autoriflettenti, disegnano giochi di luci e colori che condiscono l’atmosfera: su Hallelujah e subito A ton of love Smith si rivela in spendida forma e si comincia subito a saltare su Formaldehyde.

Molti i brani anche degli album precedenti, da In Dream a The Weight of Your Love, per poi passare sul finale anche a An End Has a Start, in un mix di brit rock che alterna colori e bui e che ha fatto la cifra stilistica del il gruppo inglese.

I 5 continuano il loro tour europeo, per poi approdare in USA a maggio, torneranno nel nostro continente in estate presenziando ai maggiori festival europei, Maifeld Derby, Pinkpop (tra il 15 e il 17 giugno), il 23 giugno all’EJEKT FESTIVAL e il 7 luglio al Barclaycard British Summer Time a Londra, insieme ai The Cure… ma potrebbe arrivare presto una data italiana, stay tuned!

EDITORS – scaletta del concerto di Milano – 22 Aprile 2018

Hallelujah (So Low)
A Ton of Love
Formaldehyde
Darkness at the Door
Violence
No Harm
Blood
Munich
An End Has A Start
In This Light and on This Evening
Eat Raw Meat = Blood Drool
Nothingness
Belong
Sugar
The Racing Rats
Ocean of Night
– – – – – – – – – – – –
No Sound But the Wind
Cold
Magazine
Papillon
Marching Orders

Foto di repertorio / Emanuela Bonetti

10 Responses

  1. Giacomo

    Interessante la recensione, sicuramente gli Editors avrebbero meritato un pubblico più numeroso ieri sera al Forum (non penso che arrivassimo alle 8.000 unità). Ma gentile Stefania, non maltratti così la nostra già di per se troppo bistrattata lingua.. “una milestone nel cuore”??? Uno “stage” (non vorrei dire, ma il termine palco ce l’abbiamo anche noi in italiano, eh)?

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    • Stefania Clerici

      Ciao Giacomo, concordo con te, troppe poche persone ieri sera: ultimo anello vuoto e al parterre non si arrivava al mixer. Peccato! Riguardo al mio stile con inglesismi, mi spiace non sia di tuo gradimento, sono consapevole dei miei limiti ma non si può piacere a tutti 🙂 Peace and Rock!

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  2. Guido

    Ciao Stefania, essere fan di un gruppo non dovrebbe influire sul giudizio del recensore.
    Nella mia modesta opinione:

    -acustica inaccettabile, rimbombo totale, strumenti indistinguibili l’uno dall’altro. Al punto che interi pezzi di canzoni erano assolutamente irriconoscibili.
    Quindi tecnici scadenti, perché Waters pochi giorni prima aveva un bel sound.

    -Voce sommersa dai.problemi di cui sopra,
    Poco incisiva, per me un’ottava sopra quella di studio, addirittura mi fa pensare a qualche aiutino elettronico nelle registrazioni.

    -band poco affiatata, poco interplay, ognuno per cazzi suoi in qualche frangente

    Sono rimasto veramente deluso al punto di andare via prima, poco mordente e noia terribile, audio spesso in feedback, si sentiva solo tump tump della batteria…

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    • Marinella

      Ah,beh,allora non soffro di allucinazioni…
      Un’ acustica così pessima compromette seriamente la riuscita di un concerto e il non riuscire quasi a riconoscere i brani per colpa di un’ accozzaglia di rumori,mi ha fatta incazzare non poco! Solo gli ultimi 3 brani hanno avuto una sonorità decente. Mi è spiaciuto perché Tom Smith si è speso molto e,egoisticamente,perché non li avevo mai sentiti dal vivo e mi sono sciroppata un discreto viaggetto.Ultima osservazione: i palazzetti dello sport non sono certo stati costruiti per i concerti,la cupola piatta fa rimbalzare i suoni e produce forti effetti di rimbombo

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        • Marinella

          Ciao,Stefania,ero in tribuna numerata A4 fila 3, cioè guardando il palco, sulla sinistra.
          Davvero un peccato…buona invece l’acustica al Fabrik (Stereophonics) e all’aperto (Firenze rock, Collisioni a Barolo l’anno scorso, ecc.)…spero altrettanto prossimamente a Milano per i Pearl Jam…

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    • Stefania Clerici

      Ciao Guido, grazie per il tuo commento e per aver condiviso il tuo punto di vista. Ti assicuro che nel parterre il suono arrivava bene, da dove hai assistito? L’acustica del Forum sicuramente non è delle migliori, a penalizzare gli Editors anche il loro impianto acustico: in locali e sale di medie dimensioni sarebbe anche ok, per i palazzetti su tribune e spalti potrebbe non essere abbastanza. Pargonare però lo SPETTACOLO di Roger Waters (leggi la mia recensione) ad un concerto degli Editors non lo trovo fattibile perchè sono due live totalmente diversi (Roger Waters aveva amplificatori a 360 e anche sugli anelli, Editors le due classiche casse a lato stage).

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  3. Sandro

    Purtroppo avete ragione. Acustica veramente non all’altezza. Nel settore c29 sembrava che le vetrate del Forum,venissero giù ad ogni basso. Mi sono fatto 800 km e sono rimasto veramente deluso.

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  4. Luca

    Io in tribuna difronte al palco a dire il vero non ho notato grossi problemi di acustica, invece volevo sottolineare la disponibilità del gruppo che prima di andare via alle 01.40 di notte è uscito dal Forum ed è venuto oltre i cancelli (nonostante i pullman fossero all’interno) a salutare la ventina di fans e fare foto autografi e 4 chiacchiere, il tutto su iniziativa di Tom…Mitico!!!

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  5. Massimo

    Qualche piccolo problema di acustica ai concerti degli editors li ho sempre notati, una volta è addirittura intervenuto tom! Mi è spiaciuto per l’assenza di canzoni per me importanti come honesty e smokers outside the hospital doors. Per il resto grandi e tom smith sul palco da sempre il cuore.

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