Foto di Andrea Ripamonti
I Sigur Rós hanno incantato il pubblico del Teatro degli Arcimboldi con uno spettacolo unico e maestoso, in cui la loro musica eterea si è intrecciata con una sinfonia di 41 elementi. Un’esperienza solenne e trascendentale, capace di trasportare gli spettatori in un viaggio sospeso tra introspezione e bellezza rarefatta.
La band islandese ha proposto i brani dell’ultimo album ÁTTA – pubblicato a sorpresa nel 2023 e considerato il loro lavoro più intimo e diretto – affiancati da nuove versioni orchestrali dei loro classici.
I 20 anni di Takk…
Non sono mancati i riferimenti a Takk…, disco amatissimo che nel 2025 celebra i suoi vent’anni e che rimane una pietra miliare della loro carriera e della storia della musica contemporanea.
Con i loro suoni celestiali, l’uso evocativo della lingua islandese e del Vonlenska, i Sigur Rós trasformano ogni concerto in un rito collettivo, capace di parlare al cuore con un linguaggio universale. Un live che resta inciso nella memoria, tra suggestioni sonore e pura spiritualità.
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SIGUR RÓS: la scaletta del concerto a Milano
SET 1
- Blóðberg
- Ekki múkk
- Fljótavík
- 8
- Von
- Andvari
- Starálfur
- Dauðalogn
- Varðeldur
SET 2
- Untitled #1 – Vaka
- Untitled #3 – Samskeyti
- Ylur
- Skel
- All Alright
- Untitled #5 – Álafoss
- Sé lest
- Hoppípolla
- Avalon






























Marco
11/09/2025 at 12:11
Potrei avere visto un concerto diverso… piuttosto monotoni gli arrangiamenti orchestrali (spesso inesistenti) assurda la pausa di quasi mezz’ora dopo soltanto 1 ora di spettacolo…zero dinamica…hoppipolla suonata quasi controvoglia e seguita dalla fuga dal palco…un biglietto pagato 115 euro per un teatro dove la seduta è più stretta di un volo Ryanair…
PS qui parla un fan che per vedere questo live è partito da Palermo alle 6.00 del mattino e dormito per terra in aeroporto dopo il concerto…
Mauro
13/09/2025 at 00:16
Non hai visto un altro concerto.. ho avuto anche io le stesse impressioni stasera a Roma e sono sicuro di non essere il solo, avendo ascoltato diverse persone all’uscita. Gli arrangiamenti piuttosto piatti. Non è mai emerso quel qualcosa in più che mi aspettavo essendo presenti 41 elementi orchestrali intorno. Pausa di mezz’ora eccessiva!
Mariano Cirino
13/09/2025 at 00:53
A Roma le poltrone erano molto più comode e la sala strepitosa. Io sono rimasto incantato