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Reportage Live

PAOLO FRESU QUINTET: un anno e mezzo dopo senza darlo a sentire

Prima data in concerto al Blue Note di Milano il 20 Dicembre 2021

Paolo Fresu Quintet
Paolo Fresu Quintet in concerto al Blue Note di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Articolo di Mattia Quirico | Foto di Andrea Ripamonti

Il quintetto più longevo della storia del jazz italiano ha da poco compiuto trent’anni. È risaputo che, nell’ambito del jazz, questo è un fatto più che eccezionale: Paolo Fresu Quintet, nato nel 1984 dall’incontro tra il trombettista sardo – allora ventitreenne – con il pianista Roberto Cipelli, prosegue il suo cammino in modo costante, sempre rinnovato, nell’alchimia di cinque personalità che non vedono esaurirsi gli stimoli reciproci.

Sul palco troviamo quindi:

  • Paolo Fresu alla tromba
  • Tino Tracanna al saxofono
  • Roberto Cipelli al pianoforte
  • Attilio Zanchi al contrabbasso
  • Ettore Fioravanti alla batteria
Paolo Fresu Quintet in concerto al Blue Note di Milano

L’esempio migliore della continuità prolifera del complesso si può trovare nella registrazione di cinque album pubblicati dall’autorevole etichetta “Blue Note” dal 2004 al 2008, seguiti dal doppio album registrato per la “Tuk”, casa discografica fondata dallo stesso Fresu.

Il repertorio del recente progetto-album Wanderlust è composto da vecchie e nuove composizioni del quintetto che riprendono il mood di album come “Ossi di Seppia” e “Ensalada mistica” pubblicati precedentemente per la Splasc(h) Record.

Nella musica del quintetto, il jazz moderno si mescola alla varietà melodica e cromatica del mediterraneo. L’atmosfera creatasi durante la serata del 20 dicembre al Blue Note di Milano è stata molto familiare: la storica amicizia che lega i musicisti era perfettamente percepibile. I suoni molto caldi e soffici, la tromba sempre in sordina quasi a simulare un flicorno un po’ più graffiante e il tenore scelto quasi sempre rispetto al soprano da Tino Tracanna, selezionati per l’interpretazione dei brani, hanno trasportato il pubblico in un viaggio attraverso la loro storia, raccontata anche in simpatici interventi tenuti dallo stesso Fresu in compagnia del sempre incalzante pianista Cipelli.

Paolo Fresu e Roberto Cipelli

Un’ottima parola per descrivere la serata è senz’altro “Amarcord”, termine creato dal celeberrimo regista Federico Fellini, che significa “mi ricordo”. Rimembranze che si palesano grazie anche alla scelta di eseguire il brano intitolato come il regista, “Fellini”, scritto da Fresu lo stesso giorno della sua morte, durante un viaggio da Firenze a Bologna, in un periodo in cui, percorrendo quella tratta, si aveva anche il tempo di dedicarsi alla composizione.

Clicca qui per vedere le foto del concerto Paolo Fresu Quintet al Blue Note di Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

Paolo Fresu Quintet
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