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Reportage Live

NIGHTWISH + Beast in Black: il racconto e le foto del concerto di Milano

A noisy pyro dialogue between Human and Nature.

Articolo di Jennifer Carminati | Foto di Federico Buonanno

I Nightwish presenteranno dal vivo i brani del loro nono album ‘Human. :II: .Nature’ pubblicato nella primavera del 2020 e che ha dovuto attendere oggi martedì 6 dicembre 2022 per essere proposto al pubblico italiano in questa nuova e insolita location a Milano: la Fiera Milano City presso il Padiglione 0 (zero).

In apertura si esibiranno due band di tutto rispetto: Turmion Kätilöt e Beast In Black.

Abito a Milano dal 2009, ho visto decine di concerti e non ho mai sentito nominare questa location per cui mi son dovuta googleare il percorso più veloce per arrivarci con i mezzi (comodissima la fermata M5 Portello) ed eccomi arrivare post ufficio piuttosto trafelata alla ricerca disperata dell’ingresso; a dir la verità, mi viene piuttosto facile identificarlo dalla fila kilometrica presente ancor prima dell’apertura delle porte. Una volta entrata non riesco con esattezza a stimare quanta gente effettivamente sia presente e fino alla conclusione della performance dei gruppi di supporto, sarà difficile dirlo. Il Padiglione 0 è una location enorme e sembra quasi vuoto per almeno le prime due ore dal mio arrivo, ma è solo un effetto ottico ovviamente dovuto alla dimensione del luogo, alquanto dispersivo. Nonostante l’attesa snervante agli ingressi e i pilastri posti qua e là a coprire la visuale, il pubblico è caloroso sin dall’inizio e si fa sentire, accogliendo e supportando a gran voce tutte le band che si esibiranno sul palco.

Sono quasi le 19 quando i Turmion Kätilöt aprono la serata. Band industrial metal finlandese di Kuopio, fondata nel 2003 da MC Raaka Pee alla voce e Bobby Undertaker alla chitarra, gli unici due membri del gruppo; nei concerti vengono affiancati da Spellgoth, Master Bates, RunQ e DQ rispettivamente alla voce, basso, tastiera e batteria.  Provocatoria la loro estetica con il corpse paint , ormai talmente un uso di massa da perdere totalmente di originalità, e un outfit alquanto improbabile (guardare le foto del collega Federico per credere). Con nove album all’attivo (l’ultimo ‘Global Warning’ uscito nel 2020 per Nuclear Blast) ne hanno di materiale da cui attingere per la setlist di questa sera. Il loro è un miscuglio abbastanza riuscito di industrial e black/death metal. La scelta della lingua madre dà luogo a risultati altalenanti nella riuscita dell’esibizione oltre che nel cantato che varia tra lo scream ed il grow, e risulta sicuramente penalizzato da questo handicap della lingua. Non tutti possono permettersi di fare quello che fanno i Rammstein, lo sappiamo bene e lo sanno pure loro che sono autoironici all’ennesima potenza, è palese. Il loro approccio è spregiudicato, danzereccio e assolutamente casinaro, e nella mezz’ora a loro disposizione ci regala indubbiamente momenti divertenti senza troppe pretese, alla party hard tonight. E sul loro “Ciao Belle” ci salutano lasciandoci indubbiamente il sorriso sulle labbra e quell’unz unz tamarro misto Burzum che risuona nelle orecchie.

Continuiamo quindi la serata con i Beast In Black, la grintosa band power metal di Helsinki nata nel 2015 e spesso in giro in compagnia degli headliner, che domina il palco con le sue tastiere e la voce potentissima del cantante greco, il frontman Yannis Papadopoulos, apprezzatissimo dai fans italiani come anche Anton Kabanen nome ormai noto nella scena metal per la sua militanza anche nei Battle Beast. Il quintetto si mostra davvero coinvolto e divertito, permettendo ai fan presenti di farsi sentire e accompagnare con cori entusiasti la loro setlist sbattutaci in faccia con una grinta estrema. Brani come l’opener “Blade Runner”, “Beast in Black”, “Die by the Blade” e “Blind and Frozen” conosciutissimi e apprezzatissimi per citarne alcuni, scatenano le prime file di metalheads e non solo. Dopo 30 min di esibizione si alza un boato tra la folla che a gran voce li incita a continuare in questo show tiratissimo e davvero molto sentito. “End Of The World” sancisce la fine dopo 45 min di puro intrattenimento e ora li aspettiamo a febbraio 2023 per la loro prima data da headliner in territorio italiano.

Questi due anni trascorsi dall’uscita di ’Human. :||: Nature’ hanno permesso di assimilare e far propri i contenuti di questo disco che tra alti e bassi ha saputo portare a casa un discreto risultato tra gli adulatori del combo finlandese e anche a chi si è approcciato di recente a questa band nata nel 1996 a Kitee, in Finlandia, dall’incontro tra Tuomas Holopainen (chitarra acustica) e la cantante d’opera Tarja Turune, sostituita dal 2012 dall’olandese Floor Jansen. Per un ascoltatore medio è un assai ostico questo loro lavoro, lo ammettano anche i seguaci fanatici della band per cortesia: l’obiettivo di traslare in musica scenari assai suggestivi non è sempre raggiunto e i brani che risultano di gran lunga più evocativi a livello sensoriale rispetto ad altri, lo fanno a discapito di una durata al limite dello sfinente, per dirla con un eufemismo, stancano. Il contenuto dell’album è riassunto nel titolo stesso: il rapporto tra uomo e natura, rappresentati con i rispettivi simboli appartenenti alla scrittura cuneiforme sumera e assira sulla copertina. Questa sera ci aspetta quindi un viaggio musicale tra questi due elementi per cui siamo contenti di partire senza dubbio, ma con quel briciolo di titubanza che ti fa pensare: avrò fatto bene a prendere il biglietto?

Partiamo dunque, a dopo per trarre le giuste conclusioni.

Nightwish in concerto a Milano, foto di Federico Buonanno per www.rockon.it

Sono le 20.45 quando i Nightwish entrano sul palco: al centro troneggiano le tastiere del mastermind Tuomas Holopainen, alla sua destra abbiamo la batteria rialzata di Kai Hahto mentre alla sua sinistra c’è la postazione di Troy Donockley con i suoi vari strumenti a fiato e non solo pronti all’uso; in prima linea abbiamo l’ inossidabile Emppu Vuorinen alla chitarra, la new entry Jukka Koskinen al basso e la valchiria Floor Jansen alla voce, neanche a dirlo. Sul fondo del palco abbiamo un enorme maxischermo che proietterà per tutta la durata del concerto immagini e video che accompagneranno la musica della band. Inoltre, fuochi e pyros di tutti i tipi, uno show a tutti gli effetti al quale i nostri devo dire ci hanno abituato in sede live ma non era scontato, visto anche il cambio di location., dal forum gremito di qualche anno fa a questo padiglione non era lecito aspettarsi nulla di tutto ciò.

I Nightwish cominciano il loro show senza farsi troppo desiderare, partendo subito con il singolo “Noise”, tastiere appariscenti, sezione ritmica cadenzata e linee vocali principali e corali che fanno del pezzo un collage di elementi non troppo riuscito. Il lavoro testuale è incentrato sulle insidie che la tecnologia nasconde spesso agli occhi dell’uomo con il rumore di fondo che annebbia le menti, ma anche le loro a quanto pare, con un ritornello ripetuto troppe volte, davvero troppe. Come prevedibile la setlist si incentra principalmente sul loro ultimo album in studio dal quale ci proporranno altri quattro pezzi: la rabbiosa e dissonante “Tribal”, la folkeggiante “Harvest” che vede come protagonista Troy, sia nel cantato che con cornamusa, fiati, chitarra; un’emozionante versione acustica di “How’s the Heart?” che ci ricorda l’importanza dell’empatia e del prendersi cura dell’altro nella società di oggi sempre più incentrata sul noise di cui prima. E circa a metà serata i nostri ci proporranno “Shoemaker”, pezzo ispirato e ben riuscito in cui l’intercedere sublime della Jansen in strofe simili ad una fiaba in un pathos crescente. Chiusa affidata alla citazione di un passo di Romeo & Juliet e il cantato operistico di Floor per chiudere il brano a mio parere meglio riuscito anche in sede live.

Come già detto faranno un uso (o forse abuso) massiccio di effetti pirotecnici e fuochi che scalderanno la temperatura e gli animi del pubblico, in tutti i sensi. L’intero concerto si svolge con un’alternanza molto equilibrata tra i nuovi e i vecchi pezzi: immancabile il classico “Nemo” in cui Floor Jansen ha saputo regalare emozioni paragonabili a quelle che solo Tarja sapeva fare.

L’esibizione nel suo complesso conferma l’ottimo stato di salute della band, la quale non vuole fare certo passi falsi in questa sede e ci propone un’infilata dei propri cliché più rodati in “Élan” con la sua melodia graziosa di thin whistle e di piano con una Floor che sa essere morbida e mite in un ritornello che vi rimarrà in testa (volenti o nolenti come la sottoscritta).

Nightwish in concerto a Milano, foto di Federico Buonanno per www.rockon.it

Tuomas Holopainen, il mastermind nella sua veste di tastierista rappresenta un punto fermo e imprescindibile del combo finnico, ci regala sorrisi e tecnica come non ci fosse un domani; insieme a lui, a tener banco, anzi palco dovrei dire, l’impeccabile Troy Donockley, davvero superbo, sia nel suonare i vari strumenti a sua disposizione che nei duetti con Floor, valchiria dalla voce inscalfibile e dalla presenza scenica oltre che interpretazione degne di nota. La cantante sembra aver trovato finalmente la sua dimensione, sebbene la speranza di vederla alla prova su maggiori parti operistici sia ormai svanita. Tecnica, potente e carismatica, che altro volere di più? Basta paragoni con Tarja please, non hanno senso di esistere, al pari di chi dice “non sei come la mia ex!”, e menomale! rispondo io. 

Luci puntate sul mastermind, inizio intimo quasi delicato, pathos crescente fino all’inserimento a spron battuto di Floor per l’indimenticata (e interminabile)  da ‘Once’ del 2004 “Ghost Love Score” pezzo da novanta nella performance; uno dei pezzi più toccanti ed emotivi mai scritto dai Nightwish, dove a livello sonoro la componente sinfonica prende il sopravvento su tutto.

Gran finale con “The Greatest Show On Earth“ in cui il livello di coinvolgimento emotivo di tutta la platea raggiunge un ulteriore apice. Floor intona la prima sezione del brano mentre dietro di lei scorrono immagini di animali marini a ricordare l’origine della vita; si cambia registro con la comparsa di boschi in fiamme e distruzione fino a terminare con esplosioni nucleari. A suggellare il momento gli onnipresenti fuochi&fiamme e il monito, per tutti noi, su video scritto a caratteri cubitali oltre che cantato, a ricordarci che: we were here…

Un finale decisamente d’effetto, in tutti i sensi.

Durante gli ultimi minuti, assistiamo ai calorosi saluti dei fan ai Nightwish, che tornano sul palco e con un inchino si congedano dal pubblico che entusiasta gli dà il giusto tributo per la performance spettacolare che ci hanno regalato questa sera. Nessun encore, ma va bene così, perché dopo un finale di questo livello che altro vuoi aggiungere? non avrebbe avuto nessun senso.

A mio personale parere, ma credo possa essere condiviso da altri non fanatici della band, il limite principale del combo finnico è riuscire a far convivere le tante anime che ne compongono il sound magniloquente, che include momenti più tirati e altri decisamente molto orecchiabili e ritornelli estentuanti, a confermare il successo mainstream che questa band ha raggiunto negli anni con la loro prolifica carriera. La loro attenzione ossessiva alle melodie ormai suona come mero auto-plagio e questo credo sia il motivo per cui resta (alla sottoscritta sicuro) un po’ di amaro in bocca uscendo dalla location e tornando ad immergerci in questa Milano fredda e plumbea pronti ad affrontare finalmente qualche giorno di riposo dal noise grazie al ponte di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata.

Ricordate cosa vi avevo detto a inizio recensione di questo live? Direi che siamo stati contenti di aver preso il biglietto per questo viaggio musicale, anche se personalmente non usufruirei dell’offerta al 50% sul secondo per un’altra data, ma come sapete sono avvezza ad altri ascolti. Cedo volentieri il mio ticket a chi ama davvero questa band, De gustibus non est disputandum.

Clicca qui per vedere le foto dei Nightwish in concerto a Milano o sfoglia la gallery qui sotto

Nightwish

NIGHTWISH – la scaletta del concerto di Milano

Noise
Storytime
Tribal
Élan
7 Days to the Wolves
Dark Chest of Wonders
Harvest
I Want My Tears Back
Nemo
How’s the Heart? (Acoustic)
Sahara
Shoemaker
Last Ride of the Day
Ghost Love Score
The Greatest Show on Earth

Written By

Bergamasca nell'animo, Milanese d'adozione. Di giorno Ingegnere di sera mi trovate con una birra in mano ad un concerto rock o metal. Amo camminare e visitare città che non conosco. Mi piace leggere e ovviamente ascoltare musica, immancabile sottofondo delle mie giornate. Per me essere Rock è una filosofia di vita. I'm hard on the outside but soft on the inside, come un tortino al cioccolato con cuore fondente, of course.

10 Comments

10 Comments

  1. Giuseppe

    07/12/2022 at 16:25

    se non ti piacevano che sei venuta. a fare?? per poi fare l’articolo critico. il concerto di ieri è stato stupendo… gli effetti sono una cosa bella…i nightwish sono una band d’effetto… di impatto…. creano scene oltre che musica e ci riescono alla grande. a chi non piacciono ste cose ci sono sempre i blur da andare a vedere. floor jansen attualmente è tra le migliori voci al mondo… è stata fantastica ci ha stregato tutti …nonostante poco tempo fa sia stata operata per una neoplasia.

    • Barbara

      08/12/2022 at 07:30

      Pienamente d’accordo Giuseppe. Concerto fantastico, tutti in gran spolvero, Floor Jansen meravigliosa, caspita è stata operata a fine ottobre e il 20 novembre è partito il tour, ho è veramente un’artista di un livello pazzesco. Ero con mio marito che non è certo un fan del genere ma anche lui non faceva altro che ripetere questa donna è un fenomeno! Talenti simili io sinceramente non ne vedo tanti in giro. L’unico neo semmai è stato proprio la location, artisti come questi si meritano ben di meglio soprattutto come acustica, altro che il padiglione 0. Comunque, per me è stato un concerto fantastico, indimenticabile.

    • Santo

      08/12/2022 at 10:33

      L’unico neo l’acustica del padiglione

  2. Guido

    08/12/2022 at 10:02

    Come appassionato di Progressive Rock e Hard Rock/Heavy Metal devo invece dire che a me lo Show dei Nightwish è piaciuto davvero tanto e non ho trovato momenti di stanca. Concordo invece con le critiche all’ultimo album dei Nightwish, soprattutto per via del secondo disco orchestrale che mi è parso poco significativo. Immagino che sia costata parecchia fatica al buon Tuomas comporre ed arrangiare quelle parti orchestrali (ma certamente si sarà fatto aiutare dal solito Pip Williams), ma il risultato lascia perplessi. Ma tornando invece allo show devo dire che è stato davvero eccezionale. Ho visto tutti i musicisti in gran forma e anche Flooor Jansen, nonostante i suoi problemi di salute che ora costringono il gruppo ad annullare le prossime date in Asia, è stata impeccabile e trascinante. Il sound era ottimo e gli effetti visivi molto coinvolgenti. Quello di Martedì scorso rientra sicuramente tra gli show migliori che abbia mai visto in vita mia. E’ un peccato che l’evento non fosse stato promosso come si deve (nemmeno un riga sul Corriere della Sera o su ViviMilano che lo annunciasse tra gli eventi in programma, una vera vergogna culturale!). Probabilmente a ciò hanno contribuito anche i due rinvii causa COVID – prima dal 2020 al 2021 e poi dal 2021 al 2022 – e il cambio di location avvenuto nelle ultime due settimane.
    Peccato perchè, vista l’enorme capienza della nuova location, se avessero riavviato la promozione dello show con annunci e articoli avrebbero potuto raccogliere anche il doppio del pubblico, il cui numero massimo era stato tarato sulla capienza della vecchia location (Lorenzini District) certamente più piccola rispetto al gigantesco Padiglione 0 della Fiera MIlanoCity. Comunque uno show straordinario che rimarrà a lungo nella mia memoria.

  3. roberto maroni

    08/12/2022 at 11:15

    Ghost Love Score è una pietra miliare del metal, la versione di Floor è stata sublime, un mix di tecnica e di potenza, veramente indimenticabile..

  4. Fabio

    09/12/2022 at 05:21

    Difficile non mettere la Jansen nella stessa galassia di Tate, Mercury, Barnes, Cornell, Kennedy, Gillan, Bolton… Insomma il Gotha del cantato rock, con la precisazione che solo il Tate del suo Prime (84-88) e Jimmy Barnes a mia memoria non hanno evitato alcun passaggio al limite durante il live. E basta solo questo a rendere unico un tale concerto, a cui non do’ un 10 solo perché Sleeping Sun, The islander e Dead Poem’s boy non dovrebbero mai mancare in alcuna set list mondiale (ma anche gli Alter Bridge si dimenticano di Broken Wings). Prestazioni live così son talmente rare in tempi di basi elettroniche e falso cantato che la vera domanda é: c’è ancora spazio per chi osa dal vivo?

  5. roberto

    09/12/2022 at 09:11

    come si fa a critica i night…nel panorama mondiale di oggi chi fa musica?? grande concerto.. meriterebbero una locazione migliore e un pubblico degno, ma siamo in italia, vista la qualità dei giornalisti che commentano e la distribuzione radiofonica imbarazzante non mi meraviglio.

  6. Fabio

    09/12/2022 at 19:16

    Certa gente dovrebbe starsene a casa: il miglior concerto a cui io abbia assistito: band super, voce incredibile, spettacolo super. 10 e lode!!!

  7. Moris

    12/12/2022 at 20:56

    Premetto che sono andato al concerto prendendo il biglietto all’ ultimo secondo, conoscevo i Nightwish per i pezzi ‘classici’, ma fino a pochi giorni prima non avevo mai sentito Shoemaker per esempio…dopo averla ascoltata live è diventata una delle mie canzoni preferite, Floor Jansen ha una voce più unica che rara, mi dispiace sinceramente per chi è rimasto impassibile davanti a una performance del genere, consiglio di andare a vederli a tutti quelli che hanno un’ anima

  8. Vladimir

    15/12/2022 at 16:16

    Bellisimo concerto, i Nighwish in gran forma. Peccato per la location, l’acustica era davvero pessima. Ma non è ovviamente colpa della band ma di questo paese vecchio e disperato che non ha nemmeno una degna location per i concerti ornai neanche a Milano, nonostante il 99% dei concerti si fermano tutti solo a Milano su tutta l’Italia. Non capisco le critiche rivolte alla band di chi ha scritto l’articolo. Partendo dal presupposto che non ti piacciono molto, e non li segui abbastanza, però ti senti in dovere di criticare non solo una loro ottima esibizione, ma persino un loro disco in studio. Mah…

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