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Reportage Live

Nel Multiverso dei MOTORPSYCHO: reportage del concerto di Torino

Articolo di Umberto Scaramozzino

l 17 maggio 2022 i Motorpsycho tornano all’Hiroshima Mon Amour di Torino, a due anni e mezzo di distanza dall’ultimo passaggio. Sarà che nel frattempo sembra sia passata qualche era geologica, ma dal mormorio generale che si intensifica a mano a mano che si avvicina l’inizio dello show, si intuisce grande fervore.

Con i Motorpsycho ogni esibizione è una storia a sé. E trattandosi di una band così complessa, ispirata, sfaccettata e dedita al proprio lavoro, ognuna di esse è una storia originale e degna di essere raccontata. Guardare le scalette delle altre date del tour è assolutamente inutile, dato che ogni show varia dai precedenti per durata, intensità e selezione musicale. Avete presente il Multiverso? Quello che ha invaso il Marvel Cinematic Universe di recente? L’ipotesi che esistano infiniti mondi paralleli, coesistenti fuori dal nostro spaziotempo. Ecco, seguire la band norvegese in tour è come attraversare il multiverso dello psych rock e trovarsi ogni volta in una dimensione diversa. Quella dell’Hiroshima, in particolare. si configura subito come realtà magnetica, stralunata e dal grande impatto.

L’avvio è affidato agli irresistibili riff di “The Waning Pt.1 & 2”,  dall’ultimo album in studio “Kingdom Of Oblivion”. L’attenzione, come sempre, viene immediatamente catturata dal doppio manico del frontman Bent Sæther, che suona chitarra e basso, che è mancino ma monta le corde da destrimano, che, insomma, fa quello che gli pare e fa sembrare tutto regolare e semplice. Tocca poi a “The Crucible”, forse la traccia più memorabile dell’omonimo album del 2019: una monumentale suite di venti minuti, dal sapore nostalgico per il progressive degli anni settanta.

Il concerto procede a ritmi galoppanti, finché i Motorpsycho non decidono di disorientare i propri fan, con una disinvoltura quasi innaturale: a spezzare la scaletta in due c’è “Feel”, stupenda ballata acustica che fa rallentare i cuori. I battiti cardiaci sono più regolari, ma più forti e rumorosi. C’è giusto il tempo di mettere via questo momento di emozione e ritrovarsi di nuovo spaesati dai complessi ritmi jazz di “Upstairs-Downstairs”.I quattro personaggi dalle tinte oscure si muovono sul palco con maestria, stagliati su uno sfondo che ricorda la pellicola. Quella consumata da graffi e bruciature di sigaretta e proprio per questo terribilmente affascinante.

Durante “Starhammer” la performance in scena sul palco dell’Hiroshima inizia a trasformarsi in un trip di rara bellezza. In un continuo rimando cinematografico, sembra di assistere ad un film in stop-motion, ma con una velocità di riproduzione raddoppiata, triplicata. L’impianto luci, strutturato per aggredire la vista della platea di pari passo con il muro di suono creato dalla band, dà l’illusione di movimenti plastici ma in una successione dalla folle rapidità. Ed ecco emergere con grande personalità il membro più recente della formazione: Tomas Järmyr, batterista dei Motorpsycho dal 2017. Il nuovo membro è un virtuoso svedese che ha studiato al Conservatorio Jazz di Trondheim, la città della band, e vanta una militanza negli Zu, storica band sperimentale romana. Tomas è anche il più giovane del combo e, avendo ben dieci anni in meno del precedente batterista, ha potuto aggiungere grande freschezza ed energia, soprattutto dal vivo. Guardarlo percuotere piatti e pelli è uno spettacolo unico.

Al momento dell’encore, ancora frastornati dalla botta psichedelica, è inevitabile chiederselo: il viaggio nel multiverso dei Motorpsycho, ci ha condotti al finale sperato? Sarà scontato, ma molte persone all’Hiroshima richiedono – talvolta sommessamente, talvolta urlando – che la band regali “Vortex Surfer”. Ed eccoci al lieto fine, perché è proprio con questo capolavoro che i Motorpsycho concludono maestosamente la loro tappa torinese, forse la più breve del mini-tour italiano, ma sicuramente una delle più intense.

MOTORPYSCHO – la scaletta del concerto di Torino

The Waning Pt.1 & 2
The Crucible
Lacuna/Sunrise
Running With Scissors
Ship of Fools
Feel
Upstairs-Downstairs
Like Chrome
The Tower
Starhammer
Plan #1
Vortex Surfer

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