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Reportage Live

“La vita si può capire solo all’indietro, ma si vive in avanti.” – MC50 in concerto a Milano

Articolo di Matteo Pirovano | Foto di Davide Merli

Per capire gli MC5 dobbiamo riavvolgere il nastro e tornare alla notte di Halloween di 50 anni fa.
In quella notte 5 ragazzi poco più che adolescenti, coadiuvati dall’attivista politico John Sinclair,
invasero il Grande Ballroom, storico locale di Detroit, per registrare quello che, molti anni più tardi, verrà riconosciuto da tutti i critici come uno degli esordi più devastanti di tutti i tempi.
Un album registrato interamente dal vivo per incanalare quell’energia che uno studio di registrazione avrebbe inevitabilmente disperso.
Gli MC5 stavano facendo la rivoluzione ma il mondo se ne sarebbe accorto solo molto più tardi.
I loro testi erano scomodi, la loro musica eccessiva. Ciò nonostante l’Elektra credette in loro poggiando le fondamenta sulle quali, qualche anno più tardi, sarebbe nato Il punk che attinse a piene mani dal lavoro di Wayne Kramer, scavando nelle esplicite elegie di Tyner e in tutta quella scena cittadina in fermento che Iggy Pop e i suoi Stooges riuscirono a elevare commercialmente.
Essere i primi però non sempre aiuta perché il mondo potrebbe inevitabilmente essere impreparato.
Lo stesso Lester Bangs, storica penna dell’epoca, non lo capì stroncando album e band in una delle sue recensioni.

Dopo cinquant’anni di battaglie, dipanandosi tra problemi di droga, entrate e uscite dalla prigione e morti premature di compagni di avventura, Wayne Kramer è riuscito a farcela, allestendo un tour celebrativo per le cinque decadi di vita di quella scheggia impazzita che fu ed è Kick out the jams.

Per farlo ha formato una super band composta da musicisti di assoluto spessore e, in primis, veri e propri fan della band di Detroit.

In questa leg europea i compagni di avventura di Kramer sono Marcus Durant (Zen Gerrilla), Billy Gould (Faith No More), Brendan Canty (Fugazi) e Kim Thayil (Soundgarden).

MC50

Con una band del genere il risultato non poteva che essere entusiasmante e tecnicamente ineccepibile.
E’ davvero difficile parlare dei singoli pezzi. Il concerto è stato un unico gigantesco highlight sparato senza fronzoli e senza pause, dall’iniziale Ramblin’ Rose (con Kramer alla voce) sino alla chiusura di main set con l’emblema del garage rock Call Me Animal. L’album viene eseguito “front to back” pertanto la title track, il vero inno generazionale degli MC5 da tutti atteso, viene sprigionato dalle chitarre di Kramer e Thayil già a inizio concerto con il risultato curioso di avere la sensazione di assistere a uno show “suonato al contrario”. La band si diverte e diverte. Il drumming di Canty non conosce soste, abilmente sostenuto da un Billy Gould che suona con l’entusiasmo tipico di chi si sta confrontando con i propri idoli adolescenziali.
Le chitarre di Kramer e Thayil viaggiano supersoniche attraverso gli anni suonando maledettamente attuali.

Lo show è esattamente ciò che doveva essere, un doveroso tributo, una festa.
Kramer vorrebbe avere centinaia di mani per poterle stringere a tutti i presenti.
Non parla moltissimo ma lo fa con la sua musica, diretta come un pugno in faccia.

Dopo l’unica, brevissima, pausa di serata c’è ancora tempo per un bis di tre pezzi composto da Sister Anne, la ballad Let Me Try e l’hendrixiana Looking At You che contiene uno dei riff di chitarra più intensi e roventi di tutti i tempi.

Una nota a margine va spesa per la vera star della serata, Kim Thayil.
Tutta la prima fila indossava maglie dei Soundgarden e all’uscita c’era la coda di ragazzi con i vinili della band di Seattle in mano in attesa di essere autografati. L’augurio che faccio a Kim è di ritrovare presto nuovi stimoli artistici perché il panorama musicale non riesce e non deve rinunciare anche a lui così presto.

MC50 – La scaletta del concerto di Milano

Ramblin’ Rose
Kick Out the Jams
Come Together
Motor City Is Burning
Rocket Reducer No. 62 (Rama Lama Fa Fa Fa)
Borderline
I Want You Right Now
Starship
Tonight
Gotta Keep Movin’
Baby Won’t Ya
I Can Only Give You Everything
Call Me Animal

Encore:
Sister Anne
Let Me Try
Looking at You

Written By

Nasco il giorno di San Valentino del 1978, e forse proprio per questo sono, da sempre, un nostalgico romantico. Apro per la prima volta gli occhi a Genova, ma non riesco a definirmi Genovese a tutti gli effetti pur essendole visceralmente legato. La mia vita è stata vissuta al confine tra la provincia ligure e quella Alessandrina, mi piace considerarmi un apolide della collina. Appassionato di musica sin dalla giovanissima età, cresciuto tra i dischi dei miei, diviso tra Black Sabbath e Led Zeppelin, seguo la musica da sempre. Sono ormai più di vent'anni che coltivo la passione dei concerti, una delle poche a non essere mai calata nel tempo. Sono un Vespista e un Jammer, chi ha una di queste due passioni sa cosa esse significhino. Nella vita lavorativa mi occupo di tutt'altro, le mie passioni sono la mia linfa e la mia energia, sono ciò che riempiono quel bicchiere che, per mia fortuna, riesco sempre a vedere mezzo pieno.

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