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Reportage Live

Il Rocky Horror Show travolge gli Arcimboldi di Milano

Don’t Dream It. Be It

Grande successo al Teatro degli Arcimboldi di Milano per il Rocky Horror Show, alla sua prima data italiana del tour 2022, che in questa edizione vede la regia di Christopher Luscombe e, nel nostro paese, un narratore milanese, londinese di adozione, Stefano Guerriero.

La fantascientifica e meravigliosa creatura di Richard O’Brien sta per compiere 50 anni, ma non smette di travolgere, coinvolgere ed attirare a sé nuovi adepti (o vergini che dir si voglia). Uno spettacolo nato negli anni del glam rock, quando acronimi come lgtbq+ ancora non esistevano, precursore quindi di tematiche che sono di forte attualità. Qual è il suo segreto? Difficile dirlo. È divertente, dà leggerezza, coinvolge, fa riflettere ed ha un messaggio forte e senza tempo: Don’t Dream It. Be It.

Tanta l’attesa nella sala gremita da transilvani (e non), tra sorrisi, lustrini, calze a rete, camici verdi e … foto su foto per immortalare il momento. Quel tipo di mood che fa presagire una serata all’insegna dell’audience participation che, chi conosce il rocky lo sa, è parte integrante e fondamentale dello show. Puntuale, minuto più minuto meno, vediamo entrare sul palco la mascherina sexy che vende sigarette e caramelle (le labbra rosse, nella versione cinematografica) che con Science Fiction, Double Feature dà il via allo show e… sipario!

Le vicende della coppia di fidanzatini, Brad Majors (Asshole!) e Janet Weiss (Weiss!) che, nel recarsi ad annunciare le loro nozze al loro ex insegnante Dott. Scott (“Uh!”), si imbattono nel castello del diabolico scienziato Frank ‘n Further, abitato da inquietanti personaggi (tra cui spiccano il servitore Rif Raf, sua sorella Magenta e la groupie Columbia), si svolgono principalmente su tre scene.

Il luogo in cui ha inizio la storia, ovvero il sagrato della chiesa davanti alla quale Brad chiede a Janet di sposarlo, sembra preso da un libro di fiabe per bambini, colori tenui, forme tondeggianti: siamo nella loro favola, ma ben presto accadrà qualcosa che stravolgerà per sempre le loro vite. Il suono è perfetto, la voce di Janet buca il soffitto, la loro mimica e gestualità impacciate coinvolgono per simpatia.

Già dalle prime battute si capisce che il pubblico c’è, interviene in maniera precisa e puntuale. [Ma se non sapete di cosa sto parlando, non vi preoccupate! Sul sito ufficiale potete trovare The Virgin’s Guide e tanti tutorial in rete! Oltre ovviamente rivolgervi a transilvani navigati che saranno lieti di introdurvi!].

Illuminati dalle torce dei telefoni, tenendo le note di There’s a light Over at the Frankenstein place e coperti da fogli di giornali per ripararci dalla pioggia [tranquilli, il kit con il necessario è disponibile in teatro], ci imbattiamo in Rif Raf, cui la sala riserva un’accoglienza da stadio! Volenti o no, Rif Raf e Magenta ci fanno entrare nel castello. Siamo nel salone, che ha i toni del rosso, sovrastato da una cornice a forma di pellicola cinematografica, che lascia intravedere i musicisti (il RHS è suonato dal vivo!) in un piano posto in alto.

Il tempo di goffi convenevoli e… it’s Time Warp! Non c’è il timore di guardarsi intorno per capire se alzarsi o meno, tutti in piedi e coreografie nei corridoi da parte di veri esperti, mentre il bimbo seduto a fianco a me, sorridente e incuriosito, cerca di capire cosa sto e cosa stiamo facendo!

L’energia è palpabile… così come la sensualità che emana Frank al suo ingresso: alto, voce potente, muscoloso, ma dalle movenze sensuali e raffinate. Magnetico, mentre calca la scena e si presenta su Sweet Transvestite, avvolto in fasci di luci rosse e rosa intenso. Le luci sono un elemento fondamentale dello show, non sono illuminano e portano l’attenzione, ma sono anche artefici. Infatti (siamo ora nel laboratorio e sala di controllo) è da giochi di neon color carioca sprigionati da un’immagine di uomo vitruviano che nasce lui, Rocky, la creatura di Frank. Rocky è l’amante perfetto, ubbidiente e muscoloso, che scombinerà però tutti gli equilibri (o pseudo tali) dei protagonisti. Si chiude la prima parte, con il rock scatenato di Hot Patootie, Bless My Soul, con l’arrivo di Eddie (Shhh!), di cui Columbia è innamorata.

La ripresa è all’insegna dell’inganno, del desiderio, del sesso, della scoperta di nuove emozioni per i nostri protagonisti. L’ invocazione di Janet con Touch-A-Touch-A-Touch Me, datata, ricordiamoci, 1973, è quanto di più sincero, attuale e liberatorio da sovrastrutture ci possa essere, sovrastrutture con cui ancora oggi ci confrontiamo.

Le cose non vanno come vorrebbe Frank, che si è divertito sì, con gli “umani”, ma il suo Rocky non si comporta come lui vorrebbe. L’ arrivo del Dott.Scott (Uh!) scombussola ulteriormente e riporta tutti nella sala del castello, in cui assistiamo a divertenti gag di parole e gesti e ad una performance di Columbia che lascia a bocca aperta per la gestione della scena, recitazione ed estensione vocale.

Ci si avvia al gran finale. L’ interpretazione di I’m going home da parte di un nostalgico Frank è così intensa, da creare in sala una tensione emotiva che avvolge. La bravura di questo cast non è solo di pura tecnica, ma nella resa empatica di ogni brano o momento. Rif Raf e Magenta vogliono tornare sul pianeta Transexual nella galassia Transylvania, ma non c’è posto per il demoniaco Frank che viene ucciso e muore, tra le braccia del suo Rocky.

Diversamente da altre regie o produzioni, non c’è la navicella richiamante la torre RKO, sono le luci a indicare la partenza: la scena infatti viene avvolta nel buio più totale e fasci luminosi rosso inteso vengono sparati sul pubblico. In sottofondo suoni spaziali. La vita di Brad e Janet non sarà più la stessa. Ora sono liberi.

Il gran finale è tutto per noi! La sala impazzisce letteralmente al ritorno sul palco dei nostri eroi e ci si scatena tutti sul Time Warp che chiude la serata, con tanto di applausi e tributi ad attori e musicisti sul palco. A nulla sono valsi i cori di diversi minuti One More Time. Sono tornati in Transylvania!

Uno show, lo dicevamo, che non sente il tempo, anzi, a distanza di anni si conferma di forte attualità nel dire, con i muscoli e col glitter: “non sognarlo, siilo”. Liberi, tolleranti, inclusivi. Una produzione interessante ed un cast che interpreta molto bene i personaggi e quello che essi incarnano.

Il Cast:
Frank-N-Furter – Stephen Webb
Janet – Haley Flaherty
Brad – Richard Meek
Rocky – Ben Westhead
Magenta – Suzie McAdam
Riff Raff – Kristian Lavercombe
Columbia – Darcy Finden
Eddie/Dr Scott/Phantom – Joe Allen
Narrator: Stefano Guerriero
Phantoms: Reece Budin, Stefania Du Toit, Jessica Sole
Swings: Nathan Shaw, Tyal Nurden

Il Rocky Horror Show sarà al teatro degli Arcimboldi di Milano fino al 23 Ottobre per proseguire poi a Trieste e Roma. Biglietti in vendita a questo link

Written By

Nata e vissuta sul mare, da qualche anno a Milano dopo una parentesi romana. Cresciuta a pane e Bruce Springsteen, da un lato gli studi scientifico matematici, un lavoro nell'IT che mi appassiona, dall'altro l'amore per la pittura, la scultura, la fotografia, il teatro e i film di Sergio Leone. Amo sia visitare città, sia la natura e lo stare all'aria aperta. La musica è una costante nella mia vita, ogni momento ha una colonna sonora; amo soprattutto la musica dal vivo, unico modo per conoscere veramente un artista. Amo scrivere e sono alla costante ricerca del modo migliore per tradurre su carta le emozioni. Sono profondamente convinta dell'importanza dell'amare e del mettere passione in tutto quello che si fa... con anche un pizzico di ironia!

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