Foto di Andrea Ripamonti
Nati come un confessionale di rabbia repressa e depressione, i Beartooth fanno della trasparenza, della catarsi e della fame di riscatto i loro punti di forza, tenendo gli occhi puntati sull’abisso fino a fargli abbassare lo sguardo con timore e imbarazzo.
Fin dalla coniazione del primo EP «Sick» nel 2013, il cuore e la mente della band vedono l’apoteosi nel vocalist Caleb Shomo, che scrive e registra autonomamente ogni nota, guadagnandosi la lode di «Uno dei 10 Artisti che Devi Conoscere» da parte di Rolling Stone. Svettando in innumerevoli classifiche Rock e Alternative, i Beartooth conquistano un quantitativo impressionante di riconoscimenti come miglior album rock/metal dell’anno, superando il miliardo di stream già nel ’23 e asserendosi, a detta di Forbes, come «in procinto di diventare il prossimo headliner da stadio». Paragonato alla loro ultima volta nel Bel Paese, diremmo che questo momento è lì lì per arrivare.
Dopo tre anni a ribollire sotto la superficie, Beartooth tornano ad abbattersi sulle nostre sponde, accompagnati dagli indomabili Silverstein e Kingdom of Giants.
Se non avete mai visto uno tsunami in azione, ve lo diciamo chiaramente: non c’è nulla che possiate fare per prepararvi.
Lasciatevi sopraffare: se siamo fortunat*, la corrente si prenderà cura di noi.
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BEARTOOTH: la scaletta del concerto di Milano
- Pure Ecstasy
- Bullshit
- Beaten in Lips
- Hated
- In Between
- Beautiful Again
- Bad Listener
- Disease
- Free
- Sunshine!
- The Past Is Dead
- Drum Solo
- Stadiums
- Eyes Closed
- Riptide
- The Lines
- Might Love Myself












![PETER GABRIEL [Credits: Nadav Kander]](https://www.rockon.it/wp-content/uploads/2026/10/peter-gabriel-600x337.jpg)
















