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Reportage Live

BRYAN ADAMS: foto, scaletta e reportage del concerto di Milano

Articolo di Matteo Pirovano | Foto di Davide Merli

Il rocker canadese torna a calcare i palchi di casa nostra dopo un’assenza di ben 4 anni.
Se consideriamo una data al di fuori di un festival, inserita nel contesto promozionale di un nuovo disco, torniamo indietro nel tempo di ben 9 anni.
Tutto questo per rendere l’idea dell’attesa che gravava sul ritorno di Bryan Adams che, forse per farsi perdonare l’inspiegabile assenza di date italiane durante il tour commemorativo per i 30 anni di “Reckless”, ha piazzato una sorta di mini tour italico di ben 6 concerti all’interno di questa ennesima leg del “Get up!” tour, partito a gennaio 2016, ormai più di 22 mesi fa.
Milano è la seconda data delle sei previste, e la band è quindi reduce dalle due e più ore di show della sera precedente a Padova. Ero molto curioso di vedere come avrebbe gestito un doppio impegno così ravvicinato, la paura di qualche calo di voce era in me concreta. Paura per fortuna del tutto infondata.
La prova di Bryan è stata impeccabile. Il suo corpo è invecchiato, come è normale che sia, ma la sua voce è rimasta la stessa della prima metà degli anni 80.
Lo stesso non si può dire dell’ormai storico compagno di band Keith Scott, autore di una prova un po’ sottotono in diversi passaggi, sfiorando la perfezione assoluta nella sola “Have You Ever Really Loved a Woman?”.

Ma questo è davvero l’unico neo di un concerto riuscitissimo, anche grazie alla calorosa cornice di un pubblico eccezionale. La setlist è stata un vero e proprio greatest hits della carriera di Adams. È difficile dire quale pezzo abbia rapito maggiormente i presenti.
“Run to you” , “Heaven”, passando per “Summer of 69” e “(Everything I Do) I Do It for You”, per arrivare a “Please Forgive Me”. Ognuno ha la sua preferita ma ognuna di esse fa indiscutibilmente parte della storia della musica contemporanea e della vita di tutti noi.
Presenti in scaletta anche entrambi gli inediti inseriti nel recentissimo best-of “Ultimate”.
Ho particolarmente apprezzato le rese live di “This Time”, “Cloud #9” e “Brand New Day”, perfette in tutto.

Unica, personale, pecca il taglio dalla setlist della bellissima “Heat of the Night”, rimpiazzata per l’occasione da una toccante esecuzione di una sua “sorella di disco”, “Remembrance Day”, per rendere onore con il suo messaggio “No War” all’omonima festività Canadese che cade proprio nella giornata dell’11 novembre.
Il concerto si chiude con “All For Love”, l’ennesimo successo di una carriera più che quarantennale.
Una menzione di riguardo va fatta alla perfetta scenografia di palco, seguita direttamente da Bryan stesso, musicista, autore e apprezzato fotografo.

BRYAN ADAMS – scaletta concerto di Milano – 11 Novembre 2017

Do What Ya Gotta Do
Can’t Stop This Thing We Started
Don’t Even Try
Run to You
Go Down Rockin’
Heaven
This Time
It’s Only Love
Please Stay
Cloud #9
You Belong to Me
Summer of ’69
Here I Am (acoustic)
When You’re Gone (solo acoustic)
(Everything I Do) I Do It for You
Back to You
Somebody
Have You Ever Really Loved a Woman?
Please Forgive Me
The Only Thing That Looks Good on Me Is You
Cuts Like a Knife
18 til I Die
I’m Ready
Brand New Day
– – – – – – – – – –
Ultimate Love
C’mon Everybody (Eddie Cochran cover)
Straight From the Heart (solo acoustic)
Remembrance Day (solo acoustic)
All for Love (Bryan Adams, Rod Stewart & Sting cover) (solo acoustic)

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Nasco il giorno di San Valentino del 1978, e forse proprio per questo sono, da sempre, un nostalgico romantico. Apro per la prima volta gli occhi a Genova, ma non riesco a definirmi Genovese a tutti gli effetti pur essendole visceralmente legato. La mia vita è stata vissuta al confine tra la provincia ligure e quella Alessandrina, mi piace considerarmi un apolide della collina. Appassionato di musica sin dalla giovanissima età, cresciuto tra i dischi dei miei, diviso tra Black Sabbath e Led Zeppelin, seguo la musica da sempre. Sono ormai più di vent'anni che coltivo la passione dei concerti, una delle poche a non essere mai calata nel tempo. Sono un Vespista e un Jammer, chi ha una di queste due passioni sa cosa esse significhino. Nella vita lavorativa mi occupo di tutt'altro, le mie passioni sono la mia linfa e la mia energia, sono ciò che riempiono quel bicchiere che, per mia fortuna, riesco sempre a vedere mezzo pieno.

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