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La playlist delle colonne sonore immaginarie | settimana 1

Inizia un nuovo viaggio. Ogni settimana andremo ad indagare le nuove uscite della scena indipendente, con lo scopo di andare a creare un cineforum virtuale, dove indie italiano e film cult e meno vanno a braccetto, andando a fantasticare su musica, parole e immagini, creando nuovi immaginari che speriamo possiate anche condividere.

Questa settimana passeremo dalla Scozia sporca di Danny Boyle, alla Versailles degli eccessi di sentimenti e pasticceria di Sofia Coppola, dall’alternative rock dei Masu alla raffinatezza simmetrica di Andrea Poggio.

Ecco com’è andata! 

TRAINSPOTTING, con “L’epilogo dell’uomo” dei Masu

Dall’underground di Livorno emerge un progetto che porta la firma di Giulio Ragno Favero alla produzione, già bassista de Il Teatro Degli Orrori. E proprio in questo mood alternative rock, violento e proletario, si muove “L’epilogo dell’uomo”, il nuovo singolo dei Masu. In questo tormenti elettrici, e per queste influenze invadenti che arrivano direttamente dalla scena alternative degli anni Novanta, abbiamo visto bene per loro “Trainspotting”, quell’eterno ed iconico film di Danny Boyle (con un mai così memorabile Ewan McGregor) che ha segnato una generazione: raccontando disagio, risse ed ironia di periferia, la droga ai tempi dei colloqui di lavoro, la frustrazione di un mondo che non sarà mai abbastanza per avere un senso. Farsi o non farsi è uguale, così sembra voler dimostrare il film, perchè in fondo non siamo speciali, e la routine finirà per inglobarci, anche se non vogliamo, anche se invecchiare ci sembra incredibile oggi. Da assorbire, se vi piacciono Verdena, Afterhours e tutta quella scena sacra di rock italiano, e se non vedete “Trainspotting” da quanto vi sentivate dei ragazzi sperduti, col lettore cd portatile in tasca. 

MELANCHOLIA, con “Kinda” di Henford feat. Niah Steiner

Dovrebbero inventare un termine specifico per la cosiddetta “psichedelia bianca”, quella dall’atmosfere nordiche, dove convivono elettronica e boschi infiniti, volti pallidi ed ossessioni. É ciò che ritroviamo nel singolo che segna il ritorno del progetto di Henford, al secolo Federico Cerati, musicista, produttore, già conosciuto per il suo lavoro con i Caveleon. “Kinda”, il suo nuovo singolo, è una squisita paranoia elettronica accompagnata da una melodia angelica che si fa complice della voce della cantante danese Niah Steiner. Qui dentro, ci potremmo vedere bene le immagini di “Melancholia”, il film di Lars Von Trier che scosse il 2011, un film catastrofico senza adrenalina che vive dell’ansia calma della depressione, quella condizione esistenziale che, chissà se approvazione dell’autore, ritroviamo anche nel percorso di Henford, che nei suoi tunnel elettronici mentali: una condizione di stati, l’attesa di una catastrofe come quella di “Melancholia”, dove aspettiamo un meteorite e nel frattempo dobbiamo fare i conti con cosa vogliamo davvero. Qualcuno faccia incontrare Lars Von Trier e Federico Cerati, il mondo esploderà di psichedelia bianca. 

L’UOMO SENZA SONNO, con “Non puoi scegliere” de L’Avvocato Dei Santi 

Era il 2004 quando uscì un film indipendente, una produzione spagnola, un Christian Bale fuori dal mondo, smagrito, consunto e terrificante, in una prova attoriale che lo segnerà nel tempo: uno dei ruoli meglio riusciti. E a quell’oscuro tormento che muove il personaggio di The Machinist, questo il titolo originale del film, un uomo che non dorme mai e gira per una Los Angeles a tinte bluastre deserta e silenziosa, potremmo associare senza neanche troppa fatica gli ultimi tormenti de L’Avvocato Dei Santi, il progetto solista di Mattia Mari che nella sua Roma deserta di racconta di malesseri e frustazione, nella sua solitudine estrema in perenne equilibrio tra suggestioni elettroniche ed elettriche. Il brano racconta la sensazione del non avere scelta alcuna, dell’essere costantemente in balia degli eventi, come in un dannato sogno lucido. 

MARIE ANTOINETTE, con “Dimmelo Dammelo” di Croce Atroce

Scelta difficile. Il nuovo singolo della Croce Atroce, drag fuori dagli schemi, anima del Toilet di Milano e personaggio esplosivo, a tratti controverso, esagerato, colorato ed estremo, ci ha riportato inevitabilmente su quel titolo di Sofia Coppola, dove convivevano gli Strokes e le parrucche esagerate dell’epoca, il dolore più grande della consapevolezza di non essere all’altezza, agli sfarzi di feste e macarons dai colori accesi: alto e basso, una festa infinita che sotto lascia intravedere il cinismo e il mondo incomprensibile e pieno di contraddizioni di una Milano / Versailles senza scrupoli. Simbolo di quel momento storico preciso, dove tutto sembrava fluire sotto la scia dell’indie-rock (ricordate che il 2006, anno di uscita di questo film, segnava anche l’inizio del successo internazionali di progetti come gli Arctic Monkeys e tutti i derivati), “Maria Antoinette” segna l’estetica dell’eccesso, non ci sono le drag del Toilet ma forse avrebbero dovuto esserci. A Sofia Coppola piacciono sicuramente i contrasti e le scelte ardite, come probabilmente apprezzerebbe il mondo della Croce, che si appresta a pubblicare il suo nuovo album dal titolo “Queer Eleison” (in uscita venerdì 2 giugno per Freak&Chic), unendo sacro e profano senza troppi sforzi. Associando due mondi che sembrano opposti, la religione e la queerness, questo progetto musicale esplora l’essere queer alla luce dell’idea di fede.

MOONRISE KINGDOM, con “Parole a mezz’aria” di Andrea Poggio

Nel mondo che vorremmo, Wes Anderson dirigerebbe tutti i videoclip dei singoli di Andrea Poggio, nostro erede di quartiere di Franco Battiato, compagno di concerti e di viaggi nel tempo, quando i Devo erano ancora una cosa di cui parlare con gli amici. Il nuovo singolo di Andrea Poggio è un racconto di un’attesa, con piglio ironico di una giornata di pioggia e colori pastello. Una simmetria anche nella struttura musicale, e in questo “Parole a mezz’aria” ritroviamo un sequel fantascientifico dove i due innamorati si ritrovano, nella loro vita da adulti, dove convivono ritornelli e quella rigorosa simmetria che Poggio e Anderson, che immaginiamo ora come amichetti al bar, a parlarsi di storie, amore e completi, giacca e pantaloni, colorati. Non potrebbe esserci collaborazione migliore, e qualcuno con un minimo di potere e conoscenze faccia in modo che questo accada. 

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