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HELLFEST 2026, Day 3: la giornata più hardcore del festival

Hellfest 2026: il reportage del terzo giorno di festival a Clisson. Leggi il racconto e guarda le foto.

Behemoth all'Hellfest 2026 di Clisson foto di Giada Stanziano per www.rockon.it

Articolo di Alessandro Ubaldi | Foto di Giada Stanziano

Venerdì 20 giugno. Giornata perfetta per fare un altro giro per Hellcity prima ributtarsi sotto palco.

L’atmosfera è già pienamente festosa: cibo, birra, giochi e risate; all’Hellfest non ci si ferma mai, nemmeno nelle ore più calme, neanche di notte.

Questa mattina ci si sveglia per bene grazie ai Cabal, alla loro prima volta al festival, salgono sul palco alle 13:10 e scatenano un pubblico già pronto a scontrarsi. La loro scarica di deathcore nuova scuola non risparmia momenti elettronici che fanno letteralmente ballare chiunque, un mix che spiazza e travolge allo stesso tempo.

Cabal all’Hellfest 2026 di Clisson foto di Giada Stanziano per www.rockon.it

Ci dividiamo per vedere più concerti possibili: Thornhill, Non Est Deus e Psyconaut, che ci tengono occupati prima di tornare di nuovo sul Mainstage 1 per gli House Of Protection, uno dei momenti che più attendevamo.

La band fa un leggero ritardo, ma una volta partiti recuperano alla grande: già alla seconda canzone il cantante e chitarrista Stephen Harrison si lancia in mezzo al pubblico, generando un circle pit intorno a sé, mentre continua a cantare e suonare nel centro. Questo show è follia totale, al punto che il cantante finisce per scalare addirittura il tetto del MainStage 1, lo stesso punto da cui la sera vengono sparate le fiamme e continua l’esibizione a trenta metri di altezza. Uno dei momenti più adrenalinici e spericolati di tutto il festival.

House of Protection all’Hellfest 2026 di Clisson foto di Giada Stanziano per www.rockon.it

Ci prendiamo una breve pausa per fare un salto al The Sanctuary e dare un’occhiata al merch di quest’anno e, inevitabilmente, finiamo per fare shopping.

Tocca poi ai Gaerea al Temple, completamente pieno, dentro e fuori, gente ovunque, non si ha nemmeno lo spazio per respirare; caldissimo, ma fantastico!

Purtroppo i Cavalera Chaos A.D. avevano annunciato già al mattino di non potersi esibire, ma c’è un colpo di scena da parte dell’organizzazione e al loro posto arrivano i Guilt Trip, che incentivano fin dalle prime note il two-step, scaldando ulteriormente un pubblico già bollente.

Il risultato è, per l’appunto il wall of death più grande della giornata, che si estende letteralmente dal palco fino al mixer.

Guilt Trip all’Hellfest 2026 di Clisson foto di Giada Stanziano per www.rockon.it

Dopo un breve passaggio dagli Anthrax, corriamo alla Warzone per restare nella scena hardcore con i Kublai Khan TX, che più volte invitano il pubblico a visitare il Texas e non mancano di ringraziare pubblicamente i Guilt Trip per la spinta data poco prima.

Poi i Main della giornata, i Limp Bizkit. Qui si vede il vero sold-out, un’esibizione che porta il nu metal nella sua forma più riconoscibile, la band resta relativamente tranquilla sul palco ma carica di energia e divertimento, in perfetta sintonia con la folla sotto.

Un momento di emozione parte con “Behind Blue Eyes“, dedicata a Sam Rivers, ex bassista e co-fondatore dei Limp Bizkit, mancato nel 2025.

Sul palcovengonoinvitati più volte gli Slay Squad per cantare insieme, un momento di pura condivisione tra Metal e Rap.

Si chiude la serata con la potenza vera del black metal: i Behemoth, il fuoco dell’inferno, letteralmente, ci scalda tra fiamme e un’atmosfera oscura che chiude alla perfezione una giornata interamente dedicata ai sound più estremi del festival.

Guarda la gallery del terzo giorno dell’Hellfest oppure sfoglia la gallery qui sotto

Megadeth
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