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Reportage Live

POST MALONE agli I-DAYS: l’Ippodromo di Milano che diventa un ranch

Post Malone e Jelly Roll danno grande spettacolo per l’ultima tappa di questa edizione degli I-Days: per la prima volta il country pervade davanti a decine di migliaia di fan.

Post Malone in concerto agli I-DAYS 2025 presso l'Ippodromo SNAI San Siro di Milano
Post Malone in concerto agli I-DAYS 2025 presso l'Ippodromo SNAI San Siro di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Articolo di Philip Grasselli | Foto di Andrea Ripamonti

Sembra ieri, ma sono passate già più di due settimane da quando ci siamo gustati il live di Post Malone al Sziget Festival di Budapest: c’erano quasi cinquantacinquemila anime a vedere uno dei più attesi della rassegna.

Stavolta poco più della metà (peccato, mi sarei aspettato molto di più) s’è radunata – nonostante l’allerta arancione annunciata per la pioggia – all’Ippodromo SNAI “San Siro” di Milano, per l’ultimo appuntamento degli I-Days.

Comodamente coi mezzi

Anche in quest’occasione, è sempre bello riconoscere istantaneamente, in metropolitana (con gli orari estivi nonostante una buona fetta di persone è ampiamente tornata a lavorare, ma vabbè), le persone che si stanno recando all’ippodromo: ampie maglie di quarterback storici del football americano – Dallas Cowboys o gli Houston Texans in primis, ma anche canotte di NBA (anche qui i Mavericks e Spurs spopolano) e, soprattutto, cappelli da cowboy. Insomma, c’è dell’americano in questa metro rossa fino a Lotto.

Il meteo pazzerello che ci accompagna dal pomeriggio alla sera

L’allerta arancione era stata diramata dalla Regione Lombardia dalla mezzanotte del giorno del concerto: fortunatamente la pioggia da metà pomeriggio non è stata così forte, anzi, il tempo è stato assai più clemente, quasi miracoloso. Dico questo, perché per quasi tutto Jelly Roll e per l’intera durata del concerto di Post Malone, son scese al massimo due gocce. E si stava divinamente a livello di temperatura, non come durante il bel live di Olivia Rodrigo il mese scorso. Umarell mode off.

Faccianuvola

Un nome che inizialmente ricorda quando noi Millennials traducevamo letteralmente “Facebook” in “Faccialibro”, Faccianuvola – nome d’arte di Alessandro Feruda e stilizzato faccianuvola – si presenta per primo sul grande palco dell’Ippodromo di Milano, in solitaria e, contemporaneamente, in buona compagnia. Un synth M-Audio e un voice processor della TC Electronic e cuffie Beyerdynamic: sembra quasi più un set da registrazione in studio, eppure sono attrezzi fondamentali per il genere che ci propone l’artista valtellinese.

Faccianula in concerto agli I-DAYS 2025 presso l’Ippodromo SNAI San Siro di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Perché c’era una frase che ti dovevo dire

Piena di tante parole che tu non hai mai sentito

Mi piacerebbe incontrarti dove il mio cielo finisce

E il tempo scorre all’insù

Faccianuvola – Disperata gioventù (2025)

Un breve set, che presenta al grande pubblico il suo ultimo disco “Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù”: fa strano leggere un titolo del genere da parte di un artista così giovane (è un classe 2002), ma in realtà si riferisce alla piena adolescenza. Spensierata, unica e irripetibile, ma con un sacco di transizioni sia fisiche che psicologiche.

La prima volta in Italia di Jelly Roll è a dir poco emozionante

I’m from a few thousand miles away, but I’m a lifelong fan of your fashion and food, and I’m glad to be here. Honestly, with the rain it is absolutely beautiful: it’s perfect weather for a Jelly Roll and Post Malone show, and I don’t know what heaven feels like.

Jelly Roll è di una felicità disarmante in questo live

È sempre così bello vedere artisti tornare bambini semplicemente perché scoprono qualcosa di nuovo: in questo caso, prima volta in Italia nel suo primo tour europeo della sua vita.

Jelly Roll in concerto agli I-DAYS 2025 presso l’Ippodromo SNAI San Siro di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Sì, Jelly Roll, a quasi quarantuno anni, dopo centinaia di live negli Stati Uniti, scopre in prima persona cosa succede oltreoceano. E gli è dannatamente piaciuto, in certi momenti è commovente vedere i suoi occhi lucidi dall’emozione di calcare il palco e cantare il country.

Jelly Roll, nome d’arte di Jason Bradley DeFord, ha avuto un passato molto difficile, specialmente tra adolescenza e prima età adulta. Inizialmente con piccoli reati di spaccio, diventati sempre più gravi fino alla rapina a mano armata. In più, la recidiva nell’entrare e uscire dal carcere hanno reso quasi impossibile l’ottenimento di un passaporto o l’espatrio verso altri paesi, anche confinanti. Fortunatamente, con la buona musica che produce, si vede che è uscito dal tunnel e scalpita nel calcare i palchi di tutto il mondo.

La musica di Jelly Roll

Per stare su quello di Milano, il suo è il palco più affollato degli I-Days, con dieci persone a contornare la musica di Jelly Roll: tre ai cori, tre chitarristi, una pedal steel guitarist, un bassista, un batterista e un percussionista. Tutta musica rigorosamente suonata, senza basi o cose simili. Per la prima volta nella storia degli I-Days, le note del country si diffondono per l’ippodromo, trasformandolo quasi più in un ranch nel bel mezzo del Tennessee.

Jelly Roll in concerto agli I-DAYS 2025 presso l’Ippodromo SNAI San Siro di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

In realtà, anche DeFord ha iniziato la sua carriera nel rap, proprio come Post Malone, affondando profondamente le radici in quel mondo, ma durante il live sfoggia conoscenza molto orizzontale che tocca svariati generi.

E lo si vede dai numerosi medley: da “Wake Me Up” di Avicii a “Flowers” di Miley Cyrus, passando per “Take Me Home, Country Roads” di John Denver e “Let It Be” dei The Beatles. La sua musica, invece, è molto autobiografica e racconta il suo lungo percorso riabilitativo nella società: il testo di “Save Me”, l’ultima canzone della scaletta, è autoesplicativo.

I’m a lost cause

Baby, don’t waste your time on me

I’m so damaged beyond repair

Life has shattered my hopes and my dreams

Jelly Roll – Save Me (2020)

Eppure, in “Heart of Stone”, all’inizio, Jelly Roll ribadisce quanto ce l’abbia messa tutta.

At least for now Lord I ain’t losing hope

That somehow you can make a heart of gold from this heart of stone (oh)

This heart of stone, uh-uh

Jelly Roll – Heart of Stone (2024)

Insomma, non poteva esserci apertura migliore e adeguata al concerto di Posty.

JELLY ROLL – La scaletta del concerto degli I-Days di Milano

Heart of Stone
Get By
Liar
Amen
Lonely Road/Take Me Home, Country Roads
Wild Ones
Son of a Sinner
I Am Not Okay
Hard Fought Hallelujah
Wake Me Up/Bloodline
Need a Favor
Sweet Home Alabama/How You Remind Me/Party Up/Flowers/Young, Wild & Free
Let It Be/Save Me

Ladies and Gentlemen: Post Malone on the stage!

Nella pausa dopo Jelly Roll, viene rivelato cosa sta nascosto dietro questo enorme telo nero, con momenti di coro da stadio ai rigori. Appaiono la scritta “Posty Co.”, parte fondamentale del live, e i piccoli schermi che contornano il palco e che proietteranno segnali stradali americani. Tutto questo ad integrare la coreografia tipica di una strada texana, con i lampioni e con meno musicisti rispetto all’artista di Nashville.

Post Malone in concerto agli I-DAYS 2025 presso l’Ippodromo SNAI San Siro di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Yo, ladies and gentlemen! Before we kick off tonight, I just wanna say a massive thank you to each one of you crazy motherfuckers that came out. I’ve been to this beautiful country a few times in my life, and I gotta say, another fucking massive thank you for letting me back in. My name is Austin Richard Post, and behind me is probably, if not undebatably, the best band in the entire goddamn universe. We’ve come here tonight all the way from the United States to play y’all some shitty songs and party goddamn hard while we do it.

Post Malone al pubblico degli I-Days

Un Posty ancora più carico rispetto a quello di Budapest, considerato che comunque ha dinamiche un po’ meno stringenti rispetto a quelle di un festival con centinaia di artisti.

Per la prima volta a Milano, stavolta l’artista sale sul palco in jeans, stivaletti in pelle scamosciata e una camicia a maniche corte, senza stare a torso nudo da un certo momento in poi, come fa solitamente a metà live del suo The Big Ass World Tour. E parte il solito “Texas Tea”.

Post Malone e Jelly Roll insieme fuori dagli USA per la prima volta

Uno dei momenti certamente più toccanti è la presenza di Jelly Roll in “Losers”, che funge da spalle su cui appoggiarsi quando ci si sente perdenti nella vita. Pertanto, per la prima volta in Europa, sia Post Malone che Jelly Roll cantano questa canzone: il rispetto quasi da fratello minore, le parole di grande elogio per la redenzione e la felicità di ritrovarsi insieme fuori dagli Stati Uniti.

Il resto del concerto scorre sciolto, nemmeno una goccia d’acqua cade dal cielo, una grande alternanza tra il country di “F-1 Trillion” ai suoi più grandi classici da “Stoney” e “Beerbongs & Bentleys”. È bello vedere come anche la trap venga contaminata dal country, tra il violino e la classica chitarra acustica prodotta dalla Martin.

Post Malone in concerto agli I-DAYS 2025 presso l’Ippodromo SNAI San Siro di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Posty in modalità generosa che offre birra ai fan

Non appena si accorge che poca gente solleva birre, prima di “Pour Me a Drink”, chiede a Pat, come ad ogni tappa, di portargli bicchieri colmi di birra da consegnare ad alcune persone del pubblico. O meglio, prima di farlo, quasi sempre ne ruba un sorsetto. Che bomber. Un live che alterna un cheers, motherfuckers con un ladies and gentlemen e con un thank you very very much, sottolineando ripetutamente il suo rapporto intimo con il pubblico. Di rado si vede un artista così famoso così fisicamente interattivo.

Congratulations

Il gran finale viene affidato a “Congratulations”, uno dei primi singoli di Post Malone in collaborazione con Quavo dei Migos. Fuochi d’artificio e fiamme sul palco, per lasciare una traccia indelebile e un arrivederci al capoluogo meneghino alla prossima imminente uscita che potrebbe continuare sempre nel mondo country.

Lo vedremo nel 2026? Chissà, speriamo con molta più gente. Ma per il momento, cheers Posty!

Clicca qui per vedere le foto di Post Malone, Jelly Roll e Faccianuvola all’Ippodromo “San Siro” di Milano (o scorri la gallery qui sotto).

Post Malone

POST MALONE – La scaletta del concerto degli I-Days di Milano

  1. Texas Tea
  2. Wow.
  3. Better Now
  4. Wrong Ones
  5. Go Flex
  6. I Fall Apart
  7. Losers (feat. Jelly Roll)
  8. Goodbyes
  9. What Don’t Belong to Me
  10. I Ain’t Comin’ Back
  11. Circles
  12. White Iverson
  13. Psycho
  14. Pour Me a Drink
  15. Dead at the Honky Tonk
  16. Rockstar
  17. I Had Some Help
  18. Sunflower
  19. Congratulations
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Se non parlo di musica, parlo di sport. Se non parlo di sport, parlo di ingegneria. Se non parlo di ingegneria, parlo di meme. Se non parlo di meme è perché dormo.

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