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Reportage Live

L’importanza dei fare dei bei live, come i WOLF ALICE

Il The Clearing Tour dei Wolf Alice arriva in Italia, precisamente all’Alcatraz di Milano.

Wolf Alice concerto Alcatraz Milano del 13 novembre 2025
Wolf Alice in concerto all'Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Articolo di Marzia Picciano | Foto di Andrea Ripamonti

Il The Clearing Tour arriva in Italia, precisamente all’Alcatraz, Milano, in questa settimana possibilmente trasformato in una residency vera e propria per tutti i concertari dell’area (il giorno prima è stato ribaltato dai Turnstile, per dire) ma non è Novembre IL mese dei concerti invernali per eccellenza?

Detto ciò, parliamo del live di ieri dei WOLF ALICE.

Premessa: quest’anno abbiamo (ho, tra l’altro) seguito attentamente il gruppo londinese nel loro ritorno discografico dopo Blue Weekend, sin dal raduno stampa (un secret concert esplosivo) all’Apollo prima dell’estate, all’uscita ufficiale del nuovo album, The Clearing appunto, ad agosto, e abbiamo notato il percorso preciso il quartetto guidato dalla stunt e one wonder woman da palco Ellie Rowsell esibirsi finalmente in quella che è la cifra stilistica che i nostri hanno deciso di darsi.

Wolf Alice concerto Alcatraz Milano del 13 novembre 2025
Wolf Alice in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Avevamo detto nella nostra recensione del disco che i Wolf Alice avevano attinto a piene mani all’immaginario alternative rock che va dai cappellacci degli anni ’70 e chitarre metalliche al sound preciso e vagamente cupo dei ninethies.

Bene, la resa live è pienamente in linea con quanto anticipato.

Si parte dalla parete di lustrini dal sapore vintage, luce a faro tondo puntata sulla nostra diva, un po’ TV show e un pò rodeo, con tanto di vento artificiale a fare da cornice alla Rowsell in divisa body violaceo e camperos bianchi (set che ha trovato la sua massima espressione in Bread Butter Tea Sugar, dove la Rowsell ha fatto la sua parte plasmandosi in pose iconiche). Intorno, Joff Oddie, Theo Ellis e Joel Amey in mise molto più causal, un contrasto che non passa inosservato e che aiuta a focalizzarci totalmente sulla nostra frontwoman preferita.

Non ci giro troppo attorno: ho un debole per la Rowsell, non mi capacito come faccia uscire quella voce da un corpo così minuto, a dosarla su toni bassissimi per poi passare a livelli alti e sofisticati come ad esempio in The Sofa, e farlo mentre è perennemente in movimento, tra l’altro.

Ellie è un animale da scena.

Ammicca, si mette in posa, galoppa da una parte all’altra del palco, si piega verso i fan, tira fuori il megafono per Yuk Foo. Sa essere delicata in accompagnamento al piano (come per Play It Out) e in fila su delle immaginare scale con i suoi compari per cantare Safe From Heartbreak in un coro al limite dell’a capella; sa essere carichissima quando si tratta di arringare il pubblico, una chiamata che esercita dal’inizio del live, prima ammaliandoli con l’opening potente di Thorns e quindi portandoli nell’esplosività seducente di Bloom Baby Bloom.

Wolf Alice concerto Alcatraz Milano del 13 novembre 2025
Wolf Alice in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Non nego per la sottoscritta è sulla Rowsell che la band, un gruppo di solidissimi artisti, trova il suo elemento distintivo.

Un disco con le sonorità di The Clearing non fa che offrire alla nostra la possibilità di brillare ancora di più di quanto non faccia già e mostrarci la sua incontenibile versatilità. E poi si, lo ammetto: vorrei avere anche io la scusa di presentarmi in body e stivalacci senza essere presa per matta.

È lei che mette la ciliegina sulla torta di un pezzo come White Horses, dove a cantare diviso tra voce e batteria (e congratulazioni, è qualcosa di una complessità assurda) è Joel. È lei che ha il compito di aizzare i fan, attivare quel malsano sistema per cui non possiamo fare a meno di pensarci intimamente legati con il carisma di una star.
È lei che insomma perfeziona l’operazione The Clearing, dove tutto ancora di più sembra strizzare l’occhio a una svolta quasi country (anche con la band di apertura, i bravi Florence Road) e su alcuni pezzi un pelo più delicata, a partire da Bros, pezzo tra le loro top hit che ieri suonava molto più dolce, se non sognante, fino a Smile, che comunque non perde la sua verve e complessità.

Tutto fatto bene, tutto curato, un live rock coinvolgente eppure attento, non lasciato al caso o alla follia.

Un’eccezione importante per quella che è una band che pone grande rilevanza sulla fisicità e intensità della propria produzione artistica e della performace live. Essere autentici, del resto, è difficile perchè bisogna saperlo fare bene, non basta avere degli exploit di spontaneità, altrimenti siamo soltato canali di scolo dei nostri ormoni, dighe di emotività pronte a crollare da un momento all’altro. Spiace per chi non c’era. Se dovessi dire una pecca, eccola qui: non mi avete suonato Lipstick On The Ground, maledetti. Ma potete sempre rifarvi, alla prossima.

Wolf Alice concerto Alcatraz Milano del 13 novembre 2025
Wolf Alice in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Clicca qui per vedere le foto di WOLF ALICE a Milano o sfoglia la gallery qui sotto.

WOLF ALICE – La Scaletta del concerto di Milano

  1. Thorns
  2. Bloom Baby Bloom
  3. White Horses
  4. Formidable Cool
  5. Just Two Girls
  6. Leaning Against the Wall
  7. How Can I Make It OK?
  8. The Sofa
  9. Bros
  10. Yoùre a Germ
  11. Safe From Heartbreak (If You Never Fall in Love)
  12. Safe in the World
  13. Bread Butter Tea Sugar
  14. Yuk Foo
  15. Play the Greatest Hits
  16. Silk
  17. Play It Out
  18. Giant Peach
  19. Smile

Encore

  • The Last Man on Earth
  • Don’t Delete the Kisses
Written By

Dall’Adriatico centrale (quello forte e gentile), trapiantata a Milano passando per anni di casa spirituale, a Roma. Di giorno mi occupo di relazioni e istituzioni, la sera dormo poco, nel frattempo ascolto un sacco di musica. Da fan scatenata della trasparenza a tutti i costi, ho accettato da tempo il fatto di essere prolissa, chiacchierona e soprattutto una pessima interprete della sintassi italiana. Se potessi sposerei Bill Murray.

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