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Reportage Live

KENDRICK LAMAR: lodi e gloria per il suo ritorno in Italia. Reportage del concerto di Milano

Kendrick Lamar ha usato a lungo l’isolamento per alimentare la sua creatività, ma conosce bene l’effetto che ha sulla sua immagine. Nel corso della sua carriera si è sempre più avvolto nel mistero, emergendo di tanto in tanto per un’unica apparizione e poi scomparendo di nuovo. Quando è stato il primo musicista hip hop a ottenere il prestigioso Premio Pulitzer per la musica nel 2017, si sono susseguiti mesi senza un nuovo album e senza nemmeno una presenza costante sui social media, quel mistero è diventato mitico. Non era più un rapper, era qualcosa: una storia popolare, un eroe, un faro per l’America nera.

Sono curiosa di capire cosa mi attende, non sono una fan devota di Lamar ma mi affascina molto il suo personaggio e il potere che ha di coinvolgere un parterre davvero disomogeneo di persone. Scopro di aver assistito a uno degli spettacoli hip hop più interessanti e riflessivi in assoluto, in controtendenza rispetto ai rapper che hanno bisogno di una grande produzione per superare la linea, e riportando invece il core del live a tutto ciò che conta di più, il lirismo. Questo lirismo ci è stato consegnato con una precisione sfolgorante, feroce ma costante.

Kendrick Lamar ha ridisegnato in meglio gli standard dell’hip hop e ha mantenuto l’energia dei suoi dischi durante un live ricco di pathos che non ha saziato l’appetito dei fan, ma al contrario, ha riaffermato il motivo per cui lo chiedono a gran voce.

Il tour che arriva in Italia dopo 8 anni, è stato una vera e propria masterclass di spettacolo che vede l’artista all’apice delle sue forze e spinge la performance dal vivo in modi nuovi e affascinanti. Come se ci fosse bisogno di ulteriori conferme, questa serata dimostra che è ancora il più grande al mondo in questo momento.

L’esibizione è iniziata con un revival che ha riportato tutti indietro nel tempo di un decennio con una serie di brani di Good kid, m.A.A.d city, tra cui, oltre alla title track, Money trees e Backseat Freestyleaccolte dalla folla impaziente con un boato di stupore.

La copertina di “Mr. Morale & The Big Steppers”

Ma Lamar ha dato anche spazio Mr. Morale & the Big Steppers, il suo nuovo disco che rimette in discussione tutte le certezze e sfiora quasi l’antipop. Kendrick serpeggia tra i nuovi pezzi insistendo sulla sua idea di cultura dell’annullamento. Il suo candore diventa pugilistico in “N95” e ” United in Grief“.

La sua voce, potente e precisa, scandisce puntuale i versi, mentre un esercito di ballerini impreziosisce la performance. Il rapper lavora su tutti i lati del palco, vestito con abiti completamente bianchi e fluidi e mimetizzandosi con il corpo di ballo. Dalla sua performance immacolata alla coreografia nitida dei suoi ballerini e alle immagini su grande schermo in continuo cambiamento, è chiaro che vuole dare il massimo.

Durante “Humble“, si è fermato a guardare la folla di persone che ha rimepito tutti gli spazi dell’ippodromo. È stato un momento inaspettato di quiete e silenzio rispetto alla voce impressionante e all’energia inebriante, che è aumentata a ogni canzone.

Per la chiusura ha scelto Loveseguita da Savior, introducendo i brani parlando alla folla. L’emozione nei suoi occhi è palpabile mentre recita il ritornello dolente della canzone, e i ballerini si riuniscono intorno a lui quasi a comporre una foto di famiglia.  

Le luci dell’iPhone traballando sugli arti tesi, si sono abbassate quando la folla ha iniziato ad applaudire: un momento di pura adorazione e rispetto che è difficile trovare con tanta spiritualità in altri concerti.

Il live sembra finire troppo presto, sono inizialmente amareggiata, poi mi rendo conto che la mia è solo ingordigia, perchè di Lamar non ne hai mai abbastanza.

KENDRICK LAMAR, la scaletta del concerto all’Ippodromo di Milano

United in Grief
m.A.A.d city
Money Trees
Backseat Freestyle
The Art of Peer Pressure
Swimming Pools (Drank)
Poetic Justice
Bitch, Don’t Kill My Vibe
N95
Count Me Out
King Kunta
I
Alright
Institutionalized
The Blacker the Berry
BLOOD.
DNA.
ELEMENT.
Silent Hill
LOYALTY.
LUST.
HUMBLE.
LOVE.
Savior

Foto Credits: Copertina del libro “The Butterfly Effect” pubblicato da Il Castello marchio Chinaski Edizioni.

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Cinefila e musicofila compulsiva. Quando qualcosa mi interessa non riesco a tacere.

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