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Recensioni

THE TAAN TRIO – LIVE AT EASY NUTS LAB

di Thanks For Choosing

Quando mi hanno parlato di questo disco mi hanno parlato del suono di Milano, di come suona l’underground musicale di posticini come il Lume o il Piano Terra. Chi segue un po’ i concertini in giro per la città meneghina già lo sa, che questo Taan Trio si è ben imposto nella scena come una delle realtà del jazz strumentale (ma siamo al limite del genere) più interessanti. Dal Leoncavallo in fondo a Melchiorre Gioia alla Scighera in Bovisa, non c’è localino o centro sociale milanese che non li abbia ospitati, ed è solo a seguito di una ampissima attività live (che sembra non fermarsi mai) che il chitarrista Alberto Turra s’è finalmente deciso di pubblicare un album (registrato rigorosamente live come è da loro stile) firmato dal Taan Trio: nome che comprende anche il bassista William Nicastro e il batterista Stefano Grasso.

Un progetto di un trio jazz, su questo non c’è alcun dubbio. Ma che si contamina facilmente di elementi di elettronica live, una “jazz-core-attitude” che si fa anche rock’n’roll, dove per rock’n’roll s’intende quella strana sensazione che da un momento all’altro Alberto Turra prenda la chitarra e sfasci tutto. Infatti, per tutto il tempo si ha come la sensazione che qualcosa stia per esplodere, musicalmente s’intende, ma i momenti in cui questo effettivamente accade sono davvero pochi. Aumenta il ritmo, e tutto si fa più trascinante, ipnotico (ascoltatevi la seconda traccia Trevor per capire), ma poi tutto è incredibilmente sempre sotto controllo. Tre musicisti virtuosi che giocano con la tensione. Questo disco è un thriller, una camminata sul filo di un rasoio, è come svegliarsi mentre si sta sognando di cadere nel vuoto.

Ed è forse per questa sensazione di tensione assoluta che Alberto Turra parla di un’esperienza non solo sonora, ma anche fisica, perchè quest’album suona come l’ansia e la tensione, e allo stesso tempo anche come la rassicurazione che sì, è tutto ok, nelle mani di tre abili jazzisti che in questo caso sono come dei supereroi. Questo album suona come Cat People (il film del 1942, non il brano di David Bowie). Per tutti quelli che non hanno mai ascoltato jazz, ma s’impressionano facilmente per le chitarre alle Hendrix (e Dio che bel suono questo ua-ua!). Per tutti quelli che “ma che nessuno canta in questa canzone?” e che si ritroveranno a canticchiare le melodie di Alberto Turra. Un album ottimo, e diverso da qualsiasi altra cosa sia presente sulla piazza.

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