Prima esperienza da solista per Sergio Calafiura, cantante, autore e anche vocal coach, che si cimenta però con un ep in cui oltre alla tecnica mette molta passione e anche evidenti stralci della propria autobiografia. Nei cinque brani contenuti nell’ep ci sono infatti spunti che provengono direttamente dalla vita del cantautore, anche se elevati, in qualche caso, a esempi ai quali gli ascoltatori possono facilmente fare riferimento.
Nato a Cagliari nel 1979, Sergio Calafuria si diploma in canto moderno nel 2004 al CPM di Milano. I suoi studi negli anni lo portano a lavorare come Vocal Coach, con sede in Sardegna, ma con richieste in tutto il territorio nazionale e estero (2013 Seattle – 2016 Montpellier). Canta nel disco di rock progressivo Il Falso Centro con la band ENTITY, lavoro premiato come miglior disco prog italiano (2013/2014), inserito in diverse “enciclopedie” virtuali del genere. Nel 2015 realizza il primo disco dei De’stop, di genere Stoner/post Grunge. Canta in diverse formazioni, dal rock al pop, blues e jazz partecipando anche a festival di prestigio.
Le sonorità scelte questa volta sono quelle del synth pop, con qualche influsso dark e new wave, a volte con qualche contrasto stridente tra musica che flirta con i ritmi della dance e parole che vanno in direzioni piuttosto depresse. L’ep si apre con il primo singolo e video “Tessuti appesi”, che ha un beat marcato e profili malinconici. Storie di famiglia e nostalgie in “Favole e coriandoli”, che dal punto di vista dei suoni sembra far riferimento ai colori degli anni Ottanta.
“Intimo” scava un po’ più a fondo anche con note scure. Si scivola poi sulle evocazioni di “Seta”; a chiudere ecco le vibrazioni trasmesse da “Ovunque sei”. Ci sono potenzialità ben espresse nel progetto firmato da Sergio Calafiura, che coniuga pop e contenuti senza sforzo apparente.





























