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“Passion, Love, Heart & Soul”: l’esordio neoprog di Beppe Cunico

Si apre con un avviso ai naviganti, una sorta “pubblicità progresso”, l’album d’esordio di Beppe Cunico, “Passion, Love, Heart & Soul”: un accorato appello agli ascoltatori, invitati a supportare la musica.

È così che Cunico ci introduce al suo mondo, fatto di synth e chitarre, elettronica e strumenti analogici: è un salto indietro nel tempo, a cavallo fra gli 80’s e i 90’s, quando l’ondata neoprog si faceva forte di band quali Marillion, Porcupine Tree e Spock’s Beard, riportando in auge lo stilema progressive 70’s congiungendolo al pop e alla new-wave di quegli anni.

Batterista di formazione, Cunico racconta così la sua esperienza come compositore: «Ho iniziato a comporre i brani del disco nell’estate del 2017. Il progetto si è poi sviluppato parallelamente alla mia crescita, proprio mentre imparavo a mettere le mani sulla chitarra e componevo le prime melodie arricchendole passo dopo passo, rispolverando anche il mio passato di batterista per programmare le ritmiche. L’influenza anni ‘70 dei miei primi ascolti, come Pink Floyd e Genesis, si mescola alla musica di U2, The Cure e Police, il tutto legato dall’ispirazione più forte e recente: Steven Wilson. Con la mia musica ho voluto raccontare me stesso omaggiando al tempo stesso anche i miei idoli musicali».

I brani si vestono di tutti i crismi del caso: sono lunghi e articolati (a formare delle mini-suite), si farciscono degli strumenti più disparati (riservando particolare attenzione agli intrecci di synth e chitarre) e ci “confondono” grazie all’uso di ritmiche e tempi non canonici (marchio tipico del progressive). Data la matrice più vicina agli 80’s e ai 90’s, all’interno dei brani di “Passion, Love, Heart & Soul” fanno capolino anche suggestioni grunge.

Dal punto di vista prettamente musicale, “Passion, Love, Heart & Soul” è un album ineccepibile: scritto bene, suonato meglio. L’unico problema di questo lavoro è l’utilizzo di un inglese alquanto vacillante, in quanto a pronuncia: ci auguriamo di poter ascoltare un nuovo lavoro (o magari una reissue proprio di “Passion, Love, Heart & Soul”) in italiano, in modo da poterlo apprezzare appieno.

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