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Recensioni

Monoscopes – Painkillers and Wine

Big Black Car

Painkillers and Wine” è il disco d’esordio dei Monoscopes, i cui membri vengono da diverse rodate esperienze. Il gruppo è formato da Paolo Mioni (voce, chitarre e organo), che ha militato nei Jennifer Gentle e fondatore degli ottimi Nicotine Alley, Francesco Sicchieri (batteria e percussioni), già nei Nu Bohémiene, Francesco Pagliarin (basso e cori), già nei SlowMotionLove a Replace The Battery e ina clune tracce ha suonato anche Marco degli Esposti (chitarra).

Il sound di questo disco si inscrive nella tradizione Americana, ma con molte variabili interessanti e funzionali a rendere più completo il sound. Mioni, autore delle canzoni, infatti si è ispirato per questi dieci brani a tre storiche band: Big Star, Velvet Underground e Spiritualized. Tuttavia, l’ottima capacità compositiva e di rielaborare di Mioni ha fatto sì che i brani non risultassero derivativi, ma che si emancipassero dai modelli di riferimento per intraprendere altre strade, come “Ages of You”, che vuoi per il testo ombroso, vuoi per la ritmica parte da sonorità pop melodiche e inquietanti che dai Velvet Underground giunsero allo shoegaze, ma il trio gli da un tocco psichedelico da inserire questo brano nel genere Paisley Underground.

A questo genere fa riferimento anche “The Edge of the Day”, che a un certo punto vira verso la ballatona elettrica tanto cara a Neil Young, brano che fa il paio con “Standing by the Night”. Intrigante, invece, è “A Drop in the Ocean” per il suo incedere in modo ipnotico e dialettico, mentre con “Sometimes You Just Get Lost” il trio veneto si lascia andare ad un brano tirato e alquanto acido.

I testi sono pure molto interessanti dato che parlano di relazioni complesse tra amanti, di amori passati e presenti, della morte di una persona cara, di droghe di comportamenti autodistruttivi e di commiserazione. Un disco che non ha avuto molta eco, ma che merita attenzione.

Written By

Vittorio Lannutti, ricercatore/sociologo delle migrazioni, counsellor, con una grave, cronica ed irreversibile dipendenza da rock.

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