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“Lì dove ci sono le stelle”, l’esordio pop-rock di matrice 90’s dei Boavista

Non lasciatevi trarre in inganno dal nome: la musica dei Boavista ha poco a che fare con ritmi latini ed affini.

La proposta che i cinque (Simone Tancredi alla voce, Luigi Bellanova alle chitarre, Gianluca Frascà alle tastiere, Alberto Zapparoli alla batteria e Alessandro Marani al basso) mettono sul tavolo è un energico pop-rock di matrice 90’s.

“Lì dove ci sono le stelle” è l’album d’esordio della band bolognese, 8 brani per 28 minuti di musica dove chitarre e synth si intrecciano a linee vocali sempre ineccepibili e che strizzano sempre l’occhio alla melodia catchy, radiofonica. Affiancate ai brani più tirati non mancano, naturalmente, le ballad, “doverose” in un album di questo tipo.

I rimandi ad altre band possono andare da alcune cose dei Timoria più pop ai Negrita, fino ai Negramaro.

I cinque sono degli ottimi musicisti (molto bella la voce di Simone Tancredi) e degli astuti compositori (e dico “astuti” proprio perché ci vedo tanta paraculaggine nel loro modo di scrivere, indirizzato proprio a colpire da un punto di vista mainstream).

Il risultato sarebbe anche ottimo, considerando il mercato a cui i 5 sembra vogliano puntare… se solo fossimo negli anni ’90 e non nel 2020.

I brani entrano da subito in testa e sono ben arrangiati e prodotti, ma risultano datati, come genere proposto.

Insomma, un album, questo “Lì dove ci sono le stelle”, consigliato agli ultratrentenni cresciuti a pane e hit radiofoniche italiane del periodo a cavallo fra anni ’90 e primi 2000.

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