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I 5 brani preferiti di KABO

MODÌ (prod alone.nowhere) è il nuovo singolo di KABO, rapper e cantautore della provincia milanese, in passato già al lavoro con Dj Myke, Big Fish e Marco Zangirolami distribuito da Stage One Music. Questa release segue la pubblicazione di Spettri (prod alone.nowhere) e anticipa il nuovo lavoro in studio.

MODÌ è un fitto groviglio di liriche che tentano di dare, pennellata dopo pennellata, un immagine della società attuale in cui viviamo, e del male che genera dentro e sopra di noi.

KABO qui tocca temi come il consumismo (sfrenato), l’amore (distorto e malato), il lavoro (opprimente e totalizzante) e la guerra (cancro economico). Il brano gioca molto sulla dualità tra strofe (entropia) e ritornello (calma). Nella parte relativa alle strofe troviamo il caos che ci ingoia e ci soffoca, mentre nel ritornello riprendiamo fiato e troviamo la pace ideale, l’oasi perfetta.

E noi come sempre gli abbiamo chiesto quali sono i suoi cinque brani preferiti. 

Lose Yourself – Eminem

Per me questo è stato il punto di partenza. Era il 2002, avevo 12 anni e, come tantissimi della mia generazione, scoprivo l’Hip Hop grazie a Eminem. Questo è il pezzo che rappresenta meglio quel periodo.

Verso altri lidi – Uomini di Mare (Fabri Fibra e Dj Lato)

Questo è il passo successivo, la scoperta del rap italiano e la scrittura delle mie prime rime. Questo pezzo di Fabri racconta magistralmente la grigia provincia marchigiana alla fine degli anni 90. Ne rimasi affascinato e pensai che anche io un giorno avrei voluto esprimermi così.

Hotel Supramonte – Fabrizio De Andrè

Altro punto di partenza. Faber è amore da sempre. La sua poetica è una delle maggiori fonti di ispirazione. Ho un legame molto profondo con tutta la sua produzione artistica. Ogni brano mi riporta ad un momento particolare, spesso condiviso con persone che sono state per me molto importanti.

Ave Maria – F. Schubert

Questa è l’eredità artistica, l’unica, che mi porto dietro. Mio nonno, suonatore di violino, spesso in casa eseguiva questo brano meraviglioso. Ero bambino ma lo ricordo molto chiaramente. Quando si ammalò gravemente per via di un ictus cerebrale, smise di camminare e di parlare ma continuò a suonare questo brano al violino. Come fu possibile? Tutt’ora non so darmi una spiegazione che sia razionale, anche se so che da quel momento in me si è mosso qualcosa. Avevo circa 8 o 9 anni.

Il Vangelo di Giovanni – Baustelle

Adoro la poetica di Bianconi. Questo è un brano che mi riporta ad un carissimo amico, un fratello, che se n’è andato. Quando lo ascolto o lo strimpello c’è anche lui qui con me. 

Dico sul serio.

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