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5 brani per chi ha nostalgia dello stadio secondo Pagano

Venerdì 30 aprile 2021 è uscito per The Prisoner Records (distr. The Orchard) ULTRÀ, il nuovo singolo di PAGANO. Con il suo caratteristico modo di cantare che guarda ad alcuni degli esponenti più significativi del brit pop ma anche al cantautorato italiano dei ’70 e con la sua scrittura visionaria, stralunata ma anche decisamente immediata, nella sua nuova canzone PAGANO ci regala uno spaccato dei giorni assurdi che tutti stiamo vivendo da ormai più di un anno. L’”urban indie pop” di ULTRÀ racconta di claustrofobia, di sfinimento, di città deserte, di voglia di reagire e di riprendersi la vita di prima con sana arroganza e con gli sbirri sempre alle calcagna.

C’è rabbia e ironia, ci sono chitarre di sapore smithsiano, fiati incalzanti e una melodia killer in un nostalgico indie-rock immerso nelle influenze del cantautorato it-pop di ultima generazione.

“Ultrà non parla di calcio, non parla di gradinate. Ultrà parla di tutto il resto. Di quello che non c’è più e di quello che non c’è mai stato. Del coraggio di affrontare la vita insieme e di lottare sempre nonostante il risultato, con coerenza e mentalità. Gli ultrà siamo tutti noi abbandonati, che nonostante tutto e senza alcuna spiegazione razionale continuiamo a vivere la vita di tutti i giorni. Proprio come un gruppo di tifosi in una trasferta nebbiosa a metà novembre seguono la loro squadra del cuore sapendo che perderà. Perché a tifare una squadra che vince son buoni tutti” (Pagano)

Gli abbiamo chiesto 5 brani per chi ha nostalgia dello stadio.

La vita com’è – Max Gazzè

Genoa Lazio stagione 2015/16 anticipo del sabato sera, per il resto ricordo poco, solo tantissime birrette. La partita era noiosa, i cori sempre gli stessi. Ad un certo punto qualcuno della compagnia, forse io(??), inizia a cantare (AMMAZZO IL TEMPO PROVANDO CON L’AUTO MEDITAZIONE E CANTO UN PO’..) bastò quello, la cantammo per il resto della partita infastidendo tutti quelli che avevamo attorno, ormai è il nostro inno. Non ho idea di come sia finita la partita.

Fuckin’ in the Bushes – Oasis

Pezzo devastante, pericoloso, perfetto da ascoltare in cuffia in una situazione di tensione. Non a caso è ancora l’intro dei Live di Liam Gallagher.

Fit but you know it – The Streets

Non abito lontanissimo dallo stadio, una mezzora a piedi circa. Quando da bambino andavo con mio padre abbiamo sempre camminato per andare a vedere la partita. È tutt’ora il mio modo preferito e questo è il pezzo ideale. Cappuccio in testa e mani in tasca.

Summon the fire – The comet is Coming

Appena ho ascoltato questo pezzo incredibile. Mi è venuta in mente la Nord al suo meglio. Una singola enorme voce, i pugni in aria, il campo oscurato dai fumogeni. I momenti ancestrali in cui non si è più una tifoseria, ma una tribù la cui appartenenza per un breve attimo ti completa.

Suburban Knights – Hard-Fi

“EH EH EH – OH OH OH” questa canzone è un coro da stadio. Parla di tutti noi, dimenticati, ma non scomparsi e mai arresi. “voglio morire così: con alle spalle un esercito”

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