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Voci da ROCK CONTEST. Intervista a MURR-MA

Chiara Petrucci, il vero nome dietro il progetto avant rock MURR-MA, è anch’essa in gara nella prima serata dei selezioni di Rock Contest del 28 ottobre.

Articolo di Marzia Picciano

Ascoltare MURR-MA, ovvero il progetto artistico della livornese Chiara Petrucci, vuol dire entrare in un concetto di musica che troppo spesso lasciamo o riteniamo appannaggio di una certa produzione più internazionale. Si tratta di tappeti sonori, di straordinaria complessità, su cui Murr-ma/Chiara lavora come una Penelope precisa, una maga del suo telaio. Woods è una stanza che è davvero un bosco a cui si accede con una preghiera dark che sta a metà tra un prodotto di Del Nanja-Marshall e gli Explosion In The Sky. Quindi come non rimanere colpiti da chi decide di proporre, cantautorialmente, musica in un senso così universale come Murr-ma?

Del resto non stiamo parlando di una neofita dell’industria. Chiara si dedica alla musica sin dall’infanzia.

“Sono una livornese che è stata lontana da Livorno una decina di anni tra Bologna e poi Granada, prima di tornare in patria dove ho felicemente rimesso radici” ci dice. Queste due esperienze fuori sono state vitali per la mia formazione personale e musicale, poi con il tempo ho capito che avevo bisogno di stare vicino al mare e alla mia famiglia e così sono tornata.”

Trasferitasi a Bologna, ha continuato a scrivere, e si è esibita in locali, sviluppando un interesse per il rock e l’elettronica, che mischia con sapienza e un sacco di ambient mood nel suo progetto attuale (è stata già parte di svariati progetti come La Fame e Mirami. Oggi sta ultimando il suo primo disco solista, frutto della collaborazione con il produttore e tastierista Fabrizio Pagni (Zen Circus).

Ma torniamo agli inizi. Come nasce la passione per la musica – e un certo tipo di musica?

“Poco prima dei vent’anni ho scoperto che la vecchia chitarra classica di mio nonno era perfetta per accompagnarmi quando avevo voglia di cantare, e ho iniziato ad usarla per aiutarmi nella scrittura delle mie canzoni. Da lì non ho più smesso e recentemente mi sono ritrovata con tutti questi brani scritti nell’arco di 12/13 anni e in città diverse e ho pensato fosse arrivato il momento di dare loro una possibilità. Nel frattempo avevo suonato in vari progetti e quelle esperienze mi sono servite per crescere e sentirmi finalmente pronta per dedicarmi al mio progetto solista.”

La composizione è un elemento fondamentale nella definizione di pezzi che sono veri e propri sentimenti, anche per quelli come Wreck. Come ti approcci alla creazione delle tue canzoni?

“Non ho un sistema ben preciso in realtà, a volte succede che ho una melodia in testa, in quel caso cerco subito si registrarla e poi da lì sviluppo il brano scrivendo il testo. Altre volte prendo la chitarra e butto giù insieme sia la musica che le parole, raramente scrivo testi senza avere la melodia in testa. Per me è molto importante il legame tra le parole e il suono, mi interessa molto che la voce sia al servizio della resa generale di un suono, di un’atmosfera, cerco di intrecciare queste due componenti più che posso.”

Da chi trai ispirazione, come artista, e non solo, per i tuoi pezzi?

“I miei gusti musicali sono molto vari, credo che ad ispirarmi di più negli anni siano state Bat for Lashes, Fever Ray, St Vincent, Sharon Van Etten, Dorthia Cottrell. Oltre ovviamente a Bjork e a tutto il lavoro di Thom Yorke.”

Puoi dirci di più sul tuo disco in lavorazione?

“Posso dirvi intanto che non vedo l’ora di poterlo suonare e di poterlo pubblicare! Ho selezionato 8 dei miei brani di cui ho registrato delle demo il più scarne possibile, solo con voce e chitarra, perché ho moltissima fiducia in Fabrizio (Pagni, n.b.) e volevo dargli la possibilità di immaginare per loro il vestito migliore.

Alla fine in realtà ci abbiamo lavorato insieme, abbiamo dei gusti musicali molto simili quindi è stato facile sbizzarrirsi su questi pezzi e mischiare il rock con l’elettronica giocando con i sintetizzatori ma cercando di rispettare sempre la natura dei pezzi. Per me era molto importante mescolare la parte elettronica, che mi rappresenta molto, con la mia anima più rock. Io amo molto il trip hop e il dream pop ma vengo anche dall’alternative, dal post rock e dal doom.

La mia speranza era riuscire a portare tutto questo nella mia musica e spero di esserci riuscita. Devo dire che sono molto felice del risultato.”

Ultima domanda, classica. Cosa rappresenta Rock Contest per te?

“Seguo da anni sia il lavoro di Controradio sia il Rock Contest e quest’anno, nonostante il mio progetto sia quasi neonato ho deciso di buttarmi e tentare. Sono molto felice di essere tra i selezionati, ho ascoltato tutte le altre proposte ed è molto bello condividere con tutti loro questa esperienza. Per me è soprattutto un modo per mettermi in gioco e far sentire la mia musica, sono onorata di farlo su un palco così importante.”

Written By

Dall’Adriatico centrale (quello forte e gentile), trapiantata a Milano passando per anni di casa spirituale, a Roma. Di giorno mi occupo di relazioni e istituzioni, la sera dormo poco, nel frattempo ascolto un sacco di musica. Da fan scatenata della trasparenza a tutti i costi, ho accettato da tempo il fatto di essere prolissa, chiacchierona e soprattutto una pessima interprete della sintassi italiana. Se potessi sposerei Bill Murray.

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