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Interviste

Storia di un uomo. Intervista ai 43.Nove

Intervista di Serena Lotti

43Nove sono un duo versiliese di giovanissimi formatosi durante il primo lockdown, composto da Elia Fulceri e Cristiano Giannecchini, la band è prodotta da Bonnot, storico produttore di Assalti Frontali, Colle Der Fomento, Inoki, Dj Gruff, con collaborazioni internazionali come quelle con il leggendario duo newyorkese Dead Prez, Talib Kweli, Prodigy (dei Mobb Deep), Snoop Dogg, Gary Clark Jr. Il duo promuove uno stile molto interessante che fugge categorizzazioni di sorta, un mix di cantautorato 2.0 su cui si sviluppa un sottotesto di rap, hip hop ed elettronica che riesce ad essere godibile e non scontato. Storia di un uomo è il loro primo Ep, uscito il 19 aprile, con la produzione di Bonnot e che racchiude in 4 brani un progetto musicale con un potenziale non trascurabile.

L’Ep è stato anticipato dal singolo Immagini che i 43.Nove raccontano così: “IMMAGINI nasce da associazioni di emozioni, ricordi, immagini. Rappresenta il primo estratto del nostro primo EP titolato “Storia di Un Uomo”. In particolare, IMMAGINI è riconducibile al periodo dell’“infanzia” del nostro stereotipo di “uomo”.

Noi li abbiamo intervistati e ci siamo fatti raccontare qualcosa di più…

1 Ciao ragazzi, complimenti per l’uscita del vostro primo EP “Storia di Un Uomo”. Prima domanda. Ma cosa vuodire 43.Nove?
Grazie a tutti, il Nome 43.Nove nasce dalla ciò che più ha unito me ed Elia. Poi, dopo un anno di progetto ha assunto molteplici significati che possono anche essere raggruppati sotto un unico tetto, o più precisamente uniti in un magico posto.

2 Allora vogliamo saperne di più. Chi sono i 43.Nove e come vi siete avvicinati al mondo della musica? Chi sono i vostri modelli?
I 43.Nove sono due ragazzi, o ragazzini a seconda di chi guarda, che hanno avuto fin da piccoli una folgorazione con la musica, chi per un passatempo con il padre chi per per curiosità. Ci siamo incontrati per la prima volta tramite un amico in comune solo a inizio liceo e suonavamo cover mezze vecchie mezze nuove, si guardava principalmente al passato anche se filtrato da una lente nostra. Fin da subito abbiamo iniziato a scrivere ma appunto in inglese dato che la stragrande maggioranza dei modelli erano la oltre la manica. Un anno fa abbiamo scritto il nostro primo pezzo in italiano che è appunto “Storia di Un Uomo”, che abbiamo tenuto fermo a fermentare fino al 19 aprile.

3 Ci sono vari elementi stilistici nei vostri brani, intendo dire che avete sapientemente miscelato elettronica, rap, chitarre vintage e un tiro di voci che uniscono perfettamente spinta e controllo. Raccontateci la vostra idea di musica.
La nostra idea di Musica è una musica viandante ovvero fatta da dentro per colpire il dentro delle persone. Ciò implica che la ricerca stilistica segua quella più profonda dell’intimità, che a sua volta non possiede canoni e circoscrizioni, quindi il sound è influenzato tantissimo dalle nostre giornate mutevoli. Forse aver suonato tanto prima di scrivere qualcosa di nostro ci sta permettendo di riuscire a svariare musicalmente proprio seguendo l’istinto e l’emotività che appunto può cambiare a seconda di quello che proviamo. Per adesso ci siamo concentrati sulla pulizia del suono e sul valore della semplicità e abbiamo un percorso in mente e un’idea di musica che vorremmo esprimere. Il primo album dirà tanto.

4 Cosa significa fare musica in piena pandemia? Intendo dire che vi siete formati poco prima della fine del primo lockdown proponendovi sull’incertissima quanto fragile scena musicale flagellata dall’emergenza sanitaria. Quali sono le vostre aspettative ad oggi in cui concerti dal vivo sembrano una realtà ancora lontana?
Crearsi durante un periodo strano come questo ha evidenziato, come tutto del resto, i due lati della medaglia. Se l’estate scorsa le chiusure delle discoteche hanno portato l’attenzione sulle serate live è anche vero che questo inverno tutto si è ricongelato e non siamo potuti andare avanti con il progetto dei live che per noi è fondamentale, proprio una storia a sé, il progetto si basa tanto anche su questo infatti. Speriamo che quest’estate si possa portare in giro un po’ di musica.

5 Con chi vi piacerebbe fare un feat?
Bella domanda, diciamo che non condividiamo proprio gli stessi valori della musica che oggi va in radio. Detto questo, ci sono artisti con la A maiuscola con cui collaborare sarebbe strafigo ma dipende dalla situazione e dai contesti che si creano. Ultimamente ci siamo pompati “Multisala” di Franchino che secondo noi entra prepotentemente nella storia del cantautorato italiano.

6 Consigliate 3 dischi ai lettori di Rockon?
Vi consigliamo questi tre dischi:
Voodoo” di D’Angelo
Geography” di Tom Misch
Caustic Love” di Paolo Nutini

Foto di Matteo Agostini

Written By

Milanese, soffro di disordini musicali e morbosità compulsiva verso qualsiasi forma artistica. Cerco insieme il contrasto e il suo opposto e sono attratta da tutto quello che ha in se follia e inquietudine. Incredibilmente entusiasta della vita, con quell’attitudine schizofrenica che mi contraddistingue, amo le persone, ascoltare storie e cercare la via verso l’infinito, ma senza esagerare. In fondo un grande uomo una volta ha detto “Ognuno ha l’infinito che si merita”.

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